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“Da Ippocrate a Freud con il sale di Darwin” – Conferenza pubblica con dr Maurilio Orbecchi

lunedì, 18 settembre 2017

Conferenza pubblica

Da Ippocrate a Freud con il sale di Darwin

La scienza moderna conferma quanto gli antichi filosofi già sapevano: la persona umana è una, non l’unione di un corpo deperibile e di un’anima immortale. Possiamo parlare allora di biologia dell’anima? Che cosa ci dice la teoria dell’evoluzione per pressione ambientale sulla cura della persona umana?

 

Gli antichi filosofi, oltre alla ricerca e alla trasmissione del sapere, ricercavano e insegnavano anche pratiche per la crescita morale, per la cura della psiche; aspetto che è andato perso quando la chiesa cristiana, vittoriosa, ha assunto il monopolio della cura delle anime. Alla medicina è restata quindi solo la cura del corpo.

Nell’evo moderno la psichiatria, grazie anche alla psicanalisi, ha cercato di riprendere un approccio empirico e non trascendentale alla cura della psiche. Oggi la biologia evoluzionistica apre interessanti prospettive in psicoterapia e rimette in discussione molti aspetti della narrazione psicanalitica.

D’altra parte se pensiamo che la perdita di influenza della religione sulla pratica medica rifletta una crescita della razionalità, siamo fuori strada. C’è invece una proliferazione di cure basate su credenze senza alcuna base empirica; nel campo delle cure regna ancora l’irrazionalità. Sembra proprio che siamo “nati per credere”.

 

Ne parliamo con il Dr Maurilio Orbecchi, specialista in psicologia clinica a Torino

sala multiuso di Paradiso

giovedì 9 novembre 2017

 20:30

il relatore: Maurilio Orbecchi

laurea in medicina all’università di Torino,

specializzazione in psicologia clinica all’università dell’Insubria.

In “biologia dell’anima” (Bollati Boringhieri, Torino 2015) Orbecchi rimarca che «non ha senso isolarsi in una scuola psicologica particolare, perché la scienza è un’impresa collettiva e intrecciata, che condivide un’architettura evoluzionistica che attraversa ormai tutte le discipline». Quel che conta è trovare spiegazioni plausibili ai comportamenti umani per tentare un intervento efficace, e neuroscienze, evoluzionismo e psicologia animale comparata ci aiutano moltissimo, in questo senso, a scrollarci di dosso quanto di più arcaico e ingiustificato ancora resiste nella pratica psicoterapeutica.

Accesso

con mezzi pubblici: bus TPL linea 2, fermata Geretta

In auto: uscita Lugano sud, autosilo comunale Paradiso,

per disabili: con l’ascensore direttamente alla sala dall’autosilo comunale

Inchiesta su persone laiche in Svizzera

lunedì, 17 ottobre 2016

Buongiorno a tutti.
Questo messaggio è soprattutto indirizzato ai membri dell’ASLP-Ti.
Mi scuso con i non membri, ma … troppo lavoro per dividere l’elenco. Comunque anche i “simpatizzanti” possono prendere coscienza di quanto avviene in Svizzera. Lascio il testo originale in francese: non penso abbiate difficoltà a comprenderlo, ma se così fosse … ditemelo e vi aiuterò. (continua…)

De la riunione dell’assemblea della sezione ticinese dell’Associazione svizzera del Liberi Pensatori….

lunedì, 17 ottobre 2016

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La riunione dell’assemblea della sezione ticinese dell’Associazione svizzera del Liberi Pensatori, tenutasi sabato 15 ottobre negli spazi della Casa del Popolo a Bellinzona, ha visto la partecipazione di un folto numero di membri e simpatizzanti.

>>Resoconto della riunione dell’Assemblea di sabato 15 ottobre scorso a Bellinzona

 

Durante i lavori è stata annunciata una modifica nella composizione del Comitato: all’uscente Laura Balogh-Mambretti, è subentrato Renato Tamagni di Bellinzona. Invariati i ruoli di Presidente, Segretario e Cassiere.

Durante i lavori il deputato PLR Matteo Quadranti ha spiegato i motivi che lo hanno indotto a presentare una nuova iniziativa parlamentare per l’introduzione di un corso obbligatorio nelle scuole ticinesi per lo studio del fenomeno religioso (modello doppio binario: obbligo di presenza nell’insegnamento scientifico del fenomeno religioso, facoltatività nel seguire quello a carattere confessionale).

