Archivi per la categoria ‘Comunicato stampa’

Mendrisio, Lugano e Terre di pedemonte: Sondaggio per i candidati alle elezioni

sabato, 23 febbraio 2013

COMUNICATO STAMPA del 23 febbraio 2013

SONDAGGIO PER I CANDIDATI ALLE ELEZIONI DEI MUNICIPI NEI FUTURI COMUNI DI MENDRISIO, LUGANO E TERRE DI PEDEMONTE

L’Associazione Svizzera dei Liberi Pensatori è da sempre attenta e sensibile riguardo a tutte le questioni inerenti il rispetto dei principi di corretta convivenza, sanciti in primis dalla carta fondamentale svizzera, che attualmente sono osservati solo in modo parziale.
In Ticino l’imminente formazione di nuove forze comunali permette un possibile, ed auspicabile, maggiore ossequio di questi concetti.
Per conoscere il pensiero delle persone che si sono candidate per un posto nell’esecutivo dei nuovi Comuni, l’ASLP-Ti ha loro sottoposto alcune domande in merito al mantenimento della laicità dello Stato nel territorio loro competente, qualora fossero elette.
I risultati del sondaggio saranno pubblicati sul sito http://www.libero-pensiero.ch” www.libero-pensiero.ch a partire dal prossimo 3 aprile.

sondaggio comunali 2013.doc

La questione dell’obbligatorietà dell’insegnamento

giovedì, 21 febbraio 2013

COMUNICATO STAMPA del 21 febbraio 2013

La questione dell’obbligatorietà dell’insegnamento dell’inno svizzero nelle scuole del Cantone non è certo nuova. Con la riesumazione operata dal Gran Consiglio con il dibattito di mercoledì 20 febbraio è tornata d’attualità.
La domanda è sempre la stessa, ma non bisognerebbe dibatterla come hanno fatto gli onorevoli riuniti a Bellinzona: in realtà sarebbe più corretto chiedersi se sia lecito l’insegnamento obbligatorio d’un salmo religioso, d’una preghiera cantata.
Infatti come si può obbligare chi religioso non è oppure chi non crede che l’alto dei cieli sia abitato da re, regine e corti adoranti, ad esprimersi come credente, facendo proprio  un atto di fede, un’invocazione al divino, per l’occasione venduto come inno patriottico?
Farlo, significherebbe portare un grave vulnus alle Costituzioni federale e cantonale che garantiscono l’assoluta laicità dello Stato e delle sue Istituzioni.
L’inno nazionale è semplicemente da cambiare, per far sì che tutte/i cittadine/i svizzere/i vi si possano pienamente riconoscere e liberamente cantarlo senza costrizioni di sorta, perché anche il patriottismo è un sentimento personale, che ognuno vive a sua misura e sua discrezione.

Tribunale federale: lezioni di nuoto obbligatorie per tutti

mercoledì, 28 marzo 2012

Comunicato stampa

L’Associazione Svizzera dei Liberi Pensatori – Sezione Ticino accoglie con soddisfazione la recente sentenza del Tribunale federale, che ha confermato la multa inflitta a una coppia di genitori musulmani per avere ripetutamente impedito alle figlie di partecipare al corso di nuoto misto impartito da una scuola elementare di Basilea-Città.

Si tratta di un importante riconoscimento del primato di un’educazione paritaria e aconfessionale sui tentativi di imporre sin da piccoli preoccupanti forme di segregazione religiosa.

L’ASLP-TI difende il diritto dello Stato a promuovere una scuola laica e moderna, senza dover subire alcun tipo di ingerenza da parte sia dell’Islam, sia di altre fedi.

Paradiso, 27 marzo 2012

Approfondimenti
“Libertà di credo e di coscienza. Basi giuridiche e raccolta di materiale per insegnanti”   Dossier edito da educa.ch

Articolo su swissinfo.ch. 

