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Giornata internazionale del diritto di blasfemia

venerdì, 30 settembre 2016

 

ALLE REDAZIONI DEI MEDIA TICINESI

Il prossimo venerdì 30 settembre si celebra la giornata internazionale del diritto di blasfemia. Per l’evento la nostra Associazione ha preparato il seguente

COMUNICATO

con la richiesta di una sua pubblicazione nel giorno della celebrazione.

 

Ricorre oggi, 30 settembre, la giornata internazionale del diritto di blasfemia.

La giornata del diritto di blasfemia è nata per commemorare la pubblicazione, nel giornale danese Jyllands-Posten, delle vignette su Maometto, che ha irritato milioni di credenti nel mondo, molti dei quali hanno espresso il loro disappunto con proteste violente, sommosse e, in alcuni casi, assassinii.

Molti concepiscono la blasfemia come un’offesa. Questa giornata non è intesa per insultare o ridicolizzare nessuno. È invece una reazione a coloro che cercano di proibire il diritto di criticare e fare satira su particolari credenze che pretendono uno statuto privilegiato. La giornata del diritto di blasfemia è un modo di manifestare contro leggi e decreti che scoraggiano e inibiscono la libertà di parola.

La libertà di espressione, inclusa la critica di credenze religiose, politiche e altre, è il modo principale di proteggere la libertà di ogni individuo tout-court. Senza questa essenziale libertà ogni discorso potrebbe essere etichettato come diffamazione o blasfemia; anche la retorica dell’offesa ai sentimenti religiosi popolari può trasformarsi in ostracismo sociale.

L’ASLP si associa a questo giorno di solidarietà a coloro che sono minacciati da leggi oppressive contro la libertà d’opinione e rischiano ogni giorno la prigione, punizioni umilianti e la morte ( http://www.centerforinquiry.net/cfe/category/case/ ).

Essa rivendica il diritto di criticare anche le credenze religiose senza temere persecuzioni, violenze o ostracismo. In tal senso invita le Autorità del nostro paese democratico a impegnarsi per la salvaguardia di questo diritto fondamentale sancito anche dalla Magna Carta elvetica.

 

Per l’ASLP-Ti, il presidente:

Giovanni Barella

Rilaciate Raif Badawi!

venerdì, 16 gennaio 2015

Raif Badawi è stato condannato l’anno scorso a 10 anni di prigione e a 1000 frustate per aver creato un forum online  di dibattito politico e giudicato colpevole di aver insultato l’Islam. Amnesty lo considera un prigioniero di coscienza, condannato unicamente per aver espresso pacificamente le sue idee.

Chiedi al re dell’Arabia Saudita e al Ministro dell’Interno di porre fine a questa condanna ingiusta e crudele.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/12/arabia-saudita-prime-50-frustate-per-lattivista-raif-badawi/1329047/

 

Sostenere le rivendicazioni di Amnesty International>>
7.6.2015
La Corte suprema dell’Arabia Saudita ha confermato 10 anni di carcere e mille frustate per il blogger Raif Badawi
http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2015/6/8/A-Saudita-Ue-inaccettabili-punizioni-corporali-per-blogger-Badawi/615619/

10.6.2015 Dimostrazione

12:00 Piazza Casino Berna

7.6.2015

La Corte suprema dell’Arabia Saudita ha confermato 10 anni di carcere e mille frustate per il blogger Raif Badawi

14.3.2015

Lausanne:  11:00, Escaliers de l’église St. Laurent

13.3.2015

Zürich: 17-18.30 Uhr, Bahnhofbrücke

12.3.2014

Bern: 12:15 Uhr, Casinoplatz.

 

 

5.3.2014

Bern: Donnerstag, 5.3.2015: 12 Uhr, Casinoplatz.

28.2.2015

Lausanne : 11:00, Escaliers de l’eglise de St. Lauren

27.2.2015

Zürich: 17.00 – 18.00, Bahnhofbrücke

21.2.2015

Lausanne 11:00, Escaliers de l’eglise de St. Laurent

19.2.2015

Basel 18:30, Theaterplatz (beim Tinguely-Brunnen); Infos hier.

14.2.2014

Lausanne: 14., 21., 28 Februar, 11 Uhr, Escaliers de l’eglise de St. Laurent

13.2.2014

Quinto rinvio per la v: http://e-activist.com/ea-action/action?ea.client.id=1770&ea.campaign.id=32768

12.2.2015

Basel: 12. Februar, 18:30, Theaterplatz (beim Tinguely-Brunnen); Infos hier.
Zürich: 12. Februar, 16.30 – 18.00, Bahnhofbrücke
Genf, 12. Februar, 18.00, Place des Nations

5.2.2015

Bern: Donnerstag, 5.2.2015: 12 Uhr, Casinoplatz.
Basel: Donnerstag 5.2.2015: 18:30 Ort noch nicht bekannt: http://extranet.amnesty.ch/de/aktuell/themen-laender/dok/2015/anmeldung-kundgebungen-fuer-raif-badawi

