Archivi per la categoria ‘Ct. Vallese’

Docente rifiutò il crocefisso a scuola, il tribunale gli dà ragione

giovedì, 15 novembre 2012

È stato accolto il ricorso presentato da Valentin Abgottspon, il docente licenziato in tronco nel 2010 dalla scuola media di Stalden (VS) per aver rifiutato di appendere un crocefisso in classe. Per il tribunale cantonale, solo una mancanza grave giustifica un allontanamento immediato, e in questo caso non ci sono gli estremi.

La scuola regionale di Stalden aveva motivato il licenziamento parlando di rottura del rapporto di fiducia, di mancanza di rispetto nei confronti dei suoi superiori e di requisiti insufficienti. Abgottspon non era nemmeno stato consultato prima della decisione, ciò che costituisce una violazione del diritto ad essere ascoltato, aggiungono i giudici.

Il Consiglio di Stato aveva confermato il licenziamento nel 2011, respingendo il ricorso presentato dall’insegnante. Quest’ultimo aveva in seguito presentato un secondo ricorso di diritto amministrativo al Tribunale cantonale, che il 9 novembre scorso gli ha dato ragione, indica oggi l’istanza giuridica.

La sentenza annulla la decisione sia della scuola che del governo vallesano.
http://www.tio.ch/News/707606/Docente-rifiuto-il-crocefisso-a-scuola-il-tribunale-gli-da-ragione

Comunicato stampa dell’ASLP:  DE  FR EN

Ct. VS: docente sempre sospeso

venerdì, 4 febbraio 2011

Il docente altovallesano licenziato in tronco lo scorso autunno per aver tolto i crocifissi appesi nelle aule che frequentava rimarrà sospeso per la durata della procedura: lo ha deciso il Tribunale cantonale vallesano, pronunciandosi sul ricorso presentato dal maestro.

http://www.tinews.ch/articolo.aspx?id=216209&rubrica=15

“Dalle convinzioni religiose non debbano discendere diritti speciali”

giovedì, 14 ottobre 2010

Intervista di Giornalettismo a Valentin Abgottspon, l’insegnante svizzero cacciato dalla sua scuola nel Canton Vallese.

Aveva già rimosso il crocefisso in altre classi dove aveva insegnato? Che cosa era successo, c’erano stato proteste o consenso?

No, insegno a Stalden da ormai 4 anni e da un anno e mezzo avevo allontanato la croce dal mio posto di lavoro. Suppongo che si sia arrivati al licenziamento perché io ho detto pubblicamente che sono laico, e che vorrei una maggiore separazione tra la scuola e la Chiesa. Forse è diventato un problema anche la mia nomina a presidente della sezione vallesana della società dei liberi pensatori, (un’associazione simile alla nostra Uaar, ndR).

Qual è la giurisprudenza del suo Paese per casi simili?

Il Tribunale federale ha già deciso nel 1990, che i crocifissi debbono essere rimossi e allontanati dalle scuole nel caso sia fatta richiesta. Il diritto è senza dubbio dalla mia parte.

Che cosa si aspetta dalla causa?

Forse il tribunale cantonale potrebbe anche darmi torto, ma sono sicuro che in ultima istanza, quella federale, vedrò crocifisso classe 400×300 Parla il prof. anti crocifisso: Il tribunale mi darà ragionericonosciuti i miei diritti.

Trova differenze tra la Svizzera e il resto dell’Europa su questo tema?

Ogni Nazione ha le proprie peculiarità su questo argomento, la Turchia e la Francia sono molto laiche, ad esempio. In Svizzera ci sono Cantoni che sono completamente laicizzati mentre altri, come il Vallese dove vivo, invece non lo sono. La Polonia mi sembra per esempio un altro Paese ancora poco secolarizzato. Bisogna valutare ogni regione e ogni Nazione in modo specifico, non generalizzando.

Spera in una svolta culturale per la Svizzera su questo tema?

Sicuramente ci sarà una grossa discussione su questo tema nel mio Paese. Auspico che in futuro i liberi pensatori e le persone non religiose possano affermare i loro diritti se si ripetessero simili casi.

Come definirebbe i suoi valori, la sua visione del mondo?