 

 

 

No alla tutela dei simboli cristiani nella Costituzione federale!

sabato, 10 marzo 2012

Comunicato stampa

Sopresa dall’esito della votazione nel consiglio nazionale sull’iniziativa Glanzmann tesa a garantire ai simboli cristiani una posizione privilegiata nella sfera pubblica, l’Associazione Svizzera dei Liberi Pensatori FVS-ASLP riafferma quanto segue:

L’iniziativa prende spunto dalla richiesta di un libero pensatore di rimuovere il crocifisso dalle aule scolastiche frequentate all’epoca dai suoi due figli nel Cantone di Lucerna. Al cospetto l’ASLP domandava – e continua a domandare –  unicamente che venga attuata la sentenza del tribunale federale del 1990, la quale, in virtù dell’art. 15 CF, statuisce a chiare lettere:

1. L’esposizione del crocifisso nelle aule della scuola elementare lede il principio di neutralità confessionale imposta dalla costituzione federale.
2. Lo stato quale garante dell’articolo 27 cpv 3 della (modif.) costituzione non deve conferire titolo preferenziale a questa o quell’altra confessione. Piuttosto va evitato che si identifichi manifestamente con la religione sia della maggioranza sia di una specifica minoranza, osservando la dovuta imparzialità rispetto alle convinzioni e fedi dei cittadini.

Nella fattispecie occorre distinguere fra edifici pubblici e spazio pubblico:

Edifici pubblici
E’ soprattutto negli edifici pubblici in cui lo Stato si pone sovrano nei confronti delle cittadine e dei cittadini – amministrazioni, tribunali, scuole, ospedali – o nelle strutture in cui vengono erogati dei servizi finanziati con le imposte generali che l’obbligo di neutralità va rigorosamente rispettato.

Spazio pubblico
Di norma i simboli religiosi, sia dentro che fuori dalla zona edificabile, devono essere autorizzati dall’ufficio costruzioni competente. A tali richieste va risposto con riserbo e circospezione. Viceversa non creano nessun problema i simboli presenti nei luoghi di culto dove hanno carattere distintivo e riconoscitivo. Altrove nello spazio pubblico simboli religiosi non hanno ragione d’essere. Ad eccezione dei casi in cui rientrano nel patrimonio architettonico protetto non andrebbero quindi sostituiti automaticamente bensì solo dopo un esame oggettivo.

L’Associazione Svizzera dei Liberi Pensatori auspica che il consiglio degli stati dia seguito alle raccomandazioni delle relative commissioni e respinga inequivocabilmente l’iniziativa parlamentare Glanzmann.

Berna, 10 marzo 2012
FVS – ASLP

Tribunale Federale: tutti paghino i costi delle chiese

martedì, 13 dicembre 2011

Comunicato stampa in merito alla sentenza del TF 2C 360/2010 del 22 novembre 2010

Il Tribunale Federale ritiene che il pagamento degli stipendi dei pastori riformati a carico delle imposte generali, come avviene nel Cantone di Berna, non viola la libertà religiosa dei cittadini aconfessionali. I giudici hanno pertanto respinto il ricorso di una libera pensatrice che si era opposta all’obbligo di contribuire alla retribuzione del clero invocando l’articolo 15 della nuova Costituzione federale del 1999. L’Associazione Svizzera dei Liberi Pensatori ne prende atto con rammarico. Il Tribunale Federale avvalla per l’ennesima volta le giurisdizioni cantonali che tassano indiscriminatamente le persone fisiche e giuridiche a favore delle comunità religiose riconosciute dallo Stato.

Occorre una rigorosa separazione fra stato e chiesa per porre fine a tali prassi di sovvenzionamento.  L’ASLP cercherà ora delle alleanze politiche per realizzare questo obiettivo.

E’ costituzionale l’obbligo del corso storia religiosa nella scuola media?

venerdì, 21 ottobre 2011

Comunicato stampa dell’ASLP-TI

È costituzionale l’obbligo di frequenza degli allievi al corso di acculturazione religiosa in quelle classi di scuola media dove è stato introdotto?