31.1.2015

Lausanne: 11:oo : Démo devant l’Eglise St. Laurent

30.1.2015

Terzo rinvio per la fustigazione di Raif Badawi: http://247.libero.it/focus/31566511/0/terzo-rinvio-per-la-fustigazione-di-raif-badawi-in-arabia-saudita/

29.1.2015

Bern: Jeudi, 29. Jan.: 12 Uhr, Casinoplatz. Infos http://extranet.amnesty.ch/de/aktuell/themen-laender/dok/2015/anmeldung-kundgebungen-fuer-raif-badawi
Basel: Jeudi, 29. Jan.,  18.30 Uhr, Marktplatz. Infos http://wp.me/p3zxNC-AD

28.1.2015

Lausanne: Mercredi, 28. Jan., 18:oo : Démo devant l’Eglise St. Laurent

23.1.2015

Dimonstrazione 12:00 Plazza Casino a Berna.

 

16.1.2015

Posticipata la fustigazione di Raif Badawi in Arabia Saudita

Dimonstrazione a Berna. Qualche membri del’ALSP partecipano.

15.1.2015

La Svizzera chiede la sospensione della fustigazione di un blogger in Arabia Saudita

9.1.2015

La fustigazione pubblica del blogger saudita Raif Badawi è iniziata il 9 gennaio 2015. Questo crudele trattamento sarà ripetuto nelle prossime 20 settimane.

27.5.2014
L’ASLP s’est adressé au Conseil Fédéral et lui a demandé de soutenir Raif Badawi.

Parigi: assalto a sede Charlie Hebdo a nome del profeta

mercoledì, 7 gennaio 2015

http://www.corriere.it/esteri/15_gennaio_07/francia-assalto-armato-sede-charlie-hebdo-0c28a1e6-965d-11e4-9ec2-c9b18eab1a93.shtml

Sostegno per Sanal Edamaruku!

mercoledì, 13 giugno 2012

La Ra­tio­na­li­st As­so­cia­tion ha lan­cia­to una pe­ti­zio­ne ri­vol­ta alle au­to­rità ec­cle­sia­sti­che af­fin­ché con­vin­ca­no i loro fe­de­li a far ca­de­re le de­nun­ce con­tro l’ateo ra­zio­na­li­sta Eda­ma­ru­ku, che espo­se il “fal­so mi­ra­co­lo” di un cro­ci­fis­so che but­ta­va ac­qua.  Si segnala la petizione per Sanal Edamaruku>

Storia

http://www.uaar.it/news/2012/03/18/india-ateo-critica-miracolo-denunciato/

Sostegno

Petizione per Sanal Edamaruku>

Sanal Edamaruku Defence Fund>

o via

Conto postale 84-4452-6
Freidenker-Vereinigung der Schweiz , 3001 Bern
IBAN CH7909000000840044526  Nota: «Edamaruku»

Croci sulle vette – simboli religiosi o culturali?

venerdì, 11 maggio 2012

Reo di violazione della libertà di credo e di coscienza, la guida alpina che tempo addietro aveva demolito tre croci sulle montagne gruyeriane (cfr. il relativo articolo di stampa).  Commentando la sentenza, il giudice ha dichiarato che le croci sulle montagne rappresenterebbero degli «oggetti votivi anche se non servono per la celebrazione dei riti”. Un’interpretazione, questa, che suscita delle perplessità.

Oggi si ha la tendenza ad equiparare la libertà di credo e di coscienza alla libertà religiosa. 

La Costituzione federale statuisce, all’

Art. 15 Libertà di credo e di coscienza 

1 La libertà di credo e di coscienza è garantita.

2 Ognuno ha il diritto di scegliere liberamente la propria religione e le proprie convinzioni filosofiche e di professarle individualmente o in comunità.

3 Ognuno ha il diritto di aderire a una comunità religiosa, di farne parte e di seguire un insegnamento religioso.

4 Nessuno può essere costretto ad aderire a una comunità religiosa o a farne parte, nonché a compiere un atto religioso o a seguire un insegnamento religioso.

Ne deriva che la libertà di credo e di coscienza rappresenta un diritto individuale che difende le convinzioni del singolo cittadino contro ingerenze e soprusi da parte dello Stato. Resta da stabilire se la libertà di credo possa essere invocata da gruppi di persone. Secondo il giudice, le croci disseminate sul territorio, pur senza senza scopi di culto, sarebbero protette dalla libertà di credo, il che ha dell’assurdo.

Gli atti contestati alla guida alpina rientrano piuttosto nell’ambito dell’art. 261 del codice penale svizzero:

Perturbamento della libertà di credenza e di culto

Chiunque pubblicamente ed in modo abietto offende o schernisce le convinzioni altrui in materia di credenza, particolarmente di credenza in Dio, ovvero profana oggetti di venerazione religiosa,

chiunque con malanimo impedisce, perturba o schernisce pubblicamente un atto di culto garantito dalla Costituzione,

chiunque profana con malanimo un luogo od un oggetto destinati ad un culto o ad un atto di culto garantiti dalla Costituzione,

è punito con una pena pecuniaria sino a 180 aliquote giornaliere.

