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GB: Papa sarà accusato

domenica, 11 aprile 2010

Richard Dawkins e Christopher Hitchens vogliano fare arrestare il papa per crimine contra l’umanità.

http://www.telegraph.co.uk/news/newstopics/religion/7578024/Richard-Dawkins-planning-to-have-Pope-Benedict-arrested-over-crimes-against-humanity.html

Comment #478580 by Richard Dawkins on April 11, 2010 at 8:48 am
Needless to say, I did NOT say “I will arrest Pope Benedict XVI” or anything so personally grandiloquent. You have to remember that The Sunday Times is a Murdoch newspaper, and that all newspapers follow the odd custom of entrusting headlines to a sub-editor, not the author of the article itself.

What I DID say to Marc Horne when he telephoned me out of the blue, and I repeat it here, is that I am whole-heartedly behind the initiative by Geoffrey Robertson and Mark Stephens to mount a legal challenge to the Pope’s proposed visit to Britain. Beyond that, I declined to comment to Marc Horme, other than to refer him to my ‘Ratzinger is the Perfect Pope’ article here: http://richarddawkins.net/articles/5341

Here is what really happened. Christopher Hitchens first proposed the legal challenge idea to me on March 14th. I responded enthusiastically, and suggested the name of a high profile human rights lawyer whom I know. I had lost her address, however, and set about tracking her down. Meanwhile, Christopher made the brilliant suggestion of Geoffrey Robertson. He approached him, and Mr Robertson’s subsequent ‘Put the Pope in the Dock’ article in The Guardian shows him to be ideal:

http://richarddawkins.net/articles/5366

The case is obviously in good hands, with him and Mark Stephens. I am especially intrigued by the proposed challenge to the legality of the Vatican as a sovereign state whose head can claim diplomatic immunity.

Even if the Pope doesn’t end up in the dock, and even if the Vatican doesn’t cancel the visit, I am optimistic that we shall raise public consciousness to the point where the British government will find it very awkward indeed to go ahead with the Pope’s visit, let alone pay for it.

Richard

Niente separazione stato-chiese nel nuovo programma del PS

giovedì, 8 aprile 2010

Delude la bozza del nuovo programma presentato dal partito socialista svizzero (PS), in quanto non vi è nessun riferimento alla laicità dello Stato e delle sue istituzioni. Da notare che nel dicembre 2009 la Gioventù socialista si era pronunciata decisamente a favore di una netta separazione fra Stato e chiesa.

Separazione stato-chiese nel programma del PS

1870: Il partito preconizza una netta separazione fra Stato e chiesa, incluse le scuole pubbliche.
1888: Cade ogni riferimento a chiesa e religione
1904: Nel programma di lavoro si auspica la separazione fra Stato e chiesa in quanto motore dell’espansione della democrazia.
1920: Nel programma di lavoro si auspica la separazione fra Stato e chiese agli effetti dello sviluppo della democrazia.
1935: Nessun accenno a chiesa e religione
1959: Nessun accenno a chiesa e religione
1982: Il partito invoca la Svizzera neutrale quale esempio di uno sforzo collettivo esemplare: governo, parlamento, partiti, associazioni e chiese, scienza e medicina, tutti a fornire spunti e promuovere insieme l’obiettivo della pace in ogni sede e momento, convegni internazionali, riunioni, manifestazioni, nelle strade…

International atheist conference in Copenhagen

martedì, 6 aprile 2010

http://atheistconvention.eu/

Società e religione: declino della chiesa riformata

domenica, 4 aprile 2010

Puntualmente a Pasqua il rinomato NZZaS pubblica i risultati di un’indagine sulle prospettive della chiesa riformata in Svizzera. Secondo i sociologi della religione Jörg Stolz ed Edmée Ballif non vi sono segnali di una maggiore presenza del fatto religioso nella realtà odierna. Le speranze che le chiese potessero profittare del cosiddetto “ritorno della religione” e ritrovare nuovo vigore si sarebbero quindi vanificate. L’accresciuto interesse per la tematica da parte dei media non troverebbe alcun riscontro nella popolazione: “Per quanto riguarda la religiosità in Svizzera, negli ultimi anni la gente non si è riavvicinata alla fede.” Fonte: NZZaS del 4.4.2010.

Commento di Reta Caspar
Negli ultimi anni non si è assistito al “ritorno della religione” invocato dalle gerarchie ecclesiastiche, che avevano dato per morto il processo stesso di secolarizzazione. Lo studio menzionato sopra fornisce una prima prova del contrario, peraltro confermato dalle perdite subite dai partiti religiosi nelle recenti elezioni comunali e cantonali.

