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De la riunione dell’assemblea della sezione ticinese dell’Associazione svizzera del Liberi Pensatori….

lunedì, 17 ottobre 2016

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La riunione dell’assemblea della sezione ticinese dell’Associazione svizzera del Liberi Pensatori, tenutasi sabato 15 ottobre negli spazi della Casa del Popolo a Bellinzona, ha visto la partecipazione di un folto numero di membri e simpatizzanti.

>>Resoconto della riunione dell’Assemblea di sabato 15 ottobre scorso a Bellinzona

 

Durante i lavori è stata annunciata una modifica nella composizione del Comitato: all’uscente Laura Balogh-Mambretti, è subentrato Renato Tamagni di Bellinzona. Invariati i ruoli di Presidente, Segretario e Cassiere.

Durante i lavori il deputato PLR Matteo Quadranti ha spiegato i motivi che lo hanno indotto a presentare una nuova iniziativa parlamentare per l’introduzione di un corso obbligatorio nelle scuole ticinesi per lo studio del fenomeno religioso (modello doppio binario: obbligo di presenza nell’insegnamento scientifico del fenomeno religioso, facoltatività nel seguire quello a carattere confessionale).

Pur comprendendo le ragioni della mossa del Libero Pensatore in Gran Consiglio, l’Assemblea ha però auspicato un’ulteriore iniziativa definita del “terzo binario”, cioè il lasciare la facoltatività di frequenza alle attuali lezioni religiose (la fede è una questione privata), ma con spazio solo alla fine della griglia oraria scolastica, senza costi supplementari per il pubblico erario (retribuzione degli insegnanti ed acquisto del materiale a carico delle Chiese).

 

La presenza di Marco Züblin, Libero Pensatore presente nel Consiglio del Pubblico della CORSI, ha consentito una discussione in merito al sempre meno laico e, di conseguenza, sempre più discutibile palinsesto radiotelevisivo.

Il nostro socio ha rassicurato sulla composizione laica di quest’organo RSI che rappresenta gli interessi del pubblico: afferma che problemi come oroscopi e simili superstizioni, notizie su “miracoli” e l’eccessiva presenza delle Chiese nei programmi sono discussi poiché non rientranti negli scopi di un media di servizio pubblico.

L’importante è fargli pervenire critiche o suggerimenti affinché possa portare in Consiglio spunti di discussione: per facilitare questo bisogno, l’assemblea ha deciso di aprire una casella di posta informatica (muldacevi@sunrise.ch).

 

L’assemblea è poi terminata con un’interessante e avvincente presentazione del libro “Gente di Brissago” curata magistralmente dall’autore Arnaldo Alberti. Una storia della quale se ne consiglia la lettura, perché testimonianza storica di vita del passato ticinese.

 

Per l’ASLP-Ti, il presidente:

Giovanni Barella

 

 

 

 

“Il Salmo svizzero come alibi per difendere lo Stato confessionale” - Presa di posizione sul nuovo Inno nazionale

venerdì, 19 agosto 2016

Salmo, lo dice la parola stessa, richiama l’idea di preghiera. E di preghiera si tratta. Non può essere definito in altro modo il testo che gli atleti svizzeri sono invitati a cantare quando salgono sul podio (ma non è un obbligo) e che, per contro, gli allievi della scuola dello Stato della Repubblica e Cantone del Ticino sarebbero (sono) tenuti ad apprendere a memoria.  Credenti e non credenti o, ancora, figli di credenti e non credenti, di atei, agnostici, musulmani, ebrei, buddisti e quant’altri.

La sola idea di aprire un dibattito per una revisione del testo oggi in vigore ha mandato in fibrillazione clericali e bigotti nostrani, vale a dire coloro che non hanno mai digerito l’affermazione dei principi della laicità, un percorso che invero in Svizzera e in Ticino attende ancora di essere completato. Dai parlamentari federali (Regazzi e Romano) a quelli cantonali (uno per tutti il sindaco di Balerna Luca Pagani) è stato un nevrotico agitarsi perché,voler rivedere il testo dell’inno (del salmo) coinciderebbe con il tradire le radici di questo Paese.