È questa la domanda che viene sollevata nell’ultima edizione di Libero Pensiero (il decimo numero dopo la ripresa delle pubblicazioni), l’organo ufficiale dell’Associazione svizzera dei Liberi pensatori – Sezione Ticino. A sollevare il dubbio non sono solo i Liberi pensatori, ma è una interrogazione presentata dai deputati al Gran Consiglio Francesco Cavalli e Matteo Quadranti dopo che un precedente atto parlamentare sul medesimo tema era stato ritirato alla fine della scorsa legislatura. Il testo dell’interrogazione è ripreso integralmente dal periodico al cui interno Guido Bernasconi torna sulla questione della presenza dei simboli religiosi, nella fattispecie il crocifisso, all’interno degli stabili scolastici. Nell’articolo citato si fa il punto alla situazione in attesa che, dopo la controversa decisione del Consiglio di Stato (maggioranza leghista-clericale) sul caso di Cadro, ad esprimersi sia il Tribunale amministrativo, davanti al quale è pendente il ricorso di un docente.

E a contestare la legittimità della decisione governativa in parlamento è pure intervenuto, ancora una volta, Matteo Quadranti.

L’influenza religiosa non è limitata all’imposizione di simboli e altro nella scuola. Cerca di insinuarsi nella società come dimostra l’iniziativa lanciata a livello federale dagli integralisti dell’Unione democratica federale (Udf) sostenuti da una parte degli ambienti evangelici e cattolici, iniziativa con la quale si vorrebbe limitare il diritto delle donne all’interruzione della gravidanza negandone il finanziamento da parte delle Casse malati. Su questa proposta, denunciandone il contenuto essenzialmente ideologico alla luce dei dati relativi alla pratica dell’aborto in Svizzera, si esprime la consigliera nazionale socialista Marina Carobbio-Guscetti anche nella sua qualità di medico e, prima ancora, di donna.

Edy Bernasconi propone invece una lettura critica del contenuto degli ultimi due libri del papa tedesco Benedetto XVI sulla figura di Gesù, richiamando i testi di alcuni esegeti che mettono in dubbio la validità storica delle Sacre Scritture. A completare il numero, la solita rubrica del Grillotalpa che ironizza su fatti e misfatti del mondo clericale e degli ambienti politici che lo sostengono.

Per abbonarsi o chiedere informazioni scrivere all’indirizzo E-Mail: redazione.libero.pensiero@gmail.com

Per la redazione del periodico, il segretario ASLP-TI:

Giovanni Barella

I liberi pensatori sostengono il ricorso del docente di cadro

mercoledì, 13 luglio 2011

COMUNICATO STAMPA

Decisione del CdS sul crocefisso nella scuola pubblica
I liberi pensatori sostengono il ricorso del docente di cadro

L’Associazione svizzera dei liberi pensatori (ASLP) – Sezione Ticino non può che esprimere il proprio disappunto di fronte alla recente decisione del Consiglio di Stato, adottata con una maggioranza di tre a due stando alle notizie riportate dalla stampa, di autorizzare l’esposizione del crocifisso presso le scuole comunali di Cadro.

È soprattutto preoccupante il fatto che la maggioranza del Consiglio di Stato abbia anteposto giochi di natura politica alla difesa dei principi dello Stato laico e, in particolare, della separazione tra lo Stato e la Chiesa, principi secondo i quali l’ente pubblico è chiamato a mantenere una posizione di assoluta neutralità in materia religiosa e non deve quindi identificarsi con una o l’altra fede. Il fatto che l’esame del ricorso presentato a suo tempo da un docente delle scuole di Cadro contro la presenza del simbolo religioso nel palazzo scolastico del medesimo Comune sarebbe stato svolto dal governo senza tener conto del parere dei servizi giuridici del Cantone, non fa che confermare la natura politica e non fondata su considerazioni squisitamente giuridiche della sentenza.

Cosa ancora più grave è che agendo in questo modo il Consiglio di Stato ha avallato l’agire del Municipio il quale aveva deciso di esporre il crocifisso dopo aver ceduto alle pressioni del locale

Consiglio parrocchiale, contravvenendo a sua volta alla neutralità in materia religiosa di un ente pubblico.

La maggioranza che si è determinata sul tema all’interno dell’esecutivo cantonale (a favore del crocifisso si sono schierati i due rappresentanti della Lega e quello del Ppd) è anche un segno preoccupante del clima attuale nel quale in modo sempre più manifesto si confonde la difesa dei valori della civiltà occidentale con le cosiddette radici cristiane quando, per contro, quei valori sono strettamente connessi alla promozione della libertà e dell’autonomia dell’individuo anche e, soprattutto, in materia di convinzioni religiose.

