Archivi per la categoria ‘Laicità’

“Scuola, l’ora di religione non interessa più”

sabato, 5 novembre 2016

“In meno di dieci anni la percentuale degli studenti che scelgono di non frequentarla è raddoppiata, passando dal 6 al 12 per cento. Situazione molto diversa nelle varie aree del Paese: se al Sud poco o nulla sembra cambiato rispetto al passato, al Nord la situazione riguarda uno scolaro su cinque.
A volte, quando cambia qualcosa d’importante, succede nel modo più spettacolare e improvviso: rivoluzioni, persone in piazza, grandi manifestazioni. Altre invece può passarci sotto il naso senza che neppure ce ne accorgiamo, e poi un giorno ci svegliamo chiedendoci: “Ma quand’è che sarebbe successo, esattamente?”. Fra queste ultime, un piccolo ma significativo segnale di dove sta andando la società italiana – la lenta ma progressiva scomparsa dell’ora di religione a scuola.”

 

>>Per l’articolo su “L’espresso”

 

 

Inchiesta su persone laiche in Svizzera

lunedì, 17 ottobre 2016

Buongiorno a tutti.
Questo messaggio è soprattutto indirizzato ai membri dell’ASLP-Ti.
Mi scuso con i non membri, ma … troppo lavoro per dividere l’elenco. Comunque anche i “simpatizzanti” possono prendere coscienza di quanto avviene in Svizzera. Lascio il testo originale in francese: non penso abbiate difficoltà a comprenderlo, ma se così fosse … ditemelo e vi aiuterò. (continua…)

“Il Salmo svizzero come alibi per difendere lo Stato confessionale” - Presa di posizione sul nuovo Inno nazionale

venerdì, 19 agosto 2016

Salmo, lo dice la parola stessa, richiama l’idea di preghiera. E di preghiera si tratta. Non può essere definito in altro modo il testo che gli atleti svizzeri sono invitati a cantare quando salgono sul podio (ma non è un obbligo) e che, per contro, gli allievi della scuola dello Stato della Repubblica e Cantone del Ticino sarebbero (sono) tenuti ad apprendere a memoria.  Credenti e non credenti o, ancora, figli di credenti e non credenti, di atei, agnostici, musulmani, ebrei, buddisti e quant’altri.

La sola idea di aprire un dibattito per una revisione del testo oggi in vigore ha mandato in fibrillazione clericali e bigotti nostrani, vale a dire coloro che non hanno mai digerito l’affermazione dei principi della laicità, un percorso che invero in Svizzera e in Ticino attende ancora di essere completato. Dai parlamentari federali (Regazzi e Romano) a quelli cantonali (uno per tutti il sindaco di Balerna Luca Pagani) è stato un nevrotico agitarsi perché,voler rivedere il testo dell’inno (del salmo) coinciderebbe con il tradire le radici di questo Paese.

I Liberi pensatori ritengono che si debba mettere un po’ di ordine di fronte a tale confusione. Per cominciare sono due le date cui riferirsi se si vuole parlare delle origini della Confederazione : il 1291 (Patto del Grütli) e il 1848 (vittoria dei Cantoni protestanti su quelli cattolici nella guerra del Sonderbund del 1847, guerra  che portò alla nascita della Svizzera moderna, cioé liberale).  Il Salmo, invece, porta la data del 1841, una melodia composta dal monaco Alberik Zwyssig accompagnata dal testo scritto da Leonhard Widmer. La Svizzera attuale, quella che si dovrebbe ispirare ai valori della libertà e della tolleranza, non era ancora nata. Del resto il percorso del Salmo è stato piuttosto tortuoso. Il governo federale dominato dai radicali nel corso del diciannovesimo secolo faticò ad adottarlo tanto che bisognerà attendere il 1981 perché il Consiglio federale lo facesse. Parlare, dunque, di tradizione, radici e soprattutto storia è fuori luogo. Con la sua iniziativa la Società di utilità pubblica ha voluto aprire un dibattito sui valori che reggono la comunità nazionale. Un confronto più che necessario per definire quei valori nei quali tutte le cittadine ed i cittadini si possono identificare al di sopra delle fedi, delle ideologie, delle culture e delle etnie. Libertà, solidarietà, pace e pluralità sono le parole chiave del testo scritto dal musicologo Werner Widmer. Cose che paiono scontate, ma difficili da capire da parte di chi non ha ancora digerito il diritto dell’individuo all’autodeterminazione (suicidio assistito, aborto, procreazione assistita, eutanasia, ecc). Quello della Società di utilità pubblica non è un cedimento alle pretese dell’islam. I fanatismi ed i dogmatismi si combattono affermando i valori laici. Nè ci si aggrappi al fatto che la Costituzione si apre con un riferimento al dio onnipotente. Le opere umane sono infatti, per loro natura, perfettibili.

