Archivi per la categoria ‘Stato – Chiesa/Religione’

RSI – Combattere per la laicità

martedì, 21 agosto 2012

Atei militanti a Sottotiro

Le testimonianza di alcuni atei militanti italiani, che vivono in un paese dove la Chiesa pare avere un ruolo politico oltre che sociale e culturale. In Europa, nel 2012, davvero è necessario “combattere” per la laicità dello stato?  Confronto, affermazione, ricerca dei propri diritti in un ambito complesso e delicato, quello della fede… e non fede. Baobab  incontra  esponenti dell’UAAR e ASLP-TI.

http://www.rsi.ch/home/networks/retetre/baobab/2012/04/06/Atei.html

 

 

 

Italia: Corte d’appello assolve il giudice Luigi Tosti

martedì, 10 luglio 2012
La Corte d’appello a L’Aquila ha assolto ieri il giudice Luigi Tosti, già condannato in primo grado per essersi rifiutato di svolgere udienze in tribunale perché in aula era presente il crocifisso nonché rimosso dal suo incarico, perché il fatto “non sussiste”. Cade quindi l’accusa di interruzione di pubblico servizio, come già sentenziato dalla Cassazione, perché era stato trovato un altro giudice per tenere le udienze.
http://www.uaar.it/news/2012/07/06/aquila-corte-appello-assolve-giudice-luigi-tosti/

Il PNR 58 è terminato: risultati e raccomandazioni

martedì, 3 luglio 2012

Religioni: perdita di importanza per i singoli individui ma oggetto di controversie per l’opinione pubblica

http://www.snf.ch/i/pubblicazioni/news/pagine/default.aspx?NEWSID=1732&WEBID=952D822E-7A01-4215-A0ED-A07E9A30C103 

Commento ASLP: Fra i risultati ne emerge uno particolarmente interessante, e cioè che il 64% degli svizzeri prende le distanze dalla religione, specie quelle istituzionalizzate. Più si è giovani, più si tende ad allontanarsene. I politici farebbero bene a non percepire le cittadine e i cittadini come aderenti a quest’o quell’altro credo.  La società sempre più secolarizzata impone piuttosto di equiparare tutte le comunità religiose – tagliando i privilegi storici delle chiese –  e di organizzarle secondo il diritto privato come normali rappresentanze d’interessi. Soltanto così si potrà garantire la non-discriminazione degli appartenenti alla “Weltanschauung” che cresce più di ogni altra – quella dei “senza confessione”.

 

 

“No” alla difesa dei simboli cristiani negli spazi pubblici

lunedì, 11 giugno 2012

Il Consiglio degli Stati non vuole inserire nella Costituzione federale la legittimità di esporre in spazi pubblici simboli cristiani. La Camera ha respinto un’iniziativa parlamentare sul tema di Ida Glanzmann (PPD/LU) con 21 voti contro 17.

http://www.tio.ch/Svizzera/News/685705/No-alla-difesa-dei-simboli-cristiani-negli-spazi-pubblici

Norvegia verso abolizione della chiesa luterana di Stato

giovedì, 17 maggio 2012

La Norvegia si avvia ad abolire la religione di Stato. Formalmente il paese scandivano ha ancora una Chiesa luterana di Stato, il cui capo è  il re, che è tenuto a professarsi cristiano come metà dei ministri. Dal canto suo, lo Stato finanzia la Chiesa luterana e approva la nomina dei suoi esponenti. Un emendamento bipartisan sta ora per  modificare in senso laico la Costituzione, in modo da sancire la netta separazione tra Stato e Chiesa. In modo che il cristianesimo non sia più religione di Stato e il governo non debba nominare i vescovi. Ormai nel paese infatti la secolarizzazione va avanti in maniera profonda, tanto che (…) nel paese la maggioranza della popolazione dichiara di non credere in un Dio personale ed è rilevante la presenza di atei e agnostici, nonostante a livello formale più del 70% dei cittadini siano battezzati e registrati come membri della Chiesa luterana.

