Archivi per la categoria ‘Diriti dei ragazzi’

Germania, ebrei e musulmani uniti per la circoncisione

sabato, 14 luglio 2012

Un tribunale di Colonia aveva condannato questa pratica, definendola una vera e propria lesione fisica. Le due comunità religiose ribattono: “E’ un rituale antico, fondamentale per la nostra fede.” 

Leggi l’articolo su www.today.it

 

Cedu: il crocifisso nelle aule non lede il diritto all’istruzione

sabato, 19 marzo 2011

La CEDU rinnega la libertà religiosa passiva e banalizza il crocifisso – status quo per la Svizzera
L’ASLP prende atto della decisione della Grande Camera del 18.3.2011 che con 15 voti favorevoli e due contrari ribalta la sentenza di primo grado del 2009, peraltro adottata all’unanimità. I liberi pensatori appoggiano l’opinione dissenziente del giudice Giorgio Malinverni (Svizzera) condivisa da Zdravka Kalaydjieva (Bulgaria), secondo cui l’art. 2 del protocollo 1 (diritto all’istruzione) e l’art. 9 della convenzione statuisce chiaramente l’obbligo di una rigorosa neutralità confessionale da parte dello Stato. Neutralità che va garantita non soltanto nei contenuti d’insegnamento ma anche nell’interno ambiente scolastico. E’ pertanto inammissibile che nelle scuole dell’obbligo gli allievi siano esposti ai simboli di una religione in cui non si riconoscono.

La Corte accorda un ampio margine di discrezionalità ai singoli Stati per quanto riguarda la materia. In Svizzera, fa stato la sentenza del tribunale federale del 1990, in base a cui lo Stato è tenuto alla massima neutralità confessionale nelle scuole pubbliche.

Cedu – la semplice presenza del crocifisso non ha effetti sul fanciullo
Nella sua sentenza definitiva del 18 marzo 2011, la grande camera ribalta la decisione unanime di primo grado pubblicata nel 2009, affermando che non è possibile dimostrare che il crocifisso esposto in aula – per quanto rappresenti preminentemente un simbolo religioso – possa avere un’influenza sugli alunni.

Un crocifisso appeso alla parete non sarebbe paragonabile ad un discorso didattico o alla partecipazione ad un’attività religiosa.
La corte ha altresì statuito che ordinando la permanenza del crocifisso nelle aule scolastiche, le autorità italiane si sono mosse entro i limiti di discrezionalità concessi ai singoli Stati europei circa l’importanza e lo spazio che vogliano attribuire alle rispettive tradizioni religiose. Si è quindi pronunciata contro la libertà di religione negativa, contro i cittadini non cristiani ed a favore delle religioni tradizionaliste.

La decisione è stata presa a grande maggioranza, con 15 voti favorevoli e 2 contrari e lascia intuire quanto siano state forti le pressioni esercitate sulla corte da parte degli stati a dominanza cattolica. Unici dissenzienti, i giudici svizzero e bulgara.

La sentenza non dovrebbe aver alcun effetto sulla Svizzera: nel 1990 il tribunale federale ha infatti stabilito che il crocifisso nelle aule scolastiche non è compatibile con il principio di neutralità confessionale dello Stato. Secondo Tobias Jaag, professore di dirittto costituzionale e internazionale all’università di Zurigo, non ha validità immediata per la Svizzera, in quanto essa non ha ratificato il protocollo aggiuntivo in questione. Non ci sarebbero quindi ragioni per attendersi un cambiamento dell’attuale giurisdizione (Commento TV (in tedesco).

La decisione della Cedu è stata altresì al centro di un dibattito televisivo fra i due filosofi e docenti ticinesi Giovanni Ventimiglia e Franco Zambelloni.

Triengen: Crocifisso sostituito con un simbolo “troglodita”

giovedì, 21 ottobre 2010

La settimana scorsa le autorità comunali di Triengen avevano annunciato che avrebbero dato seguito alla richiesta di un padre libero pensatore di rimuovere i crocifissi dalle classi frequentate dai suoi figli.

Nel frattempo v’è stato un ripensamento, tant’è che ieri hanno comunicato ai media che invece del crocifisso hanno deciso di appendere delle croci di pietra nei locali in questione.

Secondo Lukas Niederberger, ex pastore gesuita e teologo, la croce non sarebbe  peraltro un simbolo cristiano, ma piuttosto un segno utilizzato dagli uomini già nell’età della pietra.

Nella sentenza Lautsi v. Italia, la Corte europea dei diritti dell’uomo puntualizzava:  “La Corte non è in grado di comprendere come l’esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che può essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una società democratica così come è stata concepita dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (…).  L’esposizione obbligatoria di un simbolo di una data confessione in luoghi che sono utilizzati dalle autorità pubbliche, e specialmente in classe, limita il diritto dei genitori di educare i loro figli in conformità con le proprie convinzioni e il diritto dei bambini di credere o non credere. »

Austria: nuova campagna bus

mercoledì, 18 agosto 2010

<a href=”http://www.buskampagne.at/2010/08/17/die-anfragen-bei-den-verkehrsbetrieben-laufen/”><img src=”http://www.buskampagne.at/wp-content/uploads/2010/06/buskampagne_welle2_finale3.jpg” alt=”" width=”502″ height=”126″ /></a>