I Liberi pensatori ritengono che si debba mettere un po’ di ordine di fronte a tale confusione. Per cominciare sono due le date cui riferirsi se si vuole parlare delle origini della Confederazione : il 1291 (Patto del Grütli) e il 1848 (vittoria dei Cantoni protestanti su quelli cattolici nella guerra del Sonderbund del 1847, guerra  che portò alla nascita della Svizzera moderna, cioé liberale).  Il Salmo, invece, porta la data del 1841, una melodia composta dal monaco Alberik Zwyssig accompagnata dal testo scritto da Leonhard Widmer. La Svizzera attuale, quella che si dovrebbe ispirare ai valori della libertà e della tolleranza, non era ancora nata. Del resto il percorso del Salmo è stato piuttosto tortuoso. Il governo federale dominato dai radicali nel corso del diciannovesimo secolo faticò ad adottarlo tanto che bisognerà attendere il 1981 perché il Consiglio federale lo facesse. Parlare, dunque, di tradizione, radici e soprattutto storia è fuori luogo. Con la sua iniziativa la Società di utilità pubblica ha voluto aprire un dibattito sui valori che reggono la comunità nazionale. Un confronto più che necessario per definire quei valori nei quali tutte le cittadine ed i cittadini si possono identificare al di sopra delle fedi, delle ideologie, delle culture e delle etnie. Libertà, solidarietà, pace e pluralità sono le parole chiave del testo scritto dal musicologo Werner Widmer. Cose che paiono scontate, ma difficili da capire da parte di chi non ha ancora digerito il diritto dell’individuo all’autodeterminazione (suicidio assistito, aborto, procreazione assistita, eutanasia, ecc). Quello della Società di utilità pubblica non è un cedimento alle pretese dell’islam. I fanatismi ed i dogmatismi si combattono affermando i valori laici. Nè ci si aggrappi al fatto che la Costituzione si apre con un riferimento al dio onnipotente. Le opere umane sono infatti, per loro natura, perfettibili.

 

Per l’Associazione svizzera  dei Liberi pensatori-Sezione Ticino, il presidente:

Giovanni Barella

 

SUICIDIO ASSISTITO – COMUNICATO STAMPA DEL 27 febbraio 2016

lunedì, 29 febbraio 2016

I Liberi Pensatori hanno preso atto con sgomento della decisione della Commissione speciale sanitaria di non permettere il suicidio assistito negli ospedali. Il rapporto è stato redatto da Sergio Morisoli (Comunione e Liberazione, gruppo ultracattolico) e da Simone Ghisla (PPD)

Una decisone che sa di dogma religioso! (continua…)

POSIZIONE DELL’ASLP-TI IN MERITO ALL’INNO NAZIONALE

domenica, 19 aprile 2015

COMUNICATO STAMPA:

In tutta la Svizzera di questi giorni si sta votando per scegliere il futuro Inno Patrio. Al momento la scelta è fra sei proposte, che in un secondo tempo diventeranno tre. Infine, quella che sarà stata approvata a livello popolare passerà  all’approvazione del Consiglio Federale e delle Camere.
Una scelta alla quale siamo particolarmente attenti in quanto, come Liberi Pensatori, ci è estremamente difficile, se non impossibile, unire la nostra voce a quella di quanti inneggiano alla Patria con l’attuale Salmo: in realtà una sorta di preghiera in cui più che alle virtù elvetiche si guarda ai voleri e poteri divini.
Per questo motivo invitiamo tutti i cittadini a esprimersi scegliendo fra i testi proposti,  quelli che ricordando le peculiarità del nostro Paese, i suoi principi di Libertà, Solidarietà,  Fraternità, Democrazia, e ne sottolineano la laicità astenendosi da ogni riferimento di tipo trascendentale.
Per questo motivo attiriamo la vostra attenzioni  sui testi A) ed E).
Inni, completi di testi e musiche, sono consultabili sul sito http://www.chymne.ch./it/beitraege