Fonte del testo italiano: UAAR; dettagli in inglese su digitaljournal.com

No alla tutela dei simboli cristiani nella Costituzione federale!

sabato, 10 marzo 2012

Comunicato stampa

Sopresa dall’esito della votazione nel consiglio nazionale sull’iniziativa Glanzmann tesa a garantire ai simboli cristiani una posizione privilegiata nella sfera pubblica, l’Associazione Svizzera dei Liberi Pensatori FVS-ASLP riafferma quanto segue:

L’iniziativa prende spunto dalla richiesta di un libero pensatore di rimuovere il crocifisso dalle aule scolastiche frequentate all’epoca dai suoi due figli nel Cantone di Lucerna. Al cospetto l’ASLP domandava – e continua a domandare –  unicamente che venga attuata la sentenza del tribunale federale del 1990, la quale, in virtù dell’art. 15 CF, statuisce a chiare lettere:

1. L’esposizione del crocifisso nelle aule della scuola elementare lede il principio di neutralità confessionale imposta dalla costituzione federale.
2. Lo stato quale garante dell’articolo 27 cpv 3 della (modif.) costituzione non deve conferire titolo preferenziale a questa o quell’altra confessione. Piuttosto va evitato che si identifichi manifestamente con la religione sia della maggioranza sia di una specifica minoranza, osservando la dovuta imparzialità rispetto alle convinzioni e fedi dei cittadini.

Nella fattispecie occorre distinguere fra edifici pubblici e spazio pubblico:

Edifici pubblici
E’ soprattutto negli edifici pubblici in cui lo Stato si pone sovrano nei confronti delle cittadine e dei cittadini – amministrazioni, tribunali, scuole, ospedali – o nelle strutture in cui vengono erogati dei servizi finanziati con le imposte generali che l’obbligo di neutralità va rigorosamente rispettato.

Spazio pubblico
Di norma i simboli religiosi, sia dentro che fuori dalla zona edificabile, devono essere autorizzati dall’ufficio costruzioni competente. A tali richieste va risposto con riserbo e circospezione. Viceversa non creano nessun problema i simboli presenti nei luoghi di culto dove hanno carattere distintivo e riconoscitivo. Altrove nello spazio pubblico simboli religiosi non hanno ragione d’essere. Ad eccezione dei casi in cui rientrano nel patrimonio architettonico protetto non andrebbero quindi sostituiti automaticamente bensì solo dopo un esame oggettivo.

L’Associazione Svizzera dei Liberi Pensatori auspica che il consiglio degli stati dia seguito alle raccomandazioni delle relative commissioni e respinga inequivocabilmente l’iniziativa parlamentare Glanzmann.

Berna, 10 marzo 2012
FVS – ASLP

Belgio – un prete su quattro non celebra più

martedì, 10 gennaio 2012

In Belgio una coppia su cinque si sposa ancora in chiesa, ma i preti vanno facendosi sempre più rari. In Vallonia e a Bruxelles le ordinazioni si contano ormai sulle dita di una mano.

Nel 2000, i sacerdoti cattolici attivi erano  3562  - oggi non sono più che 2709, quando i posti effettivi iscritti nel ruolo sarebbero ben 6938.  Secondo la Corte dei conti, percepiscono una retribuzione equivalente a 3272 impieghi a tempo pieno, in seguito ad un “accordo informale concluso tra l’amministrazione dei culti e le autorità ecclesiastiche”. Accordo che autorizza il cumulo delle funzioni fino ad un pensum del 150%. Ciononostante la chiesa è in piena crisi di vocazione. Nel 2011, sono stati consacrati appena 3 preti francofoni. Da notare che in cifre assolute il calo più alto è accusato dal clero protestante, diminuito del 4,9% su base annua.

Fonte: Le Soir

Malta – chiesa si oppone allo sbattezzo

martedì, 10 gennaio 2012

Difficile dissociarsi dalla chiesa cattolica, anche a Malta. Lo contesta l’organizzazione “NION (Not In Our Name – Non nel nostro nome) che si è vista rifiutare la richiesta di radiazione dai registri battesimali presentata per conto di 23 cittadini maltesi. La Curia non solo non riconosce NION come rappresentante legale di questi ultimi, ma rifiuterebbe di cancellarne i nominativi sostenendo che i dati servono ai fini esclusivi dei sacramenti e che non sono accessibili che ai fedeli stessi. Secondo NION le autorità ecclesiastiche non hanno il diritto di raccogliere e conservare i dati personali contro il volere degli interessati, tanto più che questi ultimi diffidono che la chiesa ne facciano un uso appropriato. Un’annotazione dello “sbattezzo” potrebbe inoltre essere causa di successive discriminazioni.  Pertanto, si  rivolgerà al Garante per “tutelare i diritti degli individui che rappresenta” e per “assicurare che la Chiesa non si ponga al di sopra dello Stato di diritto”.

