Archivi per la categoria ‘Stato – Chiesa/Religione’

Cedu: il crocifisso nelle aule non lede il diritto all’istruzione

sabato, 19 marzo 2011

La CEDU rinnega la libertà religiosa passiva e banalizza il crocifisso – status quo per la Svizzera
L’ASLP prende atto della decisione della Grande Camera del 18.3.2011 che con 15 voti favorevoli e due contrari ribalta la sentenza di primo grado del 2009, peraltro adottata all’unanimità. I liberi pensatori appoggiano l’opinione dissenziente del giudice Giorgio Malinverni (Svizzera) condivisa da Zdravka Kalaydjieva (Bulgaria), secondo cui l’art. 2 del protocollo 1 (diritto all’istruzione) e l’art. 9 della convenzione statuisce chiaramente l’obbligo di una rigorosa neutralità confessionale da parte dello Stato. Neutralità che va garantita non soltanto nei contenuti d’insegnamento ma anche nell’interno ambiente scolastico. E’ pertanto inammissibile che nelle scuole dell’obbligo gli allievi siano esposti ai simboli di una religione in cui non si riconoscono.

La Corte accorda un ampio margine di discrezionalità ai singoli Stati per quanto riguarda la materia. In Svizzera, fa stato la sentenza del tribunale federale del 1990, in base a cui lo Stato è tenuto alla massima neutralità confessionale nelle scuole pubbliche.

Cedu – la semplice presenza del crocifisso non ha effetti sul fanciullo
Nella sua sentenza definitiva del 18 marzo 2011, la grande camera ribalta la decisione unanime di primo grado pubblicata nel 2009, affermando che non è possibile dimostrare che il crocifisso esposto in aula – per quanto rappresenti preminentemente un simbolo religioso – possa avere un’influenza sugli alunni.

Un crocifisso appeso alla parete non sarebbe paragonabile ad un discorso didattico o alla partecipazione ad un’attività religiosa.
La corte ha altresì statuito che ordinando la permanenza del crocifisso nelle aule scolastiche, le autorità italiane si sono mosse entro i limiti di discrezionalità concessi ai singoli Stati europei circa l’importanza e lo spazio che vogliano attribuire alle rispettive tradizioni religiose. Si è quindi pronunciata contro la libertà di religione negativa, contro i cittadini non cristiani ed a favore delle religioni tradizionaliste.

La decisione è stata presa a grande maggioranza, con 15 voti favorevoli e 2 contrari e lascia intuire quanto siano state forti le pressioni esercitate sulla corte da parte degli stati a dominanza cattolica. Unici dissenzienti, i giudici svizzero e bulgara.

La sentenza non dovrebbe aver alcun effetto sulla Svizzera: nel 1990 il tribunale federale ha infatti stabilito che il crocifisso nelle aule scolastiche non è compatibile con il principio di neutralità confessionale dello Stato. Secondo Tobias Jaag, professore di dirittto costituzionale e internazionale all’università di Zurigo, non ha validità immediata per la Svizzera, in quanto essa non ha ratificato il protocollo aggiuntivo in questione. Non ci sarebbero quindi ragioni per attendersi un cambiamento dell’attuale giurisdizione (Commento TV (in tedesco).

La decisione della Cedu è stata altresì al centro di un dibattito televisivo fra i due filosofi e docenti ticinesi Giovanni Ventimiglia e Franco Zambelloni.

Confermata dalla Cassazione la rimozione del giudice Tosti

martedì, 15 marzo 2011

Confermata dalla Cassazione la “rimozione” dall’ordine giudiziario di Luigi Tosti, il giudice di Pace del tribunale di Camerino, sanzionato dal Csm con la perdita del posto per essersi rifiutato di tenere udienza di tenere udienza finché il simbolo della Cristianità non fosse stato tolto da tutti i tribunali italiani. In alternativa Tosti chiedeva, anche in Cassazione, di poter esporre la “Menorah”, simbolo della fede ebraica. Secondo la Suprema Corte – sentenza 5924 delle sezione unite civili, depositata oggi – è del tutto corretto il “verdetto” disciplinare emesso dal Consiglio superiore della magistratura il 25 maggio 2010 che ha pronunciato la destituzione del giudice …

Franco Coppoli sulla rimozione del giudice Tosti >

Né imposta ecclesiastica né tassa a destinazione vincolata!

martedì, 22 febbraio 2011

Comunicato stampa
L’ASLP si oppone ad ogni tassa  obbligatoria a favore di enti non pubblici. Con la sostituzione dell’imposta ecclesiastica con un modello ispirato a quello italiano (8 / 5 per mille), si continuerebbe a privilegiare determinati enti, in primis le chiese. Il contribuente avrebbe sì la facoltà di destinare una quota delle proprie tasse ad organizzazioni di sua scelta, ma solo fra quelle figuranti in un catalogo da predisporre d’ufficio. Le comunità religiose dovrebbero invece finanziarsi come qualsiasi altra società di diritto privato, mediante contributi e donazioni. Laddove lo Stato si propone di erogare dei servizi sociali deve provvedervi da sé oppure incaricarne terzi privati  in base a precise convenzioni  o mediante interventi di bilancio.