Il futuro dell’insegnamento religioso

mercoledì, 28 maggio 2014

COMUNICATO STAMPA

L’Associazione dei liberi pensatori-Sezione Ticino ha preso atto delle proposte del direttore del Dipartimento dell’educazione e della cultura Manuele Bertoli in merito al futuro dell’insegnamento religioso nella scuola pubblica.
Al di là del merito, riguardante un tema estremamente delicato in questo Paese, i Liberi pensatori non possono non apprezzare la volontà del consigliere di Stato di non appesantire la griglia oraria degli allievi delle scuole medie, già notevolmente carica. Dopo questa prima osservazione, comunque fondamentale, l’Aslp-Ti non può non rilevare lo sforzo compiuto dal dipartimento nel tentativo di equilibrare i diversi interessi in campo. Manuele Bertoli ha chiesto un sacrificio alle chiese per poter inserire nel programma sia l’insegnamento confessionale sia quello della cosiddetta storia delle religioni e quello, altrettanto importante, della civica. I promotori dell’iniziativa per l’insegnamento della civica sono già insorti, probabilmente non molto in chiaro sui principi del nostro Stato di diritto, per dire che comunque la civica non dovrà andare a scapito dell’insegnamento religioso. A sua volta il vescovo della diocesi di Lugano dalle colonne del foglio di sua proprietà ha lasciato intendere che l’insegnamento confessionale (pagato da tutti i contribuenti ticinesi, non credenti compresi) non si tocca.
Non sembra insomma esserci spazio per il compromesso voluto, con acume politico ed intelligenza, da Manuele Bertoli. Forse, a dare ancora maggiore fastidio, ė il fatto che l’insegnamento della storia delle religioni, secondo il progetto dipartimentale, dovrà essere affidato agli insegnanti di storia. Una premessa essenziale, a nostro avviso, quale garanzia della laicità e dell’imparzialità delle lezioni.
I Liberi pensatori, pur mantenendo la loro opposizione di fondo contro le intromissioni confessionali nella scuola pubblica, ritengono la proposta in oggetto meritevole di attenzione. Quanto, poi, alle lezioni di storia delle religioni, nel rispetto della loro scientificità, si ritiene altresì che uno spazio congruo debba essere concesso pure alla critica del fatto religioso da un punto di vista materialista, ateo ed agnostico.
In ogni caso, alla luce delle granitiche posizioni già espresse dalle parti interessate, i Liberi Pensatori ribadiscono di ritenere accettabile che l’ora facoltativa attualmente appannaggio del catechismo possa avere come alternativa l’ora di storia delle religioni, potendo l’allievo o sceglierne una o rinunciare ad entrambe. In caso contrario si ritiene preferibile tornare allo status quo ante la cui tendenza è chiara: progressiva diserzione da parte degli allievi e rinuncia a venire indottrinati.

“Storia delle religioni”: No all’obbligo di frequenza!

domenica, 8 dicembre 2013

La posizione dell’ASLP Ticino in merito al corso di “STORIA DELLE RELIGIONI” a lavori della commissione dipartimentale conclusi.

L’Associazione Svizzera dei Liberi Pensatori sezione Ticino (ASLP-Ti) ha seguito passo passo l’andamento della sperimentazione a partire dal 2011, grazie alla presenza di un suo rappresentante nella commissione dipartimentale incaricata di accompagnare l’introduzione del corso di “storia delle religioni” (a titolo sperimentale in sei sedi di scuola media).

La questione dell’ora di religione nella scuola pubblica non era cosa nuova per i liberi pensatori. Tant’è che, per quel che riguarda un tentativo di istituire un corso di cultura religiosa “parallelo” all’ora di religione o eventualmente sostitutivo della stessa, l’Associazione si era già, nel lontano 1986, decisamente opposta a una simile eventualità.

Allorché, nel 1990, venne votata in Gran Consiglio la nuova legge scolastica, i liberi pensatori accolsero favorevolmente la decisione di rendere esplicitamente facoltativa e soggetta a libera opzione l’istruzione confessionale, dalla quale in precedenza gli alunni potevano essere “dispensati” solo facendone richiesta.

Infatti per coloro che non si riconoscono nella religiosità organizzata è comunque sufficiente la garanzia che nessuno sia coinvolto contro la sua volontà in pratiche catechistiche di qualsiasi natura e forma.

E questa è stata e rimane l’attitudine assunta dall’ASLP-Ti circa l’istruzione religiosa.

Va altresì considerato che nel Canton Ticino le organizzazioni religiose numericamente più consistenti hanno conosciuto una significativa diminuzione dei propri affiliati, come ha provato lo studio che il Dipartimento delle istituzioni aveva commissionato alla signora Michela Trisconi-De Bernardi dopo il censimento del 2000. Da quell’analisi comparativa risultava che i cattolici erano passati dall’89,75 % del 1970, al 75,94 % del 2000. Stando ai dati del 2010 ora sono al 69,05 %.

Dal canto loro gli evangelici riformati hanno registrato un’evoluzione quantitativa analoga, passando dal 7,35 % del 1970, al 5,77 % del 2000. Nel 2010 rappresentano il 4,48 %.

Per contro il numero di coloro che dichiaravano la propria estraneità a qualsiasi organizzazione confessionale è aumentato in misura molto considerevole passando da un modesto 1,25 % del 1970, al 7,50 % del 2000. Nel 2010 gli areligiosi hanno una proporzione corrispondente al 15,90 %.