Pur comprendendo le ragioni della mossa del Libero Pensatore in Gran Consiglio, l’Assemblea ha però auspicato un’ulteriore iniziativa definita del “terzo binario”, cioè il lasciare la facoltatività di frequenza alle attuali lezioni religiose (la fede è una questione privata), ma con spazio solo alla fine della griglia oraria scolastica, senza costi supplementari per il pubblico erario (retribuzione degli insegnanti ed acquisto del materiale a carico delle Chiese).

 

La presenza di Marco Züblin, Libero Pensatore presente nel Consiglio del Pubblico della CORSI, ha consentito una discussione in merito al sempre meno laico e, di conseguenza, sempre più discutibile palinsesto radiotelevisivo.

Il nostro socio ha rassicurato sulla composizione laica di quest’organo RSI che rappresenta gli interessi del pubblico: afferma che problemi come oroscopi e simili superstizioni, notizie su “miracoli” e l’eccessiva presenza delle Chiese nei programmi sono discussi poiché non rientranti negli scopi di un media di servizio pubblico.

L’importante è fargli pervenire critiche o suggerimenti affinché possa portare in Consiglio spunti di discussione: per facilitare questo bisogno, l’assemblea ha deciso di aprire una casella di posta informatica (muldacevi@sunrise.ch).

 

L’assemblea è poi terminata con un’interessante e avvincente presentazione del libro “Gente di Brissago” curata magistralmente dall’autore Arnaldo Alberti. Una storia della quale se ne consiglia la lettura, perché testimonianza storica di vita del passato ticinese.

 

Per l’ASLP-Ti, il presidente:

Giovanni Barella

 

 

 

 

“Il Salmo svizzero come alibi per difendere lo Stato confessionale” - Presa di posizione sul nuovo Inno nazionale

venerdì, 19 agosto 2016

Salmo, lo dice la parola stessa, richiama l’idea di preghiera. E di preghiera si tratta. Non può essere definito in altro modo il testo che gli atleti svizzeri sono invitati a cantare quando salgono sul podio (ma non è un obbligo) e che, per contro, gli allievi della scuola dello Stato della Repubblica e Cantone del Ticino sarebbero (sono) tenuti ad apprendere a memoria.  Credenti e non credenti o, ancora, figli di credenti e non credenti, di atei, agnostici, musulmani, ebrei, buddisti e quant’altri.

La sola idea di aprire un dibattito per una revisione del testo oggi in vigore ha mandato in fibrillazione clericali e bigotti nostrani, vale a dire coloro che non hanno mai digerito l’affermazione dei principi della laicità, un percorso che invero in Svizzera e in Ticino attende ancora di essere completato. Dai parlamentari federali (Regazzi e Romano) a quelli cantonali (uno per tutti il sindaco di Balerna Luca Pagani) è stato un nevrotico agitarsi perché,voler rivedere il testo dell’inno (del salmo) coinciderebbe con il tradire le radici di questo Paese.

I Liberi pensatori ritengono che si debba mettere un po’ di ordine di fronte a tale confusione. Per cominciare sono due le date cui riferirsi se si vuole parlare delle origini della Confederazione : il 1291 (Patto del Grütli) e il 1848 (vittoria dei Cantoni protestanti su quelli cattolici nella guerra del Sonderbund del 1847, guerra  che portò alla nascita della Svizzera moderna, cioé liberale).  Il Salmo, invece, porta la data del 1841, una melodia composta dal monaco Alberik Zwyssig accompagnata dal testo scritto da Leonhard Widmer. La Svizzera attuale, quella che si dovrebbe ispirare ai valori della libertà e della tolleranza, non era ancora nata. Del resto il percorso del Salmo è stato piuttosto tortuoso. Il governo federale dominato dai radicali nel corso del diciannovesimo secolo faticò ad adottarlo tanto che bisognerà attendere il 1981 perché il Consiglio federale lo facesse. Parlare, dunque, di tradizione, radici e soprattutto storia è fuori luogo. Con la sua iniziativa la Società di utilità pubblica ha voluto aprire un dibattito sui valori che reggono la comunità nazionale. Un confronto più che necessario per definire quei valori nei quali tutte le cittadine ed i cittadini si possono identificare al di sopra delle fedi, delle ideologie, delle culture e delle etnie. Libertà, solidarietà, pace e pluralità sono le parole chiave del testo scritto dal musicologo Werner Widmer. Cose che paiono scontate, ma difficili da capire da parte di chi non ha ancora digerito il diritto dell’individuo all’autodeterminazione (suicidio assistito, aborto, procreazione assistita, eutanasia, ecc). Quello della Società di utilità pubblica non è un cedimento alle pretese dell’islam. I fanatismi ed i dogmatismi si combattono affermando i valori laici. Nè ci si aggrappi al fatto che la Costituzione si apre con un riferimento al dio onnipotente. Le opere umane sono infatti, per loro natura, perfettibili.