Perciò l’ASLP-Sezione Ticino dà il proprio pieno sostegno alla battaglia che il docente, autore del ricorso respinto dal governo, ha inteso continuare rivolgendosi all’istanza gerarchicamente superiore, il Tribunale cantonale amministrativo.

Il ricorso è infatti stato inoltrato in questi giorni al tribunale.

Inoltre i Liberi pensatori appoggeranno anche tutte le iniziative che dovessero essere intraprese in ambito politico affinché i simboli religiosi siano rimossi, nel Canton Ticino, da tutti i luoghi pubblici dove continuano ad essere esposti.

Per l’ASLP-Sezione Ticino, in accordo con il presidente Roberto Spielhofer, il segretario:

Giovanni Barella

L’ASLP nel Consiglio Regionale della CORSI!

domenica, 22 maggio 2011

COMUNICATO STAMPA

La Sezione ticinese dell’Associazione Svizzera dei Liberi Pensatori (ASLP) informa di avere proposto la candidatura dell’avvocato Marco Züblin alla carica di membro del Consiglio Regionale e in via subordinata del Consiglio del Pubblico della CORSI. Marco Züblin, laureato in lettere e oggi attivo professionalmente a Lugano come avvocato, è membro di comitato della ASLP. Già giornalista al Corriere del Ticino e, dal 1984 al 1991, al Telegiornale della RSI, per formazione ed esperienza professionale appare idoneo non solo a rappresentare le istanze e i valori dell’ASLP ma anche a fornire, in conoscenza di causa, adeguati stimoli e contributi all’attività degli organi CORSI.

Per quanto concerne il Consiglio Regionale della CORSI, la candidatura proposta dalla nostra Associazione si giustifica per la necessità espressa dal Consiglio stesso di aprirsi maggiormente ai rappresentanti della società civile, necessità manifestatasi con la decisione di aumentare a questo scopo il numero dei membri di tale Consiglio.

L’ASLP intende con questa candidatura dare voce, senza ovviamente avere la pretesa di rappresentarli in senso stretto, a tutti coloro che non si riconoscono in una religione, siano essi atei, agnostici o persone la cui religiosità non è riferita a credi istituzionalizzati. Si tratta, secondo gli ultimi studi, di oltre un quarto della popolazione svizzera.

L’ASLP ritiene che queste posizioni culturali e etiche dovrebbero essere rappresentate anche all’interno delle strutture di gestione e di controllo della RSI, in modo tale da poter fornire idee

e stimoli affinché il pensiero laico e a-religioso sia adeguatamente proposto all’attenzione degli utenti del servizio pubblico radio-televisivo. Questo tenendo conto che al fatto religioso sia la televisione sia la radio dedicano ampio spazio.

L’ASLP è da decenni attiva nella Svizzera italiana in difesa dei principi della laicità (con particolare riguardo alla separazione tra Stato e Chiese) e della tolleranza. In questo contesto, essa svolge la propria attività lungo tre direttrici:

  • presenza dal punto di vista scientifico-culturale, che si manifesta nell’organizzazione di serate, di conferenze, di proiezioni e di visite guidate;
  • partecipazione in ambito etico-filosofico, ad esempio tramite il sostegno alla pubblicazione di interventi e l’organizzazione di incontri;
  • presenza nell’ambito delle istituzioni e della società civile in generale con attività per la promozione e la difesa della laicità dello Stato. In questo contesto l’ASLP è una associazione riconosciuta al pari delle chiese quale interlocutore su temi come l’insegnamento religioso nella scuola.

Sentenza crocefisso: offesa la libertà religiosa, ma per la Svizzera non cambia nulla.

martedì, 22 marzo 2011

COMUNICATO STAMPA ASLP TICINO

Sentenza crocefisso: offesa la libertà religiosa, ma per la Svizzera non cambia nulla.

La Sezione Ticino dell’ASLP prende atto del sorprendente esito del ricorso promosso dal governo italiano: la Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo non ha confermato a maggioranza (quindici a due) la sentenza presa all’unanimità dalla Piccola Camera nel 2009.