I dati confermano comunque che l’insieme dei credenti rimane tuttora quantitativamente importante.

Da parte dei liberi pensatori la sperimentazione è stata oggetto di critiche circostanziate: per la sua origine equivoca e le sue finalità pretestuose, per come è stata concepita e imposta, per come è stata programmata e attuata.

Anzitutto essa è nata con il peccato originale di un ibrido connubio tra Stato e Chiesa: in effetti, di comune accordo, ne hanno concepito contenuti e modalità i vertici del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport e della Curia vescovile ticinese, coadiuvati da un rappresentante della Federazione delle Chiese evangeliche.

Tant’è che tutta l’operazione è stata organizzata e programmata dai funzionari del DECS e dai rappresentanti delle Chiese cristiane riconosciute, con l’ausilio di alcuni “esperti”.

L’ASLP-Ti, ha sin dall’inizio denunciato l’uso strumentale della “Commissione-sperimentazione”, istituita l’11 gennaio 2011, la cui funzione puramente testimoniale è apparsa subito pleonastica. Non è sfuggito a nessuno che l’inclusione di commissari politicamente etichettati, accanto a rappresentanti di comunità religiose non cristiane, nonché degli areligiosi, mirava a coinvolgere in una passiva assistenza le parti fino ad allora non rappresentate. Forse speculando sul fatto che il loro silenzio passasse per assenso.

Vero è che ai membri di questa commissione sarebbe spettato quale contentino il compito di esprimere un parere sui giudizi degli “esperti” designati dal DECS. “Esperti” scelti nell’ambito del Dipartimento della formazione e dell’apprendimento della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana.

Per tutto lo svolgimento della sperimentazione i commissari non hanno avuto alcuna voce in capitolo, finché i promotori della “storia delle religioni” non hanno pensato che fosse venuto il momento di coinvolgerli in un “voto” a favore della sua prosecuzione, ben oltre il termine stabilito nella risoluzione governativa del 14 maggio 2010.

Per quanto attiene ai contenuti della “nuova” materia, alla quale si pretende attribuire un taglio conoscitivo, va detto che essa ha di fatto natura prevalentemente apologetica, occupandosi dell’origine delle diverse religioni e comparandone le presunte rivelazioni divine riferite dalle “sacre scritture” sottoposte a esegesi teologica.

In questo studio vien per contro trattato come insignificante il riflesso nefasto del fideismo organizzato negli eventi storici: come se i buoni propositi rimasti a livello di auspicio compensassero i misfatti praticati dai fideisti alla maggior gloria delle rispettive divinità. Per di più, cammin facendo, gli operatori della sperimentazione hanno ipotizzato una correzione di rotta, per il conseguimento di un obiettivo più ambizioso: quello di ricavare dall’istruzione religiosa le linee direttrici di una condotta conforme ai doveri sociali.

Ad un’informazione asettica (si fa per dire) sulle diverse teologie, si è abbinato il compendio delle norme comportamentali dettate dal dio di turno per bocca dei “profeti”: come se morale ed etica non potessero prescindere da una concezione religiosa della vita.

In sintesi l’ASLP-Ti è contraria all’imposizione generalizzata di un’acculturazione religiosa per ragioni di principio, poiché trova ipocrita e fuorviante l’argomentazione secondo cui la storia delle religioni (ovvero della nascita delle diverse teologie, segnatamente quelle fondate su una presunta rivelazione divina) sia complemento indispensabile per comprendere l’influenza nefasta che la faziosità fideista ha avuto nel corso della storia. Di fatto, così com’è motivata e proposta, la presentazione delle credenze religiose, sorretta dall’esegesi delle cosiddette “sacre scritture”, si configura piuttosto come illustrazione agiografica e celebrativa del sentimento religioso, traducendosi in una propaganda subliminale, ancorché pluralista, della religiosità.

Così essendo, l’obbligo di frequenza di un corso così concepito contravviene al disposto costituzionale che garantisce il rispetto della libertà di coscienza e di opinione.

L’ASLP-Ti respinge altresì decisamente l’idea secondo cui solo l’acculturazione religiosa (ovvero, la “conoscenza dei rudimenti del cristianesimo”), a causa del suo indissolubile legame con la tradizione, consenta l’acquisizione delle “nostre” (ticinesi? elvetiche? europee? occidentali? cristiane?) peculiarità identitarie e contribuisca alla formazione morale e civica degli uomini che costituiranno la società di domani.