 

Per l’Associazione svizzera  dei Liberi pensatori-Sezione Ticino, il presidente:

Giovanni Barella

 

POSIZIONE DELL’ASLP-TI IN MERITO ALL’INNO NAZIONALE

domenica, 19 aprile 2015

COMUNICATO STAMPA:

In tutta la Svizzera di questi giorni si sta votando per scegliere il futuro Inno Patrio. Al momento la scelta è fra sei proposte, che in un secondo tempo diventeranno tre. Infine, quella che sarà stata approvata a livello popolare passerà  all’approvazione del Consiglio Federale e delle Camere.
Una scelta alla quale siamo particolarmente attenti in quanto, come Liberi Pensatori, ci è estremamente difficile, se non impossibile, unire la nostra voce a quella di quanti inneggiano alla Patria con l’attuale Salmo: in realtà una sorta di preghiera in cui più che alle virtù elvetiche si guarda ai voleri e poteri divini.
Per questo motivo invitiamo tutti i cittadini a esprimersi scegliendo fra i testi proposti,  quelli che ricordando le peculiarità del nostro Paese, i suoi principi di Libertà, Solidarietà,  Fraternità, Democrazia, e ne sottolineano la laicità astenendosi da ogni riferimento di tipo trascendentale.
Per questo motivo attiriamo la vostra attenzioni  sui testi A) ed E).
Inni, completi di testi e musiche, sono consultabili sul sito http://www.chymne.ch./it/beitraege

Il futuro dell’insegnamento religioso

mercoledì, 28 maggio 2014

COMUNICATO STAMPA

L’Associazione dei liberi pensatori-Sezione Ticino ha preso atto delle proposte del direttore del Dipartimento dell’educazione e della cultura Manuele Bertoli in merito al futuro dell’insegnamento religioso nella scuola pubblica.
Al di là del merito, riguardante un tema estremamente delicato in questo Paese, i Liberi pensatori non possono non apprezzare la volontà del consigliere di Stato di non appesantire la griglia oraria degli allievi delle scuole medie, già notevolmente carica. Dopo questa prima osservazione, comunque fondamentale, l’Aslp-Ti non può non rilevare lo sforzo compiuto dal dipartimento nel tentativo di equilibrare i diversi interessi in campo. Manuele Bertoli ha chiesto un sacrificio alle chiese per poter inserire nel programma sia l’insegnamento confessionale sia quello della cosiddetta storia delle religioni e quello, altrettanto importante, della civica. I promotori dell’iniziativa per l’insegnamento della civica sono già insorti, probabilmente non molto in chiaro sui principi del nostro Stato di diritto, per dire che comunque la civica non dovrà andare a scapito dell’insegnamento religioso. A sua volta il vescovo della diocesi di Lugano dalle colonne del foglio di sua proprietà ha lasciato intendere che l’insegnamento confessionale (pagato da tutti i contribuenti ticinesi, non credenti compresi) non si tocca.
Non sembra insomma esserci spazio per il compromesso voluto, con acume politico ed intelligenza, da Manuele Bertoli. Forse, a dare ancora maggiore fastidio, ė il fatto che l’insegnamento della storia delle religioni, secondo il progetto dipartimentale, dovrà essere affidato agli insegnanti di storia. Una premessa essenziale, a nostro avviso, quale garanzia della laicità e dell’imparzialità delle lezioni.
I Liberi pensatori, pur mantenendo la loro opposizione di fondo contro le intromissioni confessionali nella scuola pubblica, ritengono la proposta in oggetto meritevole di attenzione. Quanto, poi, alle lezioni di storia delle religioni, nel rispetto della loro scientificità, si ritiene altresì che uno spazio congruo debba essere concesso pure alla critica del fatto religioso da un punto di vista materialista, ateo ed agnostico.
In ogni caso, alla luce delle granitiche posizioni già espresse dalle parti interessate, i Liberi Pensatori ribadiscono di ritenere accettabile che l’ora facoltativa attualmente appannaggio del catechismo possa avere come alternativa l’ora di storia delle religioni, potendo l’allievo o sceglierne una o rinunciare ad entrambe. In caso contrario si ritiene preferibile tornare allo status quo ante la cui tendenza è chiara: progressiva diserzione da parte degli allievi e rinuncia a venire indottrinati.