La mia visione del mondo è naturalistica. Sono convinto che nell’Universo succedano cose normali, positive. Teoricamente sono un agnostico, ma praticamente potrei anche definirmi ateo. Dal punto di vista etico mi considero un umanista laico, forse si potrebbe anche dire che sono un sostenitore dell’umanismo evoluzionista. Dal punto di vista politico penso che valgano i diritti umani generali, e che dalle convinzioni religiose non debbano discendere diritti speciali.

http://www.giornalettismo.com/archives/88148/crocifisso-in-classe-professore-licenziato/

IHEU: “Autorità scolastiche di Stalden violano la libertà di coscienza”

mercoledì, 13 ottobre 2010

L‘International Humanist and Ethical Union (IHEU) protesta contro il licenziamento di Valentin Abgottspon.

Nel comunicato rilasciato oggi Sonja Eggericks, presidente dell’organizzazione, tiene a ribadire che: “La Svizzera si vanta della propria neutralità. Eppure le autorità vallesane si sono comportate come dei bulli da cortile nei confronti di Valentin Abgottspon quando questi ha semplicemente chiesto di applicarla nella scuola in cui insegna. Costringere un docente a sottomettersi alla religione cristiana viola il diritto fondamentale alla libertà di coscienza della persona.”

http://www.iheu.org/swiss-dubbed-%E2%80%98school-yard-bullies%E2%80%99-firing-non-religious-teacher

Solidarietà con Valentin Abgottspon!

mercoledì, 13 ottobre 2010

Alcuni utenti del network sociale hanno creato un gruppo di sostegno facebook solidarity group al docente vallesano Valentin Abgottspon, licenziato in tronco lo scorso venerdì, 8 ottobre 2010, per essersi rifiutato di tenere lezione sotto il crocifisso nella scuola secondaria di Stalden (VS).

Aggregatevi su facebook, oppure lasciate un messaggio qui. Grazie della vostra solidarietà.

Solidarietà finanziaria

Banca Raiffeisen Region Visp
Conto postale: 19-2517-3
a favore di: Freidenker/innen Region Wallis, 3930 Visp
Conto: 2948871

IBAN: CH1580553000002948871
BIC: RAIFCH22XX

Grazie!

Tele Ticino: Licenziato per un crocifisso

mercoledì, 13 ottobre 2010

Toglie il crocifisso in classe – prof licenziato

domenica, 10 ottobre 2010

Canton VS

A Stalden (VS) un insegnante  è stato licenziato in tronco dopo un conflitto sorto intorno al crocifisso nella scuola secondaria locale.

Valentin Abgottson, presidente della sezione ASLP vallesana aveva rimosso il crocifisso dall’aula in cui insegna più di un anno fa – senza che ci fosse alcuna reazione da parte della direzione che pure ne era a conoscenza.  La quale non si è però fatta attendere quando ha confrontato le autorità cantonali e comunali con la sentenza del Tribunale federale in materia, risalente al 1990, che statuisce

“L’esposizione del crocifisso nelle aule delle scuole elementari non adempie alle esigenze di neutralità previste dall’art. 27 cpv 3 della Costituzione”.

Le autorità non si sentono peraltro in dovere di rispettarla, invocano la legge cantonale sull’istruzione pubblica, secondo cui:

Art. 3 Compito generale della scuola
La scuola vallesana sostiene le famiglie nell’educazione ed istruzione dei giovani. A tale scopo, collabora con le chiese ufficialmente  riconosciute.
Essa si impegna a sviluppare il senso morale e le facoltà intellettuali e fisiche dell’alunno, che prepara al suo essere persona umana e cristiana.

Per dettagli vedi l’articolo in tedesco parso sull’edizione domenicale del NZZ del 10.10.2010: http://www.frei-denken.ch/de/2010/10/fristlose-kundigung-nach-streit-um-kruzifix/

11.10.2010 Le Matin: http://www.lematin.ch/actu/suisse/licencie-cause-crucifix-333992
11.10.2010 Ticinonline: http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=590905&idsezione=9&idsito=1&idtipo=290

Canton LU

Nel canton Lucerna sembra profilarsi un compromesso in un caso simile che vede coinvolti un padre e le scuole elementari di Triengen. Dopo un primo rifiuto categorico, il preside ha infatti assunto toni più concilianti,  accettando di rimuovere il crocifisso dalle aule frequentate dai bambini del richiedente.

Dettagli nel NZZ di domenica, 10 ottobre 2010 (in tedesco): http://www.frei-denken.ch/de/2010/10/fristlose-kundigung-nach-streit-um-kruzifix/

Canton TI

All’inizio dell’anno in Ticino,  su istanza della chiesa cattolica, è riapparso il crocifisso nel corridoio della scuola di Cadro – in aperta violazione della sentenza emessa vent’anni fa dal Tribunale federale nei confronti dello stesso comune.
Per dettagli vedi il relativo comunicato stampa.