Archivi per la categoria ‘Suicidio assistito’

SUICIDIO ASSISTITO – COMUNICATO STAMPA DEL 27 febbraio 2016

lunedì, 29 febbraio 2016

I Liberi Pensatori hanno preso atto con sgomento della decisione della Commissione speciale sanitaria di non permettere il suicidio assistito negli ospedali. Il rapporto è stato redatto da Sergio Morisoli (Comunione e Liberazione, gruppo ultracattolico) e da Simone Ghisla (PPD)

Una decisone che sa di dogma religioso! (continua…)

Autodeterminanti, anche nella morte

domenica, 18 novembre 2012

Numerosissimo il pubblico che ha assistito alla serata organizzata dai Liberi Pensatori in collaborazione con Exit Ticino. Il tema non era facile, si parlava di morte, di suicidio, di malattia.
http://www.ticinolibero.ch/?p=116462

Exit, le droit de mourir

martedì, 16 ottobre 2012

Giovedì, 15 novembre 2012, alle ore 20:15 presso la Sala Aragonite di Manno, i Liberi pensatori ticinesi invitano alla proiezione del film Exit, le droit de mourir, di Fernand Melgar, premio 2006 del cinema svizzero per il miglior documentario. Per la locandina con tutti i dettagli clicca sul link qui sotto.

Serata cinematografica e discussione

 

Italia – Camera approva legge tortura

giovedì, 14 luglio 2011

Con 278 sì, 205 no e 7 astenuti la Camera ha approvato la legge sul testamento biologico. Immediate le reazioni durissime di chi vede lesa la costituzione e calpestato il diritto all’autodeterminazione. Ed infatti, il testo rende non vincolanti per il medico curante le volontà espresse dallo stesso paziente.
Le voci raccolte a caldo sul sito dell’UAAR.

ZH: bocciate iniziative contro aiuto al suicidio

lunedì, 16 maggio 2011

Il canton Zurigo ha bocciato entrambe le iniziative contro l’aiuto al suicidio. Respinti anche gli sgravi fiscali chiesti da una revisione di legge e da due controprogetti. Approvati invece un nuovo modello di perequazione fiscale e un’iniziativa che chiede di parlare soltanto lo “Schwiizerdütsch” all’asilo.

La busta di voto degli zurighesi conteneva ben dieci schede: si è votato su sette fra iniziative e leggi e tre controprogetti. La partecipazione al voto si è attestata, a seconda dei casi, fra il 32 e il 34%.

Le due iniziative contro l’aiuto al suicidio lanciate dell’Unione democratica federale (UDF) sono state entrambe bocciate a larga maggioranza. La prima, respinta con l’84,5% di voti contrari, chiedeva di sottoporre alla Camere federali un’iniziativa cantonale per rendere punibile qualsiasi forma di istigazione e aiuto al suicidio.

La seconda intendeva vietare il cosiddetto “turismo della morte” ed è stata avversata dal 78,4% dei votanti. Il testo pretendeva che una persona dovesse risiedere da almeno dieci anni nel cantone per poter ricorre alle prestazioni di organizzazioni come Exit. A livello di partiti le iniziative erano sostenute soltanto dagli evangelici e da singoli esponenti dell’UDC e del PPD.

Suicidio assistito – sì al diritto di autodeterminazione!

giovedì, 25 febbraio 2010

Consultazione ASLP

Scadenza: 1° marzo 2010

L’Associazione Svizzera dei Liberi Pensatori respinge entrambe le proposte del consiglio federale.

In Svizzera sono attive due grandi organizzazioni di aiuto al suicidio, a dimostrazione del fatto che esiste una reale necessità in tale campo.

Il 3 novembre 2006 lo stesso consiglio federale aveva affermato che la decisione sul come e quando morire emana dal principio di autodeterminazione, come statuito dall’articolo 8 capoverso 1 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo.

L’articolo 115 CP in vigore risponde  al suddetto bisogno e garantisce il  diritto di autodeterminazione della persona.

Un tentativo di esautorare l’individuo

Entrambe le proposte elaborate dal consiglio federale limitano in modo massiccio il diritto di autodeterminazione dei cittadini.

La variante 1 prevede che solo persone in fin di vita possano ricorrere al suicidio assistito, negando questo diritto ai malati cronici confrontati con un’inesorabile perdita di autonomia personale.

L’obbligo di presentare due perizie mediche viola in modo eclatante il diritto di autodeterminazione della persona e rappresenta un’inutile vessazione.

Ammettere soltanto farmaci soggetti a prescrizione medica è un’ulteriore imposizione in contrasto con la libertà di scelta della persona.

Escludendo tassativamente lo scopo di lucro il consiglio federale ignora il dispendio di tempo e risorse che un’assistenza al suicidio seria e corretta richiede, e ciò di fronte ad una domanda in crescita, privilegiando di fatto i medici coinvolti nella procedura estranei alle organizzazioni private.

La variante 2 vieta ogni assistenza organizzata al suicidio,  bloccando così un movimento di auto-aiuto nato spontaneamente e che da decenni viene in soccorso, con grande sensibilità e pragmatismo, alle persone che scelgono una morte dignitosa.

Entrambe le  proposte rischiano di acuire  la sofferenza dei diretti interessati, spingendoli ad uccidersi con metodi violenti e traumatizzanti  specie per i congiunti e terzi quali  la polizia, il personale sanitario, macchinisti, ecc.

No ad una legge retrograda quanto irresponsabile!