Brainarium: scoprire il proprio cervello

domenica, 4 maggio 2014

Dal 10 maggio al 15 giugno, Villa Ciani a Lugano ospiterà l’esposizione Brainarium (www.brain2brain.ch). L’esposizione interattiva, proposta da L’ideatorio dell’Università della Svizzera italiana in collaborazione con il Brain Mind Institute dell’EPFL, offrirà un viaggio alla scoperta dell’organo più misterioso del nostro corpo: il cervello. Il percorso, adatto a tutte le età, permette di stimolare i sensi fino a solleticare il proprio cervello. L’aspetto ludico e sensoriale, adatto ai più piccoli, sarà accompagnato da contenuti scientifici per i più grandi.
http://www.tio.ch/News/Ticino/789662/Brainarium-scoprire-il-proprio-cervello/

Serata dibattito con proiezione de “In nome di dio”

venerdì, 24 gennaio 2014

C’è veramente un bisogno di credere in un dio?
L’ASLP-Ti organizza una serata per il Darwin Day, proprio in occasione del giorno della sua nascita avvenuta il 12 febbraio, ma del 1809. I valori del razionalismo e della laicità vanno comunque mantenuti vivi per difendere l’evoluzione scientifica dal freno del dogma.
Serata dibattito con proiezione de
“In nome di dio” di Werner Kropik

Ospiti:
Werner Kropik e Prof. Pastore Giuseppe La Torre

Conduce: Edy Bernasconi
Ingresso libero
Cinema Lux, Massagno

Votazione sulla dissimulazione del viso in luoghi pubblici

domenica, 1 settembre 2013

Comunicato stampa

La sezione ticinese dell’Associazione svizzera dei Liberi Pensatori (ASLP) osserva con attenzione l’evoluzione del dibattito pubblico sull’iniziativa popolare “Vietare la dissimulazione del viso nei luoghi pubblici e aperti al pubblico”.

L’ASLP biasima fortemente l’impostazione simbolica data dagli iniziativisti a questo tema. Il popolo è chiamato a votare sulla possibilità o meno delle donne di fede islamica di coprirsi il volto con un velo. La votazione è stata però “dissimulata” a sua volta dagli iniziativisti, nascondendola dietro a un vago richiamo ai pericoli che creano coloro che girano sulla pubblica via con il volto coperto (con un casco, ad esempio).

Sappiamo bene che l’autorità già ora può fermare le persone sospette di creare pericoli reali. E sappiamo bene che in Ticino di Burka non se ne vedono proprio, fatta eccezione per le facoltose donne arabe molto presenti nei bei negozi via Nassa, turiste che comunque vada la votazione non saranno cacciate dal nostro Paese.

L’iniziativa solleva quindi un problema inesistente, giocando su un percepibile sentimento di insicurezza della popolazione nei confronti dell’ aggressività dell’islam politico, ma senza risolvere affatto le questioni della dignità femminile e delle pari opportunità.

L’ASLP è convinta che il tema della laicità dello Stato e dell’esposizione dei simboli religiosi vada trattato con serietà. Oggi più che mai è necessario confrontarsi con le soluzioni degli Stati a noi vicini, in particolare con le disposizioni francesi. È necessaria una legislazione coerente e unitaria, che tratti la dignità della donna, la libertà religiosa e la laicità dello Stato in un discorso ampio e articolato.

La copertura del volto femminile è un tema caro all’ASLP ed è all’ordine del giorno. L’approccio dell’iniziativa, finalizzato invero allo scontro fra religioni, non aiuta però l’analisi serena che dovrebbe porsi di fronte a questo tipo di conflitti sociali.

Ticino: Insegnamento obbligatorio d’un salmo religioso

lunedì, 13 maggio 2013

Il Gran Consiglio ticinese si è spaccato sulla proposta di rendere obbligatorio l’insegnamento del salmo svizzero alle scuole elementari. La proposta, il cui voto è stato rinviato per questioni formali, è stata avanzata dal granconsigliere UDC Marco Chiesa.
Altro che insegnamento obbligatorio alle scuole elementari, per i liberi pensatori il salmo svizzero è semplicemente da cambiare: “In realtà sarebbe più corretto chiedersi se sia lecito l’insegnamento obbligatorio d’un salmo religioso, d’una preghiera cantata”, ha tuonato in un comunicato l’Associazione liberi pensatori. Il testo del salmo svizzero è infatti una preghiera, e pone dunque qualche problema a chi si professa ateo.
http://www.ticinolibero.ch/?p=122338