 

Per l’Associazione svizzera  dei Liberi pensatori-Sezione Ticino, il presidente:

Giovanni Barella

 

“Fighting God” -Evento con David Silverman a Basilea

lunedì, 2 novembre 2015
"Fighting God" -Evento con David Silverman a Basilea

"Fighting God" -Evento con David Silverman a Basilea

Sabato, 07.11.2015 – 19.00 Ora

Hörsaal 1 – Pharmazentrum

Klingelbergstrasse 50

4056 Basel

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Domenica, 08.11.2015 – 14.00 bis 18.00 Ora

Zentrum Karl der Grosse

Kirchgasse 14

Zürich 

POSIZIONE DELL’ASLP-TI IN MERITO ALL’INNO NAZIONALE

domenica, 19 aprile 2015

COMUNICATO STAMPA:

In tutta la Svizzera di questi giorni si sta votando per scegliere il futuro Inno Patrio. Al momento la scelta è fra sei proposte, che in un secondo tempo diventeranno tre. Infine, quella che sarà stata approvata a livello popolare passerà  all’approvazione del Consiglio Federale e delle Camere.
Una scelta alla quale siamo particolarmente attenti in quanto, come Liberi Pensatori, ci è estremamente difficile, se non impossibile, unire la nostra voce a quella di quanti inneggiano alla Patria con l’attuale Salmo: in realtà una sorta di preghiera in cui più che alle virtù elvetiche si guarda ai voleri e poteri divini.
Per questo motivo invitiamo tutti i cittadini a esprimersi scegliendo fra i testi proposti,  quelli che ricordando le peculiarità del nostro Paese, i suoi principi di Libertà, Solidarietà,  Fraternità, Democrazia, e ne sottolineano la laicità astenendosi da ogni riferimento di tipo trascendentale.
Per questo motivo attiriamo la vostra attenzioni  sui testi A) ed E).
Inni, completi di testi e musiche, sono consultabili sul sito http://www.chymne.ch./it/beitraege

RSI – Combattere per la laicità

martedì, 21 agosto 2012

Atei militanti a Sottotiro

Le testimonianza di alcuni atei militanti italiani, che vivono in un paese dove la Chiesa pare avere un ruolo politico oltre che sociale e culturale. In Europa, nel 2012, davvero è necessario “combattere” per la laicità dello stato?  Confronto, affermazione, ricerca dei propri diritti in un ambito complesso e delicato, quello della fede… e non fede. Baobab  incontra  esponenti dell’UAAR e ASLP-TI.

http://www.rsi.ch/home/networks/retetre/baobab/2012/04/06/Atei.html

 

 

 

Non c’è più religione: la parola agli atei

venerdì, 6 luglio 2012

Uno studio del Fondo Nazionale Svizzero pubblicato due giorni fa rileva la crescente disaffezione degli svizzeri verso la religione. Invece di intervistare un teologo, il portale www.ticinonline.ch ha sentito Giovanni Barella, presidente della sezione ticinese dell’Associazione dei liberi pensatori.

Intervista

C’è anche un’Europa dei diritti civili

giovedì, 17 maggio 2012

In un recente articolo, Stefano Rodotà, rinomato giurista ed autore di saggi quali “Perché laico”, ricorda la centralità dell’integrazione attraverso i diritti civili sulla strade dell’Unione Europea dei cittadini. Al di là della “prepotente Europa economica e dall’evanescente Europa politica” è su questo terreno che l’UE può dare “valore aggiunto” assumendo “un volto assai diverso da quello, sgradito, che la identifica con la continua imposizione di sacrifici (…)”.

Leggi l’articolo “La nuova stagione dei diritti” su micromega (da Repubblica).