Le persone sono solidali per natura e non per ordine altrui!
La gran varietà di associazioni e fondazioni attive sul territorio sono una espressione tangibile del senso sociale delle persone. Moltissimi cittadini svolgono compiti di utilità pubblica, fanno ore ed ore di volontariato, pagano contributi e devolvono in beneficienza somme consistenti, sostenendo iniziative specifiche, e ciò in svariati ambiti.  Spontanaeamente, senza pressioni di sorta.

Il mito dell’”utilità pubblica” delle chiese
Le  chiese riconosciute propagano il mito di essere le sole a fare del bene, per tutti e gratuitamente.  E’ peraltro un dato di fatto che esse si finanziano da sé soltanto in parte: nella maggioranza dei cantoni percepiscono delle imposte ecclesiastiche a carico delle imprese, dei sussidi statali finalizzati alle parrocchie per determinati progetti sociali e alla manutenzione dei loro immobili.  Inoltre, v’è una tendenza nelle parrocchie di farsi pagare i servizi offerti ai non appartenenti alla rispettiva fede. Senza dimenticare che da parte loro, le chiese sono comunque esentate dal pagamento delle imposte.

21.2.2011 Dibattito a Lugano: La laicità dello Stato

lunedì, 21 febbraio 2011

«La laicità dello Stato» è il titolo della quarto dibattito promosso da IdeaLiberale che si terrà
lunedì 21 febbraio 2011 alle 19.30 al Padiglione Conza di Lugano

A confronto, due candidati al Consiglio di Stato:
Sergio Morisoli
(PLRT)
Manuele Bertoli
(PS)
Moderatore: Prof. Antonio Spadafora

Perché si dovrebbe pas sare dalle leggi civili a quelle reli giose?
Perché un credente dovreb be essere più pericoloso di chi cre de all’oroscopo?
Questi alcuni dei quesiti attraverso i quali si cerche rà di approfondire il tema del rap porto tra politica e religione.

Serata aperta al pubblico

La cassazione respinge il ricorso di Luigi Tosti

venerdì, 18 febbraio 2011

“Pubblico, qui di seguito, le “motivazioni” per le quali – secondo i cattolici, e più precisamente secondo il Venerabile Beda dell’Angolo di cielo – il mio ricorso contro la sentenza di rimozione dalla magistratura, pronunciata dal CSM presieduto dall’illustre giurista Avv. Nicola Mancino, deve essere respinto. Lascio ai lettori i loro personali commenti. Per quanto mi riguarda mi piace ribadire quello che ho scritto nel mio ricorso, e cioè che la Procura Generale della Cassazione e il Consiglio Superiore della Magistratura si sono fatti “paladini” -con le loro condotte- di Ministri “razzisti” e di cattolici intolleranti ed altrettanto razzisti del calibro di colui che si firma sotto lo pseudonimo di Venerabile Beda, vantandosi di essere “sfacciatamente di parte”. Il bello è che questi Ministri e questi individui non si vergognano neppure.
Comunque, se questo è lo “spessore” delle “motivazioni” per le quali dovrei essere rimosso dalla Magistratura, attendiamo con serenità le “motivazioni” reali delle Sezioni Unite della Cassazione, per vedere se anche codesti Signori spalleggiaranno i criminali razzisti autori delle discriminazioni religiose ai miei danni.”

Continua: http://tostiluigi.blogspot.com/2011/02/la-cassazione-respinge-il-ricorso-di.html

Costi e benefici della chiesa in Svizzera

mercoledì, 1 dicembre 2010

Ammontano ad 556 milioni di franchi i fondi pubblici (comprese le imposte ecclesiastiche versate dalle aziende) che le chiese cattolica e riformata ricevono ogni anno in Svizzera. A ciò si aggiungono i 1,3 miliardi corrisposti direttamente dai fedeli. Notevoli le differenze fra i singoli cantoni. A fronte di questi introiti le chiese ufficiali fornirebbero prestazioni alla comunità per un valore pressoché analogo. È quanto reso noto dai ricercatori addetti al progetto 58 del Fondo nazionale svizzero lo scorso 23 novembre.