Un simile cambiamento di opinione tra il primo e il secondo grado è senz’altro da imputare alle enormi pressioni messe in campo dalla Chiesa cattolica e dalle forze a lei vicine. Incredibilmente la Corte europea antepone le legislazioni nazionali alle violazioni dei diritti dell’uomo. Sostenere che mancano elementi che dimostrino la discriminazione subita è puerile: se un crocifisso non evangelizza certamente in modo diretto, è pur vero che trasmette inconfutabilmente il messaggio che i fedeli di una religione sono privilegiati rispetto a chi non ne fa parte e con la quale non si possono identificare.

L’ASLP-TI condivide il voto dissenziente dei due giudici Giorgio Malinverni (Svizzera) e Zdravka Kalaydjieva (Bulgaria), che ritengono invece violati i principi sia dell’Art. 2 del protocollo 1, cioè del diritto all’istruzione conformemente alle convinzioni religiose e filosofiche, sia dell’Art. 9 della Convenzione che richiede dallo Stato la una stretta neutralità confessionale, di pensiero e di coscienza, non limitata al solo piano di studio ma comprendente anche l’ambiente scolastico pubblico.

Per la Svizzera non cambia nulla perché la sentenza si basa sul primo protocollo supplementare che è al di fuori della Convenzione dei diritti dell’uomo e che la Svizzera non ha ne sottoscritto ne ratificato.

Resta così in vigore la decisione del Tribunale federale che, nella sentenza del 26 settembre 1990 della I Corte di diritto pubblico nella causa Comune di Cadro contro Guido Bernasconi e Tribunale amministrativo del Cantone Ticino, stabilisce che il crocifisso nelle aule scolasti non adempie l’esigenza di neutralità prevista all’art. 27 cpv. 3 della Costituzione e non può pertanto essere esposto.

Il professore di diritto costituzionale e di diritto internazionale presso l’università di Zurigo Tobias Jaag confida che il Tribunale federale anche in futuro non cambierà la sua giurisprudenza.

Paradiso, 22 marzo 2011

Il presidente ASLP-TI: Roberto Spielhofer

Né imposta ecclesiastica né tassa a destinazione vincolata!

martedì, 22 febbraio 2011

Comunicato stampa
L’ASLP si oppone ad ogni tassa  obbligatoria a favore di enti non pubblici. Con la sostituzione dell’imposta ecclesiastica con un modello ispirato a quello italiano (8 / 5 per mille), si continuerebbe a privilegiare determinati enti, in primis le chiese. Il contribuente avrebbe sì la facoltà di destinare una quota delle proprie tasse ad organizzazioni di sua scelta, ma solo fra quelle figuranti in un catalogo da predisporre d’ufficio. Le comunità religiose dovrebbero invece finanziarsi come qualsiasi altra società di diritto privato, mediante contributi e donazioni. Laddove lo Stato si propone di erogare dei servizi sociali deve provvedervi da sé oppure incaricarne terzi privati  in base a precise convenzioni  o mediante interventi di bilancio.

Le persone sono solidali per natura e non per ordine altrui!
La gran varietà di associazioni e fondazioni attive sul territorio sono una espressione tangibile del senso sociale delle persone. Moltissimi cittadini svolgono compiti di utilità pubblica, fanno ore ed ore di volontariato, pagano contributi e devolvono in beneficienza somme consistenti, sostenendo iniziative specifiche, e ciò in svariati ambiti.  Spontanaeamente, senza pressioni di sorta.

Il mito dell’”utilità pubblica” delle chiese
Le  chiese riconosciute propagano il mito di essere le sole a fare del bene, per tutti e gratuitamente.  E’ peraltro un dato di fatto che esse si finanziano da sé soltanto in parte: nella maggioranza dei cantoni percepiscono delle imposte ecclesiastiche a carico delle imprese, dei sussidi statali finalizzati alle parrocchie per determinati progetti sociali e alla manutenzione dei loro immobili.  Inoltre, v’è una tendenza nelle parrocchie di farsi pagare i servizi offerti ai non appartenenti alla rispettiva fede. Senza dimenticare che da parte loro, le chiese sono comunque esentate dal pagamento delle imposte.