Norvegia verso abolizione della chiesa luterana di Stato

giovedì, 17 maggio 2012

La Norvegia si avvia ad abolire la religione di Stato. Formalmente il paese scandivano ha ancora una Chiesa luterana di Stato, il cui capo è  il re, che è tenuto a professarsi cristiano come metà dei ministri. Dal canto suo, lo Stato finanzia la Chiesa luterana e approva la nomina dei suoi esponenti. Un emendamento bipartisan sta ora per  modificare in senso laico la Costituzione, in modo da sancire la netta separazione tra Stato e Chiesa. In modo che il cristianesimo non sia più religione di Stato e il governo non debba nominare i vescovi. Ormai nel paese infatti la secolarizzazione va avanti in maniera profonda, tanto che (…) nel paese la maggioranza della popolazione dichiara di non credere in un Dio personale ed è rilevante la presenza di atei e agnostici, nonostante a livello formale più del 70% dei cittadini siano battezzati e registrati come membri della Chiesa luterana.

Fonte del testo italiano: UAAR; dettagli in inglese su digitaljournal.com

Croci sulle vette – simboli religiosi o culturali?

venerdì, 11 maggio 2012

Reo di violazione della libertà di credo e di coscienza, la guida alpina che tempo addietro aveva demolito tre croci sulle montagne gruyeriane (cfr. il relativo articolo di stampa).  Commentando la sentenza, il giudice ha dichiarato che le croci sulle montagne rappresenterebbero degli «oggetti votivi anche se non servono per la celebrazione dei riti”. Un’interpretazione, questa, che suscita delle perplessità.

Oggi si ha la tendenza ad equiparare la libertà di credo e di coscienza alla libertà religiosa. 

La Costituzione federale statuisce, all’

Art. 15 Libertà di credo e di coscienza 

1 La libertà di credo e di coscienza è garantita.

2 Ognuno ha il diritto di scegliere liberamente la propria religione e le proprie convinzioni filosofiche e di professarle individualmente o in comunità.

3 Ognuno ha il diritto di aderire a una comunità religiosa, di farne parte e di seguire un insegnamento religioso.

4 Nessuno può essere costretto ad aderire a una comunità religiosa o a farne parte, nonché a compiere un atto religioso o a seguire un insegnamento religioso.

Ne deriva che la libertà di credo e di coscienza rappresenta un diritto individuale che difende le convinzioni del singolo cittadino contro ingerenze e soprusi da parte dello Stato. Resta da stabilire se la libertà di credo possa essere invocata da gruppi di persone. Secondo il giudice, le croci disseminate sul territorio, pur senza senza scopi di culto, sarebbero protette dalla libertà di credo, il che ha dell’assurdo.

Gli atti contestati alla guida alpina rientrano piuttosto nell’ambito dell’art. 261 del codice penale svizzero:

Perturbamento della libertà di credenza e di culto

Chiunque pubblicamente ed in modo abietto offende o schernisce le convinzioni altrui in materia di credenza, particolarmente di credenza in Dio, ovvero profana oggetti di venerazione religiosa,

chiunque con malanimo impedisce, perturba o schernisce pubblicamente un atto di culto garantito dalla Costituzione,

chiunque profana con malanimo un luogo od un oggetto destinati ad un culto o ad un atto di culto garantiti dalla Costituzione,

è punito con una pena pecuniaria sino a 180 aliquote giornaliere.

Il titolo del paragrafo indica esplicitamente che non si tratta tanto di proteggere la libertà di credo degli individui quanto piuttosto di garantire la pacifica convivenza fra le diverse religioni e filosofie di vita seguite in Svizzera. Ai sensi delle suddette disposizioni, l’accusato sarebbe quindi punibile per profanazione di oggetti di venerazione religiosa. Innanzitutto occorrerebbe stabilire chi si sia sentito oltraggiato e in quali luoghi, al di fuori da quelli consacrati quali le chiese, tali oggetti possano essere lecitamente esposti e godere di protezione statale. E’ altresì da appurare se la legge copre tutti i simboli religiosi, inclusi quelli non utilizzati a scopi di culto, e più genericamente quali oggetti possano definirsi “religiosi” (cfr. le violente polemiche suscitate dalle caricature di Maometto).

Infine non è ben chiaro se le croci in questioni siano state regolarmente autorizzate o comunque  soggette ad autorizzazione. L’ASLP si è informata presso l’ufficio cantonale delle costruzioni ed è in attesa di risposta.

Simbolo religioso o culturale?
Da rilevare che non v’è consenso neanche fra gli adepti cristiani circa la natura delle croci. Il giudice friborghese opina che la croce sulle vette costituisca un simbolo religioso, che serva a funzioni di culto o meno. Viceversa, i difensori dei crocifissi nelle scuole pubbliche vi vedono spesso e volentieri un simbolo della “cultura nostrana”. In quanto tale, non sarebbe tutelato contro la blasfermia.