Archivi per la categoria ‘Secolarizzazione’

Italia: l’8 per mille si allarga – restano fuori i musulmani

venerdì, 27 agosto 2010

L’imam: si inizi a lavorare anche con noi moderati

Gian Guido Vecchi sul Corriere della Sera

Roma «Di resistenze vere e proprie in questi casi non ce ne sono, no, però sa come si dice in politica: esistono altre priorità…». Il senatore pdl Lucio Malan, valdese, la racconta con ironia, i disegni di legge presentati assieme al costituzionalista del pd Stefano Ceccanti arriveranno in Parlamento alla riapertura dalle ferie per ratificare le nuove intese dello Stato con altre sei confessioni religiose, materia delicata anche perché le «intese» permettono di partecipare alla ripartizione dell’otto per mille. Tra i nuovi ingressi, peraltro, non ci saranno né erano previsti i musulmani, e l’imam Yahya Pallavicini, del Coreis, non nasconde l’amarezza: «Sarebbe opportuno che si iniziasse a lavorare per riconoscere giuridicamente quei musulmani moderati che da anni si sono dimostrati interlocutori affidabili e autonomi da ogni ideologia fondamentalista».
Finora, oltre alla Chiesa cattolica, lo Stato ha riconosciuto l’Unione delle comunità ebraiche italiane, la Tavola valdese, la Chiesa evangelica luterana, l’Unione delle Chiese avventiste del 7° giorno e le Assemblee di Dio, tutte leggi approvate tra gli anni Ottanta e Novanta. Le nuove intese – già definite dal governo Prodi e sottoscritte da quello Berlusconi il 4 aprile, con relativi disegni di legge approvati dal consiglio dei ministri il 13 maggio – aggiungeranno all’elenco cristiani ortodossi, buddisti, mormoni, induisti, apostolici e testimoni di Geova.

per l’Islam la faccenda è ancora tutta da impostare. Lo dice il vicepresidente pdl della Camera, Maurizio Lupi: «La libertà religiosa non è in discussione. Ma il problema è duplice: da una parte non esiste un interlocutore unico, i musulmani sono divisi tra vari soggetti; e dall’altra c’è la questione oggettivamente delicata che riguarda la regolamentazione delle attività intorno alle moschee, non sempre di culto, talvolta contaminate dall’estremismo terroristico».  In più, aggiunge il pd Pierluigi Castagnetti, «non si può derogare sul riconoscimento esplicito, non solo implicito, della Costituzione: un riconoscimento formale che già ai tempi del tavolo aperto da Amato e fino ad oggi non è mai arrivato». Lo stesso vescovo Mogavero fa notare: «Poligamia, il ruolo della donna, l’educazione dei figli, ci sono norme e usi islamici che vanno contro i postulati fondamentali della nostra Costituzione: per questo l’impegno a rispettare la Carta è la condizione essenziale». Il tema è aperto, l’imam Pallavicini sospira: «C’è una responsabilità politica nel non voler arginare l’estremismo, le difficoltà esistono ma non è giusto che per una minoranza pretestuosamente maschilista o poligama ci vada di mezzo un milione di fedeli».

“Troppo rumorose”, a Pisa scoppia la guerra delle campane

giovedì, 5 agosto 2010

Secondo il sito Virgilio, a Pisa  scoppia la guerra delle campane. Se gli atei protestano e dicono di essere stanchi di sentire i rintocchi a tutte le ore della notte, il sindaco Marco Filippeschi risponde dicendo che “si vedrà cosa fare anche se il problema delle campane non è il più grave di Pisa”.  Stop a campane selvagge, comprese quelle della Torre: eccola l’ultima crociata degli atei per affermare – dicono – il principio della laicità dello Stato. Giovanni Mainetto, coordinatore del circolo provinciale Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti), chiede di estendere anche alle manifestazioni di carattere religioso il regolamento comunale per la disciplina delle attività rumorose.

La chiesa ha fatto flop

sabato, 10 luglio 2010

Pochi fedeli alle messe. Crisi delle vocazioni. Matrimoni religiosi in calo. Un allarmante perdita di consenso tra la gente. Il declino dei cattolici in Italia sembra inarrestabile. E la questione pedofilia c’entra solo fino a un certo punto.

Da più di un decennio si parla del ritorno trionfante della religione al centro della scena pubblica e privata. Questa visione viene comunemente accettata come fosse una verità assoluta, quasi rivelata. Nessuno si chiede se sia proprio così. In realtà, in base ai dati empirici disponibili, e non alle impressioni, la risposta è inequivoca: la religione continua ad essere in declino in Italia sotto tutti gli aspetti “visibili” ed empiricamente quantificabili.

Nell’ultimo numero de l’Espresso, un’analisi approfondita di una crisi sempre più palpabile.

Si vieti il burqa anche in Svizzera

martedì, 4 maggio 2010

Come si legge oggi nel Corriere del Ticino , il parlamento argoviese ha approvato con 89 voti contro 33 un’iniziativa tesa a vietare il burqa a livello nazionale. La proposta emana da una mozione dei Democratici svizzeri (DS) e gode dell’appoggio di tutti i partiti, ad eccezione del PS e dei Verdi.

In Ticino, una petizione analoga è stata avanzata da Giorgio Ghiringhelli, fondatore del movimento il Guastafeste, secondo cui questi indumenti “negano la dignità della donna e sono la faccia visibile dell’offensiva dell’Islam contro la laicità e l’uguaglianza tra uomo e donna”. Criticando il Consiglio federale per la sua “politica dello struzzo” – esorta il Consiglio di Stato (che pur si confronta con un quadro nel quale il velo integrale è ancora una “mosca bianca”) a intervenire per tempo per evitare situazioni sociali spiacevoli. Vedi l’articolo sempre sul Cdt.

Il Belgio mette al bando il velo integrale

giovedì, 29 aprile 2010

BRUXELLES – Velo islamico integrale vietato in tutti i luoghi pubblici del Belgio. Il Parlamento belga ha votato il divieto di indossare in pubblico il burqa e tutti i veli integrali, incluso il niqab. 134 i voti a favore, due gli astenuti, nessuno contrario. Chi ignora il divieto dovra’ pagare una multa fino a 25 euro e rischia una condanna a un massimo di 7 giorni di reclusione. Il Belgio diventa cosi’ il primo paese europeo ad adottare una simile misura. La Francia dovrebbe esaminare un testo analogo a maggio. Lo riporta il Corriere della Sera.

Postino – non moralista

lunedì, 12 aprile 2010

A Lausanna un postino è stato licenziato perché si rifiutava di recapitare volantini pubblicitari da lui ritenuti troppo osé.

http://www.20min.ch/ro/news/suisse/story/Il-refusait-de-livrer-des-pubs-sexy-26284948

Giovani USA sempre meno credenti

venerdì, 19 febbraio 2010

Secondo i risultati di un’inchiesta del PewForum, i giovani USA si allontanano sempre di più dalla tradizione religiosa dei loro genitori o nonni. Fra i nati dopo il 1980, uno su quattro non aderisce ad alcuna confessione. Non che tutti  giovani non affiliati si professino agnostici o atei, tuttavia cresce il numero di coloro per i quali la religione non assume molta importanza.