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Nessuna strumentalizzazione del concetto di razzismo per scopi antidemocratici

venerdì, 10 aprile 2009

Comunicato stampa concernente la conferenza Durban II

L’Associazione svizzera dei liberi pensatori invita la consigliera federale Calmy-Rey e il governo svizzero,  nel caso di una partecipazione della Svizzera al vertice ONU sul razzismo del 20-24 aprile a Ginevra, di sostenere le seguenti richieste:

Nessuna strumentalizzazione del concetto di razzismo per scopi antidemocratici

In particolare si deve contrastare energicamente ogni tentativo di qualificare come razzismo critiche su questioni religiose (così come fatto dal Consiglio dei diritti dell’uomo). Questi tentativi ledono la libertà di opinione e di espressione (art. 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo).

Si deve chiaramente distinguere tra libertà di credo dell’individuo, che va difesa in ogni modo, e tentativi di proteggere idee, pratiche e contenuti religiosi da legittime critiche.

Protezione di non credenti, politeisti e apostati

Nel paragrafo 10 del documento del 17 marzo 2009 sono menzionati esplicitamente come possibili vittime soltanto cristiani, ebrei e musulmani. La lista deve essere estesa anche ad altre categorie a rischio oppure omessa del tutto.

Nessuna denigrazione dell’occidente

Il paragrafo 10 del documento del 17 marzo 2009 dichiara l’anti-arabismo come sviluppo preoccupante. Questo concetto è da stralciare a meno che non venga condannato pure l’anti-occidentalismo.

Discriminazione a causa di lavoro o discendenza

In certe regioni dell’Africa e dell’Asia degli esseri umani vengono fortemente discriminati o addirittura minacciati di morte a causa del loro lavoro o della loro origine.

Questi Stati devono essere intimati di proibire per legge queste violazioni dell’art.7 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e sostenere con programmi nazionali o regionali la loro eliminazione.

Traffico degli esseri umani e schiavitù

Secondo dati di “Anti-Slavery-International” attualmente sono ridotti in schiavitù 2.7 milioni di esseri umani. In particolare quegli Stati africani e arabi, nei quali questa violazione dell’art. 4 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo viene ancora praticata, devono essere intimati di proibirla per legge e sostenere con programmi nazionali o regionali la sua eliminazione.