Fonte: The Times of Malta

Con 6 miliardi l’anno, l’Italia farebbe miracoli

lunedì, 19 dicembre 2011

«Con 6 miliardi l’anno, l’Italia farebbe miracoli». È lo slogan che da oggi campeggia sui mega-manifesti che l’Uaar ha fatto affiggere a Genova, e che da domani compariranno anche per le strade di Venezia. Dopo la visibilità raccolta con il sito icostidellachiesa.it, il primo elenco dettagliato dei privilegi fiscali e dei contributi di cui gode il cattolicesimo, l’associazione ha dunque deciso di insistere. Perché il costo della Chiesa è alto, ed è «un prezzo che pagano credenti e non credenti», come ricorda lo stesso manifesto. Quando invece le religioni dovrebbero essere sostenute soltanto da chi le professa.

«Alcuni tagli proposti dal governo sono stati bloccati dalle resistenze delle caste», osserva Raffaele Carcano, segretario Uaar, «ma qui siamo di fronte a una super-casta talmente intoccabile che nemmeno Monti ha il coraggio di sfiorare». Non è nemmeno solo un problema di Ici, come sembrerebbe scorrendo le cronache:  «vogliamo cominciare a parlare anche del miliardo e mezzo che costa l’ora di religione, del miliardo che costa l’Otto per Mille, degli oltre 700 milioni che finiscono a scuole e università cattoliche?», chiede l’Uaar, conti alla mano.

È per questo motivo che, mentre il parlamento discute la manovra, gli atei e gli agnostici hanno rilanciato. «Siamo contribuenti discriminati, e vogliamo che tutti se ne rendano conto», prosegue Carcano: « è incredibile che la Chiesa cattolica, la più importante proprietaria immobiliare del paese, non sia chiamata a compiere i sacrifici che la crisi economica richiede». Con sei miliardi si potrebbe invece non solo ridurre il debito, ma anche investire in «ricerca, istruzione, risanamento del territorio», come propone l’Uaar nel suo manifesto.

Comunicato stampa UAAR.

Anche gli atei devono contribuire al finanziamento del clero

domenica, 11 dicembre 2011

Un contribuente, pur essendo ateo, non ha diritto ad una riduzione delle imposte se il Cantone preleva dalla cassa generale i fondi necessari per i salari dei pastori della Chiesa riformata, come avviene a Berna. Questa pratica non lede la libertà religiosa e di coscienza dei cittadini, sostiene il Tribunale federale (TF) in una sentenza pubblicata oggi che conferma una precedente decisione del Tribunale cantonale. (..)

La ricorrente, che si professa libera pensatrice, aveva giudicato inaccettabile che fosse tenuta a partecipare al finanziamento dei salari dei 445 pastori bernesi. (..) Il TF, pur esprimendo comprensione per i sentimenti della donna, si allinea alla giurisdizione della Corte europea dei diritti dell’uomo, che si è pronunciata più volte su richieste di limitazioni del prelievo fiscale motivate con considerazioni religiose o filosofiche.

Ad esempio un antimilitarista non è autorizzato a rinunciare al dovere delle imposte per ragioni di coscienza argomentando con il fatto che il 40% del gettito è destinato all’acquisizione di armamenti. Per la Corte di Strasburgo, i motivi di coscienza non permettono neppure di limitare i contributi alle assicurazioni sociali se queste finanziano l’aborto.

Infine il TF sostiene che una modestissima partecipazione dello 0,8%, tenuto conto anche del gran numero di contribuenti bernesi, non può essere considerata un sostegno effettivo a una comunità religiosa.

Sentenza 2C_360/2010 del 22 novembre 2011

Fonte: Swissinfo.ch