La laicità minacciata in Svizzera e nel Ticino

sabato, 23 ottobre 2010

I Liberi pensatori lanciano un appello per la difesa della neutralità delle istituzioni in materia religiosa:

Le forze politiche e culturali del Paese che si richiamano alla laicità devono mobilitarsi di fronte ai sempre più insistenti attacchi delle cerchie confessionali che mettono in discussione il principio della separazione tra lo Stato e la chiesa . È questo il messaggio uscito dall’assemblea della Associazione svizzera dei liberi pensatori – Sezione Ticino che si è tenuta presso le Cantine Valsangiacomo a Mendrisio ed i cui lavori sono stati diretti dall’ex-consigliere di Stato Benito Bernasconi alla presenza, tra gli altri, del direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport Gabriele Gendotti, intervenuto come socio dell’associazione e non come ministro, ha tenuto a precisare.

A fornire lo spunto per una intensa discussione è stata la relazione del presidente della Aslp-Sezione Ticino Roberto Spielhofer il quale ha elencato i punti salienti del lavoro svolto nell’ultimo anno, lavoro che si è concentrato su tre fronti: la presenza di simboli religiosi nei luoghi pubblici e, in particolare, nelle scuole richiamando il caso di Cadro, dove il crocefisso era riapparso nonostante la sentenza del Tribunale federale nel 1990 che ne aveva ordinato la rimozione (in merito è stata espressa piena solidarietà al docente vallesano recentemente licenziato per aver rifiutato di riappendere il simbolo religioso che aveva rimosso dalle pareti dell’aula dove insegnava), la discussione sull’insegnamento del fatto religioso nella scuola pubblica  che i Liberi pensatori contestano e i rapporti finanziari tra lo Stato e le chiese. A questo tema è dedicato un atto parlamentare recentemente inoltrato da alcuni granconsiglieri al Consiglio di Stato con il quale si chiedono informazioni circa gli effetti di una recente disposizione di legge che consente la deducibilità fiscale delle devoluzioni a favore di parrocchie e altre istituzioni religiose.

I Liberi pensatori – ha ricordato ancora Spielhofer – attendono pure le risposte che il Consiglio di Stato fornirà sulle modalità che sono state adottate per condurre il censimento federale 2010, modalità che sollevano perplessità circa la possibilità di disporre di un quadro attuale degli orientamenti religiosi della popolazione e sulla già citata questione dell’insegnamento religioso riguardo, in particolare, alla sua costituzionalità.

Dalle riflessioni che sono seguite partendo da questi temi è emersa la preoccupazione di fronte al crescente cedimento di una larga fascia del mondo politico che si dovrebbe ispirare ai principi laici verso le pretese delle cerchie religiose. Un cedimento che si manifesta pure sul piano culturale e che caratterizza il mondo dell’informazione. Le ragioni della cultura laica e, in particolare, delle forme di pensiero che si richiamano alle visioni del mondo atee e  agnostiche che pure sono una componente essenziale della società moderna e contemporanea sono trascurate quando non ignorate, mentre largo spazio è concesso agli ambienti religiosi e ciò è particolarmente evidente nei programmi dei media pubblici.

Tale stato di cose non è casuale. Lo ha rilevato, nel suo intervento, proprio il già citato Gabriele Gendotti per il quale viviamo un momento molto difficile nel quale ‘il mondo sta tornando indietro’. Si preparano, secondo il consigliere di Stato, ‘periodi molto bui che rimandano al clima che aveva caratterizzato l’inizio del secolo scorso’. Per questo Gendotti ha invitato i Liberi pensatori ad attivarsi e a guardare avanti al di là delle questioni di dettaglio per fare sentire la loro voce nel dibattito in corso e che è caratterizzato da segnali preoccupanti. Devono far meditare, secondo Gendotti, dichiarazioni come quella della cancelliera tedesca Angela Merkel secondo la quale la politica di integrazione delle altre culture nelle società occidentali sarebbe fallita, società occidentali la cui identità sarebbe da identificare in quella cristiana. Anche in Ticino vi sono oggi sempre più politici per i quali il relativismo che rappresenta l’essenza del pensiero liberale e democratico non avrebbe alcun fondamento.

Per ridare vigore e centralità alla cultura laica sono state avanzate, all’interno dei numerosi interventi che hanno animato l’assemblea, diverse proposte che saranno esaminate dal comitato. Tra queste quella, non nuova, di disporre di adeguati spazi nei programmi della RSI come era stato rivendicato a suo tempo dall’allora sindaco di Biasca Alfredo Giovannini. accanto alla promozione di appuntamenti pubblici nel Paese invitando esponenti di spicco del pensiero scientifico e  e filosofico laico.

“Dalle convinzioni religiose non debbano discendere diritti speciali”

giovedì, 14 ottobre 2010

Intervista di Giornalettismo a Valentin Abgottspon, l’insegnante svizzero cacciato dalla sua scuola nel Canton Vallese.

Aveva già rimosso il crocefisso in altre classi dove aveva insegnato? Che cosa era successo, c’erano stato proteste o consenso?

