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ZH: bocciate iniziative contro aiuto al suicidio

lunedì, 16 maggio 2011

Il canton Zurigo ha bocciato entrambe le iniziative contro l’aiuto al suicidio. Respinti anche gli sgravi fiscali chiesti da una revisione di legge e da due controprogetti. Approvati invece un nuovo modello di perequazione fiscale e un’iniziativa che chiede di parlare soltanto lo “Schwiizerdütsch” all’asilo.

La busta di voto degli zurighesi conteneva ben dieci schede: si è votato su sette fra iniziative e leggi e tre controprogetti. La partecipazione al voto si è attestata, a seconda dei casi, fra il 32 e il 34%.

Le due iniziative contro l’aiuto al suicidio lanciate dell’Unione democratica federale (UDF) sono state entrambe bocciate a larga maggioranza. La prima, respinta con l’84,5% di voti contrari, chiedeva di sottoporre alla Camere federali un’iniziativa cantonale per rendere punibile qualsiasi forma di istigazione e aiuto al suicidio.

La seconda intendeva vietare il cosiddetto “turismo della morte” ed è stata avversata dal 78,4% dei votanti. Il testo pretendeva che una persona dovesse risiedere da almeno dieci anni nel cantone per poter ricorre alle prestazioni di organizzazioni come Exit. A livello di partiti le iniziative erano sostenute soltanto dagli evangelici e da singoli esponenti dell’UDC e del PPD.

Educazione: “Religione e Cultura”

mercoledì, 21 novembre 2007

Ritorno alle radici

In questi tempi non è praticamente possibile aprire un giornale o un televisore senza incontrare accorati e insistenti richiami per un ritorno alle radici, unico modo per salvare la civiltà dell’Occidente dal declino e dall’estinzione. Naturalmente queste radici non possono essere che le radici della fede Cristiana, il più delle volte di matrice cattolico apostolico romana. Le Chiese evidentemente in prima fila, ma anche uomini politici di ogni orientamento, dai partiti più conservatori, passando dai liberali, fino all’estrema sinistra, tutti sembrano aver scoperto il miracolo per rimediare a tutti i mali della nostra attuale società. Lodevole e necessaria in merito la precisazione di Carlo Silini, sul Corriere del Ticino di lunedì 27 febbraio 2006, che oltre al Cristianesimo ci sono stati ben altri fattori che hanno fatto l’identità dell’Occidente.

Ma il discorso è un altro e ben più determinante. La storia ha ampiamente dimostrato che se l’essere umano ha fatto un passo avanti nel processo dell’ evoluzione della Specie, lo ha fatto soltanto staccandosi dalle sue radici, rompendo con il passato per cercare nuove strategie e tattiche per la sopravvivenza, nuove soluzioni ai problemi pratici della vita quotidiana, nuove concezioni filosofiche e infine nuove idee per cercar di capire il funzionamento dell’Universo di cui, volenti nolenti, facciamo parte. Non radici dunque, che sono statiche di fatto ed emblemi del passato, ma nuove dinamiche, nuovi slanci, nuove aperture, nuove energie verso il futuro, liberi dalla zavorra secolare che invece sì, rischia di trascina al tramonto la nostra civiltà.

Il sorgere dell’era dei lumi e l’impegno di Diderot e d’Alembert ha tolto il fitto nebbione che l’avvento delle religioni monoteiste ha steso sull’umanità non solo occidentale. L’avvio alla secolarizzazione e la separazione tra Stato e Chiesa hanno permesso l’instaurazione dei governi democratici e dello Stato di diritto. Slanci che hanno plasmato la civiltà dell’Occidente come la stiamo vivendo con tutte le manchevolezze che ancora rimangono da risolvere.

