Archivi per la categoria ‘Italia’

Italia: Cinque per mille – La scelta premia Onlus e volontariato

martedì, 1 marzo 2011

Le associazioni umanitare e mediche sono in cima alla lista dei contributi del cinque per mille relativi al 2009. L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul sito gli elenchi definitivi dei beneficiari, con le scelte espresse dai contribuenti e gli importi assegnati per l’esercizio 2009. La somma complessiva attribuita quest’anno con le dichiarazioni dei redditi ammonta a 420 milioni. (…) Complessivamente, continuano a crescere sia le somme da erogare, 14,5 milioni in più rispetto al 2008, sia il numero dei contribuenti che hanno “esplicitato” la loro preferenza (…).

Su “Repubblica” è disponibile anche la lista dei beneficiari.

Ior: sequestrati fondi, indagato presidente

martedì, 21 settembre 2010

ROMA – Il nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza ha sequestrato, in via preventiva, 23 milioni di euro dello Ior depositati su un conto del Credito Artigiano Spa. Due alti responsabili della banca vaticana, tra i quali il presidente Ettore Gotti Tedeschi, sono indagati dalla Procura di Roma per omissioni legate alla violazione delle norme antiriciclaggio.
E’ la prima volta in Italia che viene attuata una iniziativa del genere nei confronti dello Ior. Ne dà notizia l’ANSA.

Italia: l’8 per mille si allarga – restano fuori i musulmani

venerdì, 27 agosto 2010

L’imam: si inizi a lavorare anche con noi moderati

Gian Guido Vecchi sul Corriere della Sera

Roma «Di resistenze vere e proprie in questi casi non ce ne sono, no, però sa come si dice in politica: esistono altre priorità…». Il senatore pdl Lucio Malan, valdese, la racconta con ironia, i disegni di legge presentati assieme al costituzionalista del pd Stefano Ceccanti arriveranno in Parlamento alla riapertura dalle ferie per ratificare le nuove intese dello Stato con altre sei confessioni religiose, materia delicata anche perché le «intese» permettono di partecipare alla ripartizione dell’otto per mille. Tra i nuovi ingressi, peraltro, non ci saranno né erano previsti i musulmani, e l’imam Yahya Pallavicini, del Coreis, non nasconde l’amarezza: «Sarebbe opportuno che si iniziasse a lavorare per riconoscere giuridicamente quei musulmani moderati che da anni si sono dimostrati interlocutori affidabili e autonomi da ogni ideologia fondamentalista».
Finora, oltre alla Chiesa cattolica, lo Stato ha riconosciuto l’Unione delle comunità ebraiche italiane, la Tavola valdese, la Chiesa evangelica luterana, l’Unione delle Chiese avventiste del 7° giorno e le Assemblee di Dio, tutte leggi approvate tra gli anni Ottanta e Novanta. Le nuove intese – già definite dal governo Prodi e sottoscritte da quello Berlusconi il 4 aprile, con relativi disegni di legge approvati dal consiglio dei ministri il 13 maggio – aggiungeranno all’elenco cristiani ortodossi, buddisti, mormoni, induisti, apostolici e testimoni di Geova.

per l’Islam la faccenda è ancora tutta da impostare. Lo dice il vicepresidente pdl della Camera, Maurizio Lupi: «La libertà religiosa non è in discussione. Ma il problema è duplice: da una parte non esiste un interlocutore unico, i musulmani sono divisi tra vari soggetti; e dall’altra c’è la questione oggettivamente delicata che riguarda la regolamentazione delle attività intorno alle moschee, non sempre di culto, talvolta contaminate dall’estremismo terroristico».  In più, aggiunge il pd Pierluigi Castagnetti, «non si può derogare sul riconoscimento esplicito, non solo implicito, della Costituzione: un riconoscimento formale che già ai tempi del tavolo aperto da Amato e fino ad oggi non è mai arrivato». Lo stesso vescovo Mogavero fa notare: «Poligamia, il ruolo della donna, l’educazione dei figli, ci sono norme e usi islamici che vanno contro i postulati fondamentali della nostra Costituzione: per questo l’impegno a rispettare la Carta è la condizione essenziale». Il tema è aperto, l’imam Pallavicini sospira: «C’è una responsabilità politica nel non voler arginare l’estremismo, le difficoltà esistono ma non è giusto che per una minoranza pretestuosamente maschilista o poligama ci vada di mezzo un milione di fedeli».

“Troppo rumorose”, a Pisa scoppia la guerra delle campane

giovedì, 5 agosto 2010

Secondo il sito Virgilio, a Pisa  scoppia la guerra delle campane. Se gli atei protestano e dicono di essere stanchi di sentire i rintocchi a tutte le ore della notte, il sindaco Marco Filippeschi risponde dicendo che “si vedrà cosa fare anche se il problema delle campane non è il più grave di Pisa”.  Stop a campane selvagge, comprese quelle della Torre: eccola l’ultima crociata degli atei per affermare – dicono – il principio della laicità dello Stato. Giovanni Mainetto, coordinatore del circolo provinciale Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti), chiede di estendere anche alle manifestazioni di carattere religioso il regolamento comunale per la disciplina delle attività rumorose.