No, insegno a Stalden da ormai 4 anni e da un anno e mezzo avevo allontanato la croce dal mio posto di lavoro. Suppongo che si sia arrivati al licenziamento perché io ho detto pubblicamente che sono laico, e che vorrei una maggiore separazione tra la scuola e la Chiesa. Forse è diventato un problema anche la mia nomina a presidente della sezione vallesana della società dei liberi pensatori, (un’associazione simile alla nostra Uaar, ndR).

Qual è la giurisprudenza del suo Paese per casi simili?

Il Tribunale federale ha già deciso nel 1990, che i crocifissi debbono essere rimossi e allontanati dalle scuole nel caso sia fatta richiesta. Il diritto è senza dubbio dalla mia parte.

Che cosa si aspetta dalla causa?

Forse il tribunale cantonale potrebbe anche darmi torto, ma sono sicuro che in ultima istanza, quella federale, vedrò crocifisso classe 400×300 Parla il prof. anti crocifisso: Il tribunale mi darà ragionericonosciuti i miei diritti.

Trova differenze tra la Svizzera e il resto dell’Europa su questo tema?

Ogni Nazione ha le proprie peculiarità su questo argomento, la Turchia e la Francia sono molto laiche, ad esempio. In Svizzera ci sono Cantoni che sono completamente laicizzati mentre altri, come il Vallese dove vivo, invece non lo sono. La Polonia mi sembra per esempio un altro Paese ancora poco secolarizzato. Bisogna valutare ogni regione e ogni Nazione in modo specifico, non generalizzando.

Spera in una svolta culturale per la Svizzera su questo tema?

Sicuramente ci sarà una grossa discussione su questo tema nel mio Paese. Auspico che in futuro i liberi pensatori e le persone non religiose possano affermare i loro diritti se si ripetessero simili casi.

Come definirebbe i suoi valori, la sua visione del mondo?

La mia visione del mondo è naturalistica. Sono convinto che nell’Universo succedano cose normali, positive. Teoricamente sono un agnostico, ma praticamente potrei anche definirmi ateo. Dal punto di vista etico mi considero un umanista laico, forse si potrebbe anche dire che sono un sostenitore dell’umanismo evoluzionista. Dal punto di vista politico penso che valgano i diritti umani generali, e che dalle convinzioni religiose non debbano discendere diritti speciali.

http://www.giornalettismo.com/archives/88148/crocifisso-in-classe-professore-licenziato/

IHEU: “Autorità scolastiche di Stalden violano la libertà di coscienza”

mercoledì, 13 ottobre 2010

L‘International Humanist and Ethical Union (IHEU) protesta contro il licenziamento di Valentin Abgottspon.

Nel comunicato rilasciato oggi Sonja Eggericks, presidente dell’organizzazione, tiene a ribadire che: “La Svizzera si vanta della propria neutralità. Eppure le autorità vallesane si sono comportate come dei bulli da cortile nei confronti di Valentin Abgottspon quando questi ha semplicemente chiesto di applicarla nella scuola in cui insegna. Costringere un docente a sottomettersi alla religione cristiana viola il diritto fondamentale alla libertà di coscienza della persona.”

http://www.iheu.org/swiss-dubbed-%E2%80%98school-yard-bullies%E2%80%99-firing-non-religious-teacher

Triengen (LU): due crocifissi vanno tolti

mercoledì, 13 ottobre 2010

A Triengen , un padre di un bambino, di nazionalità tedesca ma residente in Svizzera da molti anni, ha fatto richiesta prima alle autorità scolastiche e poi alle istituzioni comunali e cantonali per rimuovere il simbolo del cristianesimo dall’aula frequentata dal figlio. L’uomo, un ateo, ha vinto la battaglia contro il parere della direzione scolastica e del comune, che rimarcavano l’appartenenza del crocifisso alla cultura occidentale.

SE DISTURBA, VA TOLTO – La vicedirettrice del dipartimento scolastico del Canton Lucerna, Katrin Birchler, ha spiegato la decisione del Cantone al Neue Luzerner Zeitung :”Tendenzialmente i crocifissi possono rimanere appesi nelle aule scolastiche, fino a che nessuno ne venga disturbato. Se ne viene chiesta la rimozione, consigliamo di seguire la decisione del Tribunale federale del 1990, che aveva stabilito come l’esposizione del crocifisso in un’aula scolastica costituiscano un’infrazione della libertà religiosa”. Il caso ha ovviamente provocato le consuete reazioni politiche. I partiti borghesi, ovvero i liberali, i cristiano democratici e i conservatori hanno preso le difese del crocifisso, così come anche gli ecologisti. I giovani socialisti sono invece l’unica formazione politica che ha difeso la decisione, rimarcando come l’esposizione di simboli cristiani non sia più giustificabile nell’epoca della libertà religiosa.

http://www.giornalettismo.com/archives/87959/lucerna-crocifissi-scuola/