Per i liberi pensatori, l’identità di ciascuno non va derivata dall’appartenenza ad un congiunto sociale accomunato da circostanze puramente anagrafiche, bensì dalle opzioni individuali circa il senso dell’esistenza e l’indirizzo da dare alla propria vita.

L’ASLP-Ti nega che l’imposizione di confrontare le proprie verità di fede con quelle di coloro che hanno altre verità possa indurre automaticamente i credenti dei diversi fronti confessionali alla reciproca tolleranza.

La cosa è forse possibile ma altamente improbabile, se si considera ciò che ripetutamente è avvenuto nel corso dei secoli, non appena si sono abbozzati dei tentativi di dialogo interreligioso.

A maggior ragione in questo confronto non ha alcun senso coinvolgere le persone che non sono ancora votate al fideismo missionario.

L’ASLP-Ti contesta la tesi portata dagli “esperti” secondo cui nelle scuole di tutto l’Occidente cristiano si dovrebbe rendere obbligatoria l’assistenza alla diffusione del “pensiero religioso”, praticata nell’ambito dell’ecumenica offensiva rievangelizzatrice promossa dai vertici clericali negli ultimi decenni.

Nella storia dell’umanità hanno avuto spazio, con tragiche conseguenze, le ideologie di edificazione della società all’insegna di un conformismo totalitario, nell’ambito del quale qualsiasi espressione di alterità appare come asociale, se non antisociale. In quest’attitudine assolutista si sono distinte le organizzazioni religiose, tant’è che la scomunica dal gregge dei fedeli si traduceva ancora fino al secolo scorso nell’emarginazione se non nell’esclusione dalla vita civile degli anticonformisti.

I liberi pensatori, soprattutto per quel che attiene alle scelte etiche e filosofiche, propugnano il diritto di obiettare e dissentire, tanto individualmente che collettivamente.

L’ASLP-Ti denuncia come incongruente, mistificatoria e ipocrita l’affermazione di coloro che qualificano come neutrale l’istruzione religiosa, ovvero l’orientamento ad una mentalità di fede, soltanto perché agli alunni, invece di una proposta monoconfessionale, vengono illustrate le offerte di diversi “credi”.

È certamente scorretto sottintendere l’esistenza di una sola divinità alla quale dovrebbero far riferimento tutti gli esseri umani, inclusi i miscredenti.

Per i liberi pensatori sono poco credibili coloro che si proclamano “laici” (ancorché su questo termine spesso si possa equivocare) e assicurano la loro neutralità confessionale, quando non sanno scindere dal personale orientamento fideistico l’impegno nell’esercizio delle loro funzioni pubbliche, delle loro cariche politiche, delle loro attività professionali.

In conclusione per le ragioni sopraelencate l’ASLP-Ti si oppone non tanto all’introduzione della cosiddetta “storia delle religioni” nella griglia oraria del secondo biennio delle scuole medie, quanto all’obbligo di frequenza esteso a tutti gli alunni. L’ASLP-Ti si riserva di agire di conseguenza, nella denegata ipotesi che il parlamento cantonale si pronunci a favore dell’adozione della suppostamente “nuova materia di studio”, negando agli alunni la facoltà di optare per l’astensione.

Marginalizzazione attuata dai media ticinesi

martedì, 15 ottobre 2013

La riunione assembleare della sezione ticinese dell’ Associazione svizzera del Liberi Pensatori, tenutasi sabato 12 ottobre negli spazi della Casa del Popolo a Bellinzona, ha visto la partecipazione di un folto numero di membri e simpatizzanti.

Durante i lavori è stata annunciata una modifica nella composizione del Comitato: all’uscente Jacques Ducry, intenzionato a trasferirsi all’estero, è subentrato il giovane Edoardo Cappelletti, tra l’altro consigliere comunale nel legislativo di Lugano.

Si è in seguito discusso il tema della sempre maggior marginalizzazione attuata dai media ticinesi nei confronti degli interventi di coloro che si professano senza religione, ossia una persona su cinque in Svizzera: con una preoccupante frequenza la richiesta di pubblicazione delle posizioni dei Liberi Pensatori devono essere richiamate ai responsabili dei maggiori quotidiani ticinesi. Si è anche preso atto del quasi totale discredito presso l’ente radiotelevisivo della Svizzera italiana. Media ticinesi che però non lesinano spazio e tempo al “populismo” espresso dal nuovo Papa!

Attenzione è stata data anche allo stato dei lavori del progetto sperimentale scolastico “storia delle religioni”, che in pratica è terminato lo scorso mese di giugno. Si resta in attesa delle conclusioni dei vari rapporti.

