La storia dell’ASLP

1908 – 2008,  
100 anni  per la laicità e l’umanesimo in Svizzera

I liberi pensatori si pongono come eredi dell’illuminismo e si ispirano ad un’etica umanistica senza pregiudizi e dogmi.

Obiettivi dell’ASLP

  • Promuovere una visione della realtà basata sull’osservazione scientifica e la ragione.
  • Separare Stato e chiese: garantire la libertà confessionale e d’opinione, nonché l’uguaglianza di tutte le filosofie e la loro indipendenza dallo Stato.
  • Separare  religione e scuola: le conoscenze sulle diverse religioni vanno trasmesse nelle lezioni di cultura/storia/geografia/arte/letteratura; l’etica non religiosa divenga regolare materia nelle scuole pubbliche.
  • Offrire alternative ai servizi delle chiese.
  • Promuovere condizioni di vita umane e tutelare l’ambiente.

La laicizzazione in Svizzera

Verso il 1870, gli anticlericali iniziano ad organizzarsi in diverse città della Svizzera. Il primo circolo nasce a Zurigo, altri seguono in Romandia e Ticino.  
Il 12 aprile 1908 i liberi pensatori della Svizzera tedesca si riuniscono nel „Deutschschweizer Freidenkerbund“; la federazione crea le basi di un movimento nazionale.

Alla vigilia e durante la seconda guerra mondiale i liberi pensatori vengono sistematicamente perseguitati, ad attaccharli sono soprattutto le chiese nazionali. Il movimento  è vittima di una campagna denigratoria concertata a livello politico (che culmina nel dibattito contro gli atei in Consiglio nazionale nel 1933). Durante la guerra fredda viene  a trovarsi nel mirino dei servizi di sicurezza dello Stato.

Dato che in Svizzera i rapporti fra Stato e chiese sono regolati a livello cantonale, la secolarizzazione si compie solo lentamente. E per quanto la gente si affranchi vieppiù dal paternalismo dottrinario della religione, la politica non se ne emancipa che a stenti. La classe dirigente diffida profondamente della società civile e non osa mettere in discussione l’autorità morale delle chiese. Nel 3° millennio il loro potere si è fortemente ridimensionato; la costante perdita di fedeli da parte delle chiese non si è finora tradotta in un corrispondente aumento di soci ASLP, che tuttavia si è rafforzata di alcune nuove sezioni.

Con gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, il fenomeno religioso è tornato alla ribalta anche in Svizzera. Da allora, l’ASLP riscuote un crescente interesse e un modesto sviluppo delle affiliazioni.

L’ASLP nel 21° secolo

Il riconoscimento delle confessioni religiose quali enti di diritto pubblico crea molteplici problemi. Invece di estendere tale status ad ulteriori religioni, l’ASLP ribadisce l’importanza di uno stato quanto più laico possibile. Occorre difendere la democrazia da prevaricazioni religiose. Le norme morali siano risultato di un dibattito aperto che tenga conto del pluralismo sociale. Istituendo l’insegnamento dell’etica invece della religione nelle scuole pubbliche i giovani apprendono l’importanza di valori vivibili e condivisi, e vengono messi in condizioni di partecipare al discorso politico – discorso in cui l’ASLP rappresenta una fascia della popolazione in costante aumento, quella aconfessionale, che già nel 2000 aveva toccato  l’11%.

Nel 2008, anno del suo centenario, l’ASLP lancia una campagna di sensibilizzazione sul web, invitando tutte le persone aconfessionali a professare pubblicamente le loro convinzioni- >> www.senza-confessione.ch

L’ASLP in cifre

Attualmente l’ASLP conta oltre 1800 soci ripartiti su 13 sezioni.

In un sondaggio condotto nell’autunno del 2007, il 64 % dei soci si dichiara ateo, il 22 % agnostico, il 2 % panteista, l’8 % preferisce un’altra denominazione (umanista o simile) e il 4 % non fornisce indicazioni in merito.