Il titolo del paragrafo indica esplicitamente che non si tratta tanto di proteggere la libertà di credo degli individui quanto piuttosto di garantire la pacifica convivenza fra le diverse religioni e filosofie di vita seguite in Svizzera. Ai sensi delle suddette disposizioni, l’accusato sarebbe quindi punibile per profanazione di oggetti di venerazione religiosa. Innanzitutto occorrerebbe stabilire chi si sia sentito oltraggiato e in quali luoghi, al di fuori da quelli consacrati quali le chiese, tali oggetti possano essere lecitamente esposti e godere di protezione statale. E’ altresì da appurare se la legge copre tutti i simboli religiosi, inclusi quelli non utilizzati a scopi di culto, e più genericamente quali oggetti possano definirsi “religiosi” (cfr. le violente polemiche suscitate dalle caricature di Maometto).

Infine non è ben chiaro se le croci in questioni siano state regolarmente autorizzate o comunque  soggette ad autorizzazione. L’ASLP si è informata presso l’ufficio cantonale delle costruzioni ed è in attesa di risposta.

Simbolo religioso o culturale?
Da rilevare che non v’è consenso neanche fra gli adepti cristiani circa la natura delle croci. Il giudice friborghese opina che la croce sulle vette costituisca un simbolo religioso, che serva a funzioni di culto o meno. Viceversa, i difensori dei crocifissi nelle scuole pubbliche vi vedono spesso e volentieri un simbolo della “cultura nostrana”. In quanto tale, non sarebbe tutelato contro la blasfermia.

Condannato per violazione della libertà religiosa la guida alpina che profanava le croci sulle montagne

mercoledì, 9 maggio 2012

BULLE (FR) – La guida di montagna che fra il 2009 e il 2010 aveva profanato tre croci situate su altrettante vette nella regione di Bulle (FR) è stata condannata oggi a una pena pecuniaria di 90 aliquote giornaliere sospesa per tre anni. Il giudice di polizia della Gruyère ha riconosciuto l’imputato colpevole di danneggiamento e di perturbamento della libertà di credo e di culto. Il cui legale starebbe valutando se ricorrere contro la sentenza.

Ne dà notizia il Corriere del Ticino.

Accuse per danni
In un primo tempo l’uomo aveva altresì dovuto difendersi dalle richieste di risarcimento danni mossegli dal consiglio parrocchiale di Broc e dalla società giovanile d’Estavannens, accuse cui non ha però dovuto rispondere perché questi ultimi non risultavano essere proprietari delle croci. Pro Natura, l’effettiva avente diritto, ha dal canto suo preferito ritirare la causa e giungere ad un accordo extragiudiziale con la guida alpina, che si è impegnata a pagare una cifra di poco superiore ai 1000 franchi.

Croci restaurate
Nel frattempo, le croci sono state rimesse in sesto. L’associazione giovanile di Estavannens ha ricostruito la croce in legno di Merlas mentre i giovani della sezione della Gruyère del Clup Alpino Svizzero si sono impegnati a riparare la croce collocata sul Vanil-Noir.

Commento ASL
Secondo il giudice una croce sulle montagne costituirebbe un luogo di culto e salirvi nientedimeno che un rito religioso?
Per quanto l’ASLP condanni il vandalismo dell’atto, si oppone risolutamente al parere che esso rappresenti una violazione della libertà di credo e di culto. Su questo punto, l’ASLP sosterrebbe un eventuale ricorso. 

Per quanto riguarda le croci rimesse in sesto sarebbe opportuno verificare se sono state regolarmente autorizzate dagli uffici cantonali competenti come previsto dall’Ordinanza sulla pianificazione del territorio (OPT). Da notare che le licenze di costruzione fuori dalle zone edificabili sono subordinate al rispetto di condizioni molto severe.

Facebook: vignette di Maometto cercansi

domenica, 23 maggio 2010

In tutto il mondo persone critiche nei confronti della religione in generale e dell’islam in particolare hanno raccolto l’invito, lanciato su facebook, di partecipare, il 20 maggio, ad una sorta di concorso di disegno avente come oggetto Maometto. Oltre 100mila utenti si sono così solidarizzati per la libertà d’espressione, unendosi al gruppo in questione. I “soliti offesi” non hanno tardato a reagire gridando alla blasfemia, tanto che in Pakistan l’accesso al social network è addirittura stato bloccato tout court su ingiunzione di un tribunale.

Viceversa, in Sudafrica un giornale ha tematizzato la faccenda e pubblicato a sua volta una caricatura in cui lo stesso profeta lamenta la mancanza di humour dei suoi fedeli:

http://edition.cnn.com/2010/WORLD/africa/05/21/south.africa.mohammed.cartoon/index.html?hpt=T2