Separazione tra Stato e chiese

10 tesi sulla separazione tra Stato e chiese

(approvate dall’Assemblea dei Delegati il 26 aprile 1992)

1.  L’ASLP s’impegna per la separazione tra Stato e chiese. I diversi gruppi religiosi – come anche altri schieramenti ideologici – dovrebbero misurarsi con la sola forza dei loro argomenti e convincimenti senza essere privilegiati dallo Stato.

2.  La separazione tra Stato e chiese è frutto di un lungo processo storico. La separazione completa come quella da noi auspicata esiste ad esempio negli Stati Uniti. Passa attraverso un progressivo smantellamento  dei vincoli tra le istituzioni dello Stato e le chiese che in ambito civile si è già realizzato nel secolo scorso. Noi liberi pensatori siamo favorevoli all’ulteriore secolarizzazione, che sosteniamo attivamente.

3.  La separazione fra Stato e chiese significa in particolare la rinuncia
- ai finanziamenti statali a favore delle chiese
- al ruolo di esattore che vede lo Stato incassare le imposte di culto per le chiese
- all’insegnamento della religione nella scuola pubblica
- all’esposizione di  simboli religiosi nelle istituzioni dello Stato

4.  L’ASLP è consapevole che le chiese assumono un ruolo sociale e di utilità pubblica. Resta tuttavia da appurare se sia legittimo che le chiese si sostituiscono allo Stato, assumendone determinati compiti contro pagamento con fondi pubblici. In uno Stato fattualmente laico, le opere religiose perderebbero il loro status esclusivo e dovrebbero competere alla pari con altri enti privati per l’assegnazione di tali incarichi.

5.  L’ASLP non nega che la nostra cultura è stata plasmata dalle religioni storicamente predominanti sul suolo elvetico; il cristianesimo ha lasciato profonde impronte nell’arte, la musica, l’architttura, letteratura ecc. Il nostro retaggio culturale, religioso e non, merita di essere custodito e preservato. L’ASLP non è affatto iconoclasta.

6.  La separazione tra Stato e chiese significa maggiore indipendenza per le chiese. Separate dallo stato, le chiese potrebbero difendere il proprio credo senza interferenze da parte dello Stato e senza riguardi per altre comunità religiose. L’ASLP ne riconosce il diritto di partecipare al dibattito su questioni sociali e religiose in rappresentanza di interessi e convinzioni specifiche. Siamo tuttavia del parere che lo stato debba ripristinare l’equidistanza da e fra tutti gli attori che partecipano al dibattito pubblico, e quindi anche dalle chiese cristiane.  Non comprendiamo perché in tempi di ecumenismo, esse possano ancora rivendicare dei privilegi e tanto meno perché le loro posizioni debbano contare più delle altre.

7.  Spesso le chiese si appellano a inalienabili diritti storici per giustificare le loro ricchezze, nonostante molti beni siano stati secolarizzati durante e dopo la riforma. I liberi pensatori respingono decisamente tali rivendicazioni. E’ inaudito che le chiese possano richiamarsi  a titoli obsoleti, risalenti al medioevo per farsi risarcire degli introiti feudali persi nel corso dei secoli, esimendosi, viceversa, di pagare a propria volta per le violazioni dei diritti dell’uomo che esse stesse hanno commesso in passato.

8.  La separazione tra Stato e chiese deve operarsi gradualmente, secondo modalità socialmente compatibili. Siamo consapevoli che ci vuole tempo ed accettiamo di buon grado delle norme di transizione.  Non richiediamo un’azione punitiva, ma giustizia e parità di trattamento.

9.  La separazione tra Stato e chiese permette di contrastare  tendenze fondamentalistiche. I vincoli attuali tra Stato e  chiese offrono una falsa legittimazione a tentativi di imporre dei principi religiosi e moralistici nel nostro ordinamento giuridico.

10. Ultimamente persino le cerchie politiche conservatrici stanno aprendo al laicismo. Di fronte a certe posizioni fideistiche “scomode”, la stessa destra minaccia di separare Stato e chiese per tenere a bada il clericalismo più aggressivo.

Per i liberi pensatori la separazione fra Stato e chiese costituisce una richiesta fondamentale al di là delle divisioni politiche. Di conseguenza sostengono, ove opportuno, altri schieramenti che si battono per lo stesso obiettivo, talora senza condividerne le motivazioni. Va però sottolineato che l’ASLP si distanzia risolutamente da tendenze in contrasto con la sua filosofia umanistica e liberale.

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