E’ con interesse che attendiamo i dati del censimento 2010, disponibili in autunno 2011, che permetteranno di apprezzare l’effettivo peso assunto dal fenomeno religioso nel contesto culturale in Svizzera.

Partiti religiosi sconfitti a Zurigo

giovedì, 11 marzo 2010

Lo scorso fine settimana a Zurigo si è votato per il rinnovo del municipio e del consiglio comunale, che rimangono saldamente in mano rosso-verde. Clamorosa l’avanzata dei verdi-liberali, a scapito in particolare degli schieramenti a sfondo religioso che nelle ultime settimane avevano fatto parlare di sé: il partito evangelico PEP aveva infatti organizzato un incontro ravvicinato con i candidati dei vari partiti in gara a Winterthur, onde sondarne posizioni politiche e saldezza di fede. Ne aveva riferito l’autorevole Neue Zürcher Zeitung.

Un’analisi schietta dei risultati di domenica scorsa si trova su Livenet, il portale dei cristiani organizzati in Svizzera.

Ct. TI: Stato e religione

sabato, 23 giugno 2007

Costituzione (1997)

Preambolo

cosciente che la responsabilità nei confronti delle generazioni future comporta un’attività umana sostenibile nei confronti della natura ed un uso della conoscenza umana rispettoso dell’uomo e dell’universo;

Art. 24  Comunità religiose

1 La Chiesa cattolica apostolica romana e la Chiesa evangelica riformata hanno la personalità di diritto pubblico e si organizzano liberamente.

2 La legge può conferire la personalità di diritto pubblico ad altre comunità religiose.

Chiese

Legge sulla Chiesa cattolica – 16 dicembre 2002
Legge sulla Chiesa evangelica riformata  – 14 aprile 1997

http://www4.ti.ch/can/rl/raccolta-leggi-ti/raccolta-leggi-online/

Imposta di culto

Decreto concernente l’imposta di culto delle Parrocchie e delle Comunità regionali della Chiesa evangelica riformata – 10 novembre 1992

Art. 1 Il presente decreto regola il prelievo di un’imposta di culto da parte delle Parrocchie della Chiesa cattolica apostolica romana del Cantone Ticino e delle Comunità regionali della Chiesa evangelica riformata del Cantone Ticino per la copertura del fabbisogno per le spese di culto.

Base di calcolo

Art. 2 L’imposta di culto è basata:

a)    sul reddito e sulla sostanza delle persone fisiche e dei contribuenti ad esse parificati;

b)    sull’utile e sul capitale delle persone giuridiche e dei contribuenti ad esse parificati come pure dei fondi di investimento immobiliare.

Dichiarazione di esenzione o di assoggettamento

Art. 8 Le persone fisiche e giuridiche possono dichiarare, il primo anno entro un mese dall’intimazione della decisione d’iscrizione nel catalogo tributario, a valere per l’anno stesso, ed in seguito in ogni tempo, a valere per l’anno civile successivo, l’esenzione dall’imposta, rispettivamente l’assoggettamento, giusta l’art. 5 attraverso istanza scritta da inoltrare al Consiglio Parrocchiale, rispettivamente al Consiglio di Chiesa.

Scuola

Legge della scuola del 1° febbraio 1990

Capitolo V Insegnamento religioso

Art. 23

1L’insegnamento della religione cattolica e della religione evangelica è impartito in tutte le scuole obbligatorie e postobbligatorie a tempo pieno e nel rispetto delle finalità della scuola stessa e del disposto dell’art. 49 della Costituzione federale.

2La frequenza degli allievi all’insegnamento religioso è accertata all’inizio di ogni anno dall’autorità scolastica mediante esplicita richiesta alle autorità parentali, rispettivamente agli allievi se essi hanno superato i sedici anni d’età.

3La designazione degli insegnanti, la definizione dei programmi d’insegnamento, la scelta dei libri di testo, del materiale scolastico e la vigilanza didattica competono alle autorità ecclesiastiche.

4La vigilanza amministrativa compete alle autorità scolastiche.

5Lo stipendio degli insegnanti di religione delle scuole cantonali è a carico dello Stato.

6Con riserva dei tre precedenti capoversi, convenzioni fra il Consiglio di Stato e le autorità ecclesiastiche regolano:

- lo statuto dell’insegnante di religione;

- l’organizzazione dell’insegnamento religioso.

La vostra registrazione è completa!

giovedì, 1 gennaio 1970

Benvenuto/a quale socio/a! Riceverete una lettera della sezione uno
di questi giorni.

Registrazione fallita

giovedì, 1 gennaio 1970

Tentate ancora una volta per favore.