L’assemblea si è poi conclusa con un’interessante e stimolante esposizione della professoressa Vera Segre, che ha illustrato le particolarità della ricostruzione del soffitto Cervia a Bellinzona: un tesoro artistico ticinese che rischia di finire nel dimenticatoio!

 

Votazione sulla dissimulazione del viso in luoghi pubblici

domenica, 1 settembre 2013

Comunicato stampa

La sezione ticinese dell’Associazione svizzera dei Liberi Pensatori (ASLP) osserva con attenzione l’evoluzione del dibattito pubblico sull’iniziativa popolare “Vietare la dissimulazione del viso nei luoghi pubblici e aperti al pubblico”.

L’ASLP biasima fortemente l’impostazione simbolica data dagli iniziativisti a questo tema. Il popolo è chiamato a votare sulla possibilità o meno delle donne di fede islamica di coprirsi il volto con un velo. La votazione è stata però “dissimulata” a sua volta dagli iniziativisti, nascondendola dietro a un vago richiamo ai pericoli che creano coloro che girano sulla pubblica via con il volto coperto (con un casco, ad esempio).

Sappiamo bene che l’autorità già ora può fermare le persone sospette di creare pericoli reali. E sappiamo bene che in Ticino di Burka non se ne vedono proprio, fatta eccezione per le facoltose donne arabe molto presenti nei bei negozi via Nassa, turiste che comunque vada la votazione non saranno cacciate dal nostro Paese.

L’iniziativa solleva quindi un problema inesistente, giocando su un percepibile sentimento di insicurezza della popolazione nei confronti dell’ aggressività dell’islam politico, ma senza risolvere affatto le questioni della dignità femminile e delle pari opportunità.

L’ASLP è convinta che il tema della laicità dello Stato e dell’esposizione dei simboli religiosi vada trattato con serietà. Oggi più che mai è necessario confrontarsi con le soluzioni degli Stati a noi vicini, in particolare con le disposizioni francesi. È necessaria una legislazione coerente e unitaria, che tratti la dignità della donna, la libertà religiosa e la laicità dello Stato in un discorso ampio e articolato.

La copertura del volto femminile è un tema caro all’ASLP ed è all’ordine del giorno. L’approccio dell’iniziativa, finalizzato invero allo scontro fra religioni, non aiuta però l’analisi serena che dovrebbe porsi di fronte a questo tipo di conflitti sociali.

ASLP: Nuova presidenza

domenica, 26 maggio 2013

Lors de l’assemblée des délégués, le 26 mai à Olten, les Libres Penseurs Suisses ont elu une nouvelle présidence: Andreas Kyriacou (ZH) fût titulaire de président central, Valentin Abgottspon (VS) titulaire de vice-président. La nouvelle présidence aspire à poursuivre l’evolution des effectifs depuis la campagne d’affiches “Dieu n’existe probablement pas…” en 2009 et à aiguiser le profil de l’ASLP comme défense des intérêts des sans confessions. Le relevé structurel du recensement fédéral de la population 2010 a montré, que 20.1 pourcent de la population suisse n’a pas d’appartenance religieuse – nombre presque doublé en dix ans.

Mendrisio, Lugano e Terre di pedemonte: Sondaggio per i candidati alle elezioni

sabato, 23 febbraio 2013

COMUNICATO STAMPA del 23 febbraio 2013

SONDAGGIO PER I CANDIDATI ALLE ELEZIONI DEI MUNICIPI NEI FUTURI COMUNI DI MENDRISIO, LUGANO E TERRE DI PEDEMONTE

L’Associazione Svizzera dei Liberi Pensatori è da sempre attenta e sensibile riguardo a tutte le questioni inerenti il rispetto dei principi di corretta convivenza, sanciti in primis dalla carta fondamentale svizzera, che attualmente sono osservati solo in modo parziale.
In Ticino l’imminente formazione di nuove forze comunali permette un possibile, ed auspicabile, maggiore ossequio di questi concetti.
Per conoscere il pensiero delle persone che si sono candidate per un posto nell’esecutivo dei nuovi Comuni, l’ASLP-Ti ha loro sottoposto alcune domande in merito al mantenimento della laicità dello Stato nel territorio loro competente, qualora fossero elette.
I risultati del sondaggio saranno pubblicati sul sito http://www.libero-pensiero.ch” www.libero-pensiero.ch a partire dal prossimo 3 aprile.

sondaggio comunali 2013.doc