Le recenti violente dimostrazioni orchestrate ad arte intorno a delle vignette satiriche pubblicate in Danimarca, che di certo nessuno dei dimostranti ha mai avuto occasione di vedere, hanno invece dimostrano quale sia il fine ultimo delle religioni, cioè avere a disposizione una popolazione manipolabile, acritica, fanatica pronta a scattare al minimo cenno di chi le giuda in nome del Dio di cui si sono arrogati essere i soli rappresentanti sulla terra.

Sembra ora che anche le Autorità del Cantone Zurigo siano vittime di questa moda di nostalgia per il passato.
Alla fine del 2003, per motivi di contenimento della spesa pubblica, il dipartimento educazione sospese i contributi statali per l’ora di religione, lasciando ai Comuni la facoltà di mantenere l’ora di religione a proprie spese. Questo permise un risparmio annuale di 3,2 milioni di Franchi. Troppo bello! Sommerso da un iniziativa popolare, dalla pressione della Chiesa riformata e cattolica, dalle pressioni dei Comuni, del Parlamento cantonale e alla fine anche del Governo, che formulò un controprogetto all’iniziativa, il dipartimento educazione ha fatto marcia indietro presentando una nuova materia obbligatoria denominata “Religione e Cultura”.
Per questa nuova materia è prevista un’ora settimanale per l’intero ciclo scolastico di nove anni.
Durante i primi sei anni le allieve e gli allievi verranno confrontati con le basi del cristianesimo e dei suoi valori. In più saranno date nozioni su altre religioni e culture che sono riscontrabili fra le ragazze e i ragazzi. Nei rimanenti tre anni verranno approfondite le cinque religioni principali Cristianesimo, Giudaismo, Islam, Induismo e Buddismo.
Nota bene nessun accenno all’agnosticismo, nessun accenno all’ateismo, nessun accenno alle correnti indifferenti rispetto al fenomeno religioso! Nove anni in cui instillare nel subconscio delle menti dei giovani che il corpo sia… una punizione, la terra una valle di lacrime, la vita una catastrofe, il piacere un peccato, le donne una maledizione, l’intelligenza una presunzione, la voluttà una dannazione…

La presentazione avvenne durante la trasmissione “10vor10″ del 7 marzo 2007 sul primo canale della televisione svizzero tedesca SF1.
La direttrice del dipartimento Regine Aeppli (PS) difende l’obbligatorietà con l’idea, fallace, che imbottire gli allievi con i miti, le contraddizioni, le falsificazioni storiche e i dogmi delle diverse religioni potrà favorire la convivenza fra le diverse fedi e spavaldamente dichiara che difenderà l’obbligatorietà fino al Tribunale federale. Staremo a vedere. Si ricordi che l’art.15 della costituzione, cpv. 4 recita: Nessuno può essere costretto ad aderire a una comunità religiosa o a farne parte, nonché a compiere un atto religioso o a seguire un insegnamento religioso.

Invece di approfondite nozioni su Cristianesimo, Giudaismo, Islam, Induismo e Buddismo, previste dalla materia “Religione e Cultura”, le allieve e gli allievi hanno bisogno di essere istruiti nella civile convivenza, sui loro diritti e doveri nella società, sulla Costituzione, sulle Leggi dello Stato, sulla Dichiarazione dei Diritti dell’uomo e del cittadino del 26 agosto 1789, sulla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, sulla prevalenza delle leggi sulle religioni, sul ruolo preponderante della scienza per il progresso, sul senso critico, sulla responsabilità personale dell’individuo.

Liberi pensatori ricordatevi che anche le Idee sottostanno alla teoria dell’evoluzione. Niente è acquisito, tutto va riconquistato giorno per giorno con sforzo costante.
Compito di ogni libero pensatore è dunque quello di impegnarsi attivamente per evitare che il periodo dei Lumi non diventi un episodio effimero nella storia.

Roberto Spielhofer

1)  dal TRATTATO DI ATEOLOGIA di Michel Onfrai Fazi Editore ISBN 88-8112-678-8

2)  vedi archivio di 10vor10, pagina web  http//www.sf.tv/sf1/10vor10/