Assegnato il Premio Libero Pensiero 2015 a Ensaf Haidar, Raif Badawi e Waleed Abulkhair

In data 9 ottobre 2015, l’Associazione Svizzera dei Liberi Pensatori FVS/ASLP ha assegnato per la prima volta il Premio Libero Pensiero dotato di 10 000 franchi. Va a tre personalità saudite, Ensaf Haidar, Raif Badawi e Waleed Abulkhair, coraggiosi combattenti per i valori umanistici e la laicità.

Ensaf Haidar ha preso personalmente  in consegna il premio nel quadro della serata  organizzata da FVS/ASLP, Amnesty Svizzera e il Forum per la Democrazia e i Diritti Umani, aperta al pubblico. Durante l’incontro, ha letto dal suo libro «Libertà per Raif Badawi, l’amore della mia vita», che ripercorre la storia della sua famiglia e la lotta per la liberazione del marito: il blogger saudita Raif Badawi, tristemente asceso agli onori dei media internazionali dopo la condanna a 10 anni di prigione e 1000 frustate, a tutt’oggi incarcerato per aver difeso in rete i diritti delle donne e rivendicato la separazione di stato e religione.

Badawi lancia il suo blog nel 2008,  ed inizialmente i giornali del regno saudita diffondono i suoi testi progressisti,  ospitandