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Friedrich Nietzsche (1844-1900)

lunedì, 16 aprile 2007

Primo vero -  “ libero pensatore ”!

di Marco Brenni

Ad oltre un secolo dalla morte del grande filosofo, alcune delle sue acute previsioni si stanno avverando, proprio in questa nostra società postmoderna, che sotto certi aspetti, appare sempre più iperindividualista e persino, nichilista: ebbene secondo Nietzsche, proprio il nichilismo avrebbe, entro non più di un  secolo, colpito tutta la civiltà occidentale! Vale perciò  la pena di ricordarlo, non solo per la sua enorme importanza ed influsso che ebbe sul pensiero filosofico moderno e post-moderno, ma pure per sfatare alcuni, purtroppo, resistenti malintesi, che hanno da sempre, attorniato la sua persona e quindi anche, la talvolta,  feroce critica del suo pensiero. Questo fu purtroppo sovente ignorato, manipolato o addirittura stravolto, vuoi per mera ignoranza, vuoi per aperta malafede, da parte dei suoi, (ahimè), numerosi detrattori che, o non l’hanno mai letto, o hanno subito gli influssi “malevoli”, provenienti da tutte le religioni, (ufficiali e non); nonché dai “benpensanti”, d’ogni genere e specie. D’altra parte ebbe e continua ad avere, altrettanto numerosi estimatori, fra i quali pure nomi prestigiosi di filosofi dei nostri tempi; (ad es. Umberto Galimberti). Si può di certo affermare, che non c’è altro filosofo che viene o amato fino all’esaltazione, oppure odiato, vale a dire screditato, fino alla totale denigrazione!

Oltre che un eminente e certamente “originale” filosofo, (perché in ogni caso diverso dagli altri), fu anche emerito filologo; anzi, si laureò proprio in questa disciplina (filologia greca): fu talmente brillante nel corso dei suoi studi universitari, che fu  persino esonerato dagli esami di laurea, un caso più unico che raro !
Fu indubbiamente, un genio polivalente, cioè dotato in tutti gli ambiti della cultura umanistica; fu pure grande letterato e poeta; in senso generale, fu un vero “artista – pensatore”. Era molto considerato pure come acuto e competente critico musicale;  tant’è che scrisse pure un trattato contro la musica di Wagner (in: “Nietzsche contra Wagner”, del 1888).

Il suo indubbio capolavoro “Così parlò Zarathustra”, è in assoluto il libro più venduto di tutti i tempi, se si eccettua la Bibbia. Poema in prosa, che sta fra la speculazione filosofica e l’annunciazione profetica, lo “Zarathustra”, sembra un libro facile da leggere; invece è piuttosto difficile ed anche  complesso, almeno per chi vuole coglierne i significati più profondi, uscendo dalla simbologia  e dalla metafora, da lui frequentemente usata.
Nietzsche era in effetti consapevole, d’aver scritto ”una specie di quinto ed ultimo Vangelo”, cioè quello definitivo, che avrebbe messo la parola “fine“ al messaggio ed al credo religioso cristiano ! Egli era perfettamente conscio dell’enorme responsabilità che s’era assunto: eliminando il credo cristiano dal mondo occidentale, (rappresentato soprattutto dalle religioni, cattolica e protestante), ne sarebbe seguita la distruzione totale dei suoi simboli e valori. Per questo scrisse pure il libro “demolitore”  per eccellenza: cioè “Il Crepuscolo degli Idoli”; nel sottotitolo: “Come si filosofa con il martello”: è la “trasvalutazione di tutti i valori” (1888). Per questo Nietzsche, fu  pure definito l’ultimo dei “grandi metafisici”, proprio perché propone una nuova concezione “messianica”, del mondo, avente per definizione medesima, valenza universale !
Va pure precisato che nessun altro pensatore prima di lui aveva osato ad attaccare di petto l’intero castello religioso cristiano, demolendolo e rovesciandolo come un guanto! È ben vero, ci furono anche altri filosofi e pensatori prima di lui, che hanno criticato la religione cristiana, ma soprattutto come istituzione, cioè come costruzione dogmatica e gerarchia giuridico-teologica, di tipo “imperiale”, Papa-imperatore, ripresa in toto, dall’impero romano; di questi fecero parte ad es. Lutero, Kant, Hobbes, Locke, Voltaire ecc. Ma nessuno di questi osò, distanziarsene totalmente, con un rovesciamento totale dei suoi insegnamenti, definiti perlomeno “fuorvianti” e “sprezzanti di questa vita”, qui sulla terra, in vista d’un’altra, perfetta ed eterna, ma solamente nelle sfere celesti e soprattutto, solo post mortem ! (Forse solo Feuerbach, nato un po’ prima di Nietzsche (1800), osò tanto: ma nemmeno lui, compì una “trasvalutazione di tutti i valori”, come invece e per primo, fece Nietzsche).

Filosofo asistematico  per vocazione, in polemica totale con le grandi cattedrali speculative di Kant e Hegel, ed anche per necessità, perché la malattia, (non ancora a livello psichico) e la semicecità, gli consentivano un autonomia lavorativa molto limitata: Nietzsche, scriveva perciò soprattutto per aforismi, straordinari per nitidezza, concisione, ellitticità. È  pure considerato, assieme a Goethe,  il massimo stilista in lingua tedesca, ed in ogni caso, uno dei più grandi al mondo, (v. ad es. la prefazione  al  “Così parlò Zarathustra” di Massimo Fini;  ed. “Il Libero”, 1995)). I suoi scritti, in effetti, sembrano chiarissimi a chiunque, almeno ad una prima lettura. Ma naturalmente, la forma aforismatica è anche la maggior insidia, nella lettura di Nietzsche: infatti, isolando un aforisma dall’altro, gli si può far dire tutto, ed il suo contrario; …(come purtroppo, è ampiamente avvenuto ed avviene tuttora).
I suoi aforismi, vanno invece visti come un’immensa “costellazione” ed una gigantesca “formula chimica”,  in cui gli elementi sono legati l’uno all’altro con una coerenza interna, che in realtà, è ferrea !
Nello “Zarathustra”, la cosa è complicata dal fatto che l’opera è molto metaforica e pure forse, la più filosofica, di Nietzsche: per questo, egli aggiunse al titolo dell’opera, la famosa e sibillina frase: “Un libro per tutti e per nessuno”: Per tutti, perché grazie alla limpidezza, ed al fascino dello stile è emotivamente, esaltante. Per nessuno, perché pochi sono in grado di penetrarlo fino alle sue abissali profondità : da qui purtroppo, la possibilità di   fraintendimenti  d’ogni genere e specie !

Lo “Zarathustra”, dovrebbe quindi esser affrontato per ultimo e non per primo, (come fanno purtroppo, quasi tutti); e solo, dopo aver digerito le altre sue grandi opere principali, da “Umano troppo umano”, alla “Gaia Scienza” ad “Aurora” ad “Al di là del Bene e del Male” a “Genealogia della Morale” nonché, alla quasi autobiografica, “Ecce Homo”….
Abbandonate, almeno in parte, le vesti di eminente psicologo, (soprattutto in questo, fu geniale), e pure, ma sembra quasi una contraddizione, del moralista, (proprio lui, che per definizione, si situa “Al di là del Bene e de Male”), Nietzsche prepara, abborda e sviluppa proprio nello “Zarathustra” i suoi temi speculativi più importanti; dalla “morte di Dio”, almeno nella “coscienza” del mondo occidentale, alla “Trasvalutazione di tutti i Valori”, alla “Volontà di potenza”, brillantemente percepita, come una delle caratteristiche fondamentali dell’animo umano: nessun altro riuscì a recepirla così nitidamente, prima di lui. Per approdare infine al “Superuomo”, che non è la “bestia bionda”, ariana, rozzamente intesa –et pour cause – dai nazisti, ma una fase dell’evoluzione dell’umanità. Infine l’”amor fati” cioè, il dire “Sì” alla vita, in tutte le sue manifestazioni, dalle baldorie spensierate ed anche “sfrenate”, (per lui: “dionisiache”), a quelle dolorose ed anche tragiche. Da ultimo, va menzionata la sua visione dell’Universo come “Eterno Ritorno”, idea probabilmente desunta dall’antica mitologia greca-classica. Vale a dire: ogni cosa è destinata a ritornare “identica a se stessa” e questo all’infinito! (Un po’ come la ciclicità “eterna”, delle stagioni). Nietzsche affronta in effetti la sua opera maggiore e più significativa, col mezzo apparentemente più lontano: la poesia!

È pure degno di nota, che nessun filosofo al mondo, ha mai avuto l’onore di vedere il suo pensiero immortalato in una delle più note sinfonie di tutti i tempi, ossia proprio, il “Così parlò Zarathustra” di Richard Strauss (attenzione: non è quello dei Walzer). Tale oltremodo brillante composizione, imponente ed unica nel suo genere, soprattutto per la sua parte introduttiva, che inizia con l’assai solenne “annuncio – rivelatore”: “ Dio è morto” ! E non fu di certo, un annuncio da poco: in ogni caso, Nietzsche fu estremamente coraggioso ed anche, spregiudicato, se si pensa ai tempi veramente moralisti e pure bigotti, perché vittoriani, in cui era costretto, “malgré lui”, a vivere.

Nietzsche, “allievo morale” di Schopenhauer, ebbe con il suo maestro, un enorme importanza per lo sviluppo delle scienze psicologiche e persino, psichiatriche, che a fine ottocento, si stavano appena affacciando, a livello scientifico.
Egli ha, infatti anticipato, e con grandissimo intuito alcune acquisizioni fondamentali per le suddette scienze: lo stesso Freud, in un suo scritto, ammise che in fondo Nietzsche, (che lo precedette), “stranamente”, la pensava come lui, ma questo, per puro caso! Ma, soprattutto, l’eminente psichiatra Alfred Adler, critico di Freud, che sviluppò una sua personale e differente teoria sulle nevrosi, (nell’opera: “Il temperamento nervoso” del 1907)), fu indubbiamente influenzato dal pensiero di Nietzsche. Adler afferma in sostanza, che la maggior parte delle nevrosi hanno origine soprattutto in “sensi d’inferiorità”, giustificati o del tutto, (o soprattutto), immaginari. C’entrano quindi pure, le “aspirazioni” (o ambizioni) abortite, e quindi si evidenzia una volta di più, la “volontà di potenza”, ma qui, frustrata ! Schopenhauer, a sua volta, la chiamava semplicemente – “Volontà” – nel senso d’affermazione prepotente della “forza” o “istinto vitale”.
In ogni caso, nutro il più che legittimo sospetto, (condiviso pure da altri), che sia Freud,sia Adler (ma anche altri), senza mai ammetterlo, hanno attinto, a piene mani, dagli aforismi e rivelazioni intuitive sulla psiche umana, del tutto geniali, di entrambi i suddetti filosofi: Nietzsche, e Schopenhauer, furono in effetti, grandissimi indagatori dei meandri più oscuri, soprattutto nascosti ed anche “repressi”, dell’animo umano. Anche per questo Nietsche fu odiato da molti: ovviamente aveva messo “il dito” su cose spiacevoli ed anche “inammissibili”. Fu quindi accusato addirittura di “follia”, ancor prima che si ammalasse veramente a livello psichico, e questo solamente, nei suoi ultimi anni di vita. ( È accertato, che la sua “follia”, in età matura, fosse da ricondurre ad una malattia venerea – probabilmente sifilide – contratta molti anni prima). Da giovane era solo, malfermo di salute, ma per altri motivi: per questo, fu sovente emarginato; ciò che lo spinse tuttavia, a sviluppare, un forte spirito critico, e pure un’acutissima facoltà d’osservazione dei comportamenti umani!

Infine, lo criticano, se non addirittura, disprezzano, sia perché ritenuto del tutto arbitrariamente,
“filosofo del nazismo”, sia perché, morì suicida all’età di soli 56 anni. Per quanto concerne quest’ultima “accusa”: egli fu solo coerente con se stesso. Infatti, già nei suoi primi aforismi, afferma che ogni persona, dovrebbe avere la piena facoltà, anche giuridica, di togliersi la vita, quando questa gli diventasse insopportabile (soprattutto per malattia), e quindi del tutto priva di senso, tanto da risultare, semplicemente, invivibile.  Aborriva infatti la “morte cristiana”, che costringe a sopportare fino all’ultima esalazione, tribolazioni e dolori, sovente insostenibili: anzi, l’agonìa, soffrendo pure le “pene dell’inferno”, è pure titolo di merito, di cui si terrà in ogni caso conto, per poter raggiungere per la via più diretta, il Paradiso!
Per quanto concerne il rimprovero, del tutto idiota, di “filosofo precursore”, per non dire addirittura ”causa” del nazismo, trattasi d’un’accusa manifestamente infondata! È vero che egli mise soprattutto in evidenza, “la volontà di potenza”, (suo vero chiodo fisso): ma in ogni caso, scoprì con ciò, solamente una verità fondamentale dell’animo umano. Anche se difficilmente ammessa, perché contraddice con tutta evidenza, il messaggio cristiano, che predica l’esatto opposto, ossia: gli “pseudovalori“ del rimanere umili, e sottomessi; del considerare la vita, qui su questa terra, solo come un   misero e disprezzato, “passaggio per l’Al di là”, ove tutto verrebbe in ogni caso, almeno per i più “meritevoli”, compensato e soprattutto, riscattato !
Invece, la “realtà” che ci circonda, afferma Nietzsche, indica l’esatto opposto: intanto la “volontà di potenza”, ha manifestamente dominato, tutta la storia dell’umanità, con infinite guerre, di predominio, ivi comprese, ovviamente, quelle religiose!  Inoltre basta osservare le ambizioni dei comuni mortali: Quasi tutti, aspirano in un modo o nell’altro ad un certo livello di potenza: c’è chi ama ostentare “oggetti”, chi “carriere”, chi il “sapere” (che non è sinonimo di “cultura”), e via dicendo, per volontà di potenza, (o per usare un termine meno forte: ambizione) ! Anzi, chi è totalmente sprovvisto di ogni “ambizione”, è considerato oggigiorno un caso patologico, dagli esperti delle psiche umana.

Ebbene: tutta questa insistenza, per non dire “vera ossessione”, di Nietzsche per la “volontà di potenza”, contribuì purtroppo ad affibbiargli l’insulto, d’esser stato addirittura un”precursore” del nazismo! Invero fu sua sorella, che riunì tutti gli aforismi sulla volontà di potenza dell’illustre fratello, post mortem (1900), in un unico grosso volume, intitolato per l’appunto: “La Volontà di Potenza” e lo consegnò ai nazisti, allo scopo d‘ingraziarseli! Ma se c’era una persona che avrebbe profondamente odiato il regime eminentemente statalista ed oppressivo del nazi-fascismo, sarebbe stato proprio lui: intanto, era di carattere piuttosto anarcoide e anche aristocratico: sopportava male, già il solo il “concetto” di “Stato”! Inoltre, non credeva affatto nella pretesa superiorità della “razza ariana”, (terminologia che ai suoi tempi, non esisteva nemmeno), ma addirittura, valeva il contrario: se egli “disprezzava”, ad ogni piè sospinto, un popolo, (impregiudicata la validità o no delle sue ragioni, e sempre ricordando, che ogni generalizzazione, è in ogni caso fuori luogo), questi per lui, era proprio quello tedesco (!). Ribadiva sovente, che i tedeschi dovevano finalmente lasciare in pace gli ebrei, (perseguitati in Germania, già a far tempo da Lutero, perché considerati: “popolo deicida” ! -sic-);  infatti, secondo Nietzsche erano assai più dotati di loro, e questo, in ogni ambito! Fece ovvia eccezione, solamente per alcuni esponenti di punta della cultura tedesca, come ad es. Goethe, Schiller e diversi filosofi, nonché musicisti e grandissimi compositori, eccezion fatta tuttavia, proprio per Wagner, che invece era ammirato incondizionatamente, proprio dai nazisti, ed assunto, come tipico cantore ed esaltatore della “grande Germania” e della “mitologia teutonica” in genere: infatti, Wagner decantava  proprio la “germanicità” che Nietzsche di contro, considerava  come, “mero ciarpame mitologico”! Altro che filosofo pre-nazista …!
In ogni caso, il  “Superuomo” a cui aspirava Nietzsche, era ben altra cosa: nasceva dalla sua ferma convinzione che siccome non esiste alcun senso rivelato per questa nostra vita, l’unica via d’uscita dalla mediocrità, per lui, insopportabile, era di tendere a “superare se stessi”, ma come elevazione culturale e spirituale, e non di certo, nel senso di diventare dittatori! E questo per conferire la massima dignità all’esistenza umana, che sennò, almeno per lui, non avrebbe avuto né senso, né valenza alcuna!

Ovviamente, Nietzsche, non aveva “capacità politiche”, (ma nemmeno facevano parte dei suoi interessi); anzi, per fondare una “Polis”, o addirittura, uno Stato sociale, era un filosofo, del tutto inutilizzabile!
In sostanza, era portato soprattutto ad indagare nei “meandri nascosti” vale a dire, ad es: dell’animo umano, del  potere, dei costumi, delle credenze, miti vari, e soprattutto, religioni.
Fu un geniale grande aristocratico, pure “reazionario”: ma non nel senso solo negativo del termine, (come è inteso oggigiorno): ammirava soprattutto i tempi antichi. Avrebbe volentieri voluto riportarci alla Grecia pre-socratica, (che ammirava moltissimo), ma soprattutto a quella preplatonica; infatti Platone non gli piaceva per nulla, soprattutto  per le sue idee, da lui giudicate, del tutto “fantasiose ed irrazionali”, quando parlava dell’ “anima immortale”, oppure della sua concezione puramente metafisica dell’Universo. Rendeva Platone responsabile d’avere, malamente influenzato l’intera civiltà occidental  (cristiana), fuorviandola sul “dualismo”: ossia, la concezione dell’uomo come composto di due elementi nettamente separati: ossia, “corpo” ed “anima”, quest’ultima considerata, senza prova alcuna, e contro ogni ragionevolezza, addirittura come …“immortale”!
Tale concezione “fantastica” della vita umana, fu poi ripresa, integralmente, dal cristianesimo …ed ebbe  conseguenze oltremodo pesanti per l’intera civiltà occidentale!

Altro periodo storico che godeva della sua massima considerazione ed ammirazione era il Rinascimento italiano: e proprio perché veniva meno il senso religioso della vita, e si poneva al centro dell’attenzione proprio “l’Uomo”, (nel senso: “der Mensch”) e nella vita qui sulla terra e non altrove, nei cieli!
Certo, è considerato “nichilista”: ma anche qui, sono necessarie alcune precisazioni, per evitare i soliti malintesi, fomentati soprattutto dai suoi detrattori. Era in effetti un nichilista “relativo”, e non “assoluto”: infatti, era per il “Sì” incondizionato alla libera espressione d’ogni forma di “forza vitale”! Di contro, era nichilista “assoluto”, solamente nei confronti della civiltà occidentale cristiana: non  percepiva, né tantomeno credeva, in un senso della vita nella forma “rivelata”, cioè d’origine “teologica”!
Se in effetti, non sussiste più alcun “senso rivelato” o “finalistico” della vita, allora, e ciò era sua ferma convinzione, siamo solo noi che dobbiamo conferirle un senso! Da qui derivava sicuramente anche la sua incondizionata ammirazione e glorificazione della “volontà”, che tutto può, anche a dispetto della natura, sovente purtroppo maligna;  (in ciò, fu pure influenzato da Schopenhauer).

Nietzsche merita indubbiamente di esser rivalutato, perché la sua “Weltanschauung”, si riflette oggigiorno, ma in modo distorto, proprio in questa civiltà “postmoderna”, ad impronta fortemente individualistica, e persino in un certo senso almeno, “nichilista”: ma non come auspicato da Nietzsche: cioè solo e soprattutto nei confronti delle religioni e credenze irrazionali varie: quelle purtroppo stanno risorgendo, eccome (!), grazie anche all’enorme “vuoto ideologico” lasciato, dal fallito credo marxista…
Oggi viviamo purtroppo, in una società “usa e getta”, e non solo nei confronti  di “cose o oggetti”, ma soprattutto, nei confronti della “Persona”, che viene usata sempre più, come mero mezzo e non rispettata come fine, (come invece intendeva Nietzsche, soprattutto nella sua concezione del “Superuomo”). E “finalistico”, non è di certo inteso nel senso religioso del termine, ma come possibilità di massima realizzazione personale nella vita qui, su questa terra e non altrove, nelle del tutto improbabili… “sfere celesti”!

Infatti dell’eventuale “Al di là”, non ne sappiamo proprio nulla, e  nemmeno c’ interessa…

Però l’esistenza, rappresenta, ciò non di meno, un impegno, ma soprattutto, una responsabilità, di non poco conto, perché non si può sbagliare la molto probabilmente unica vita, che c’è stata  concessa!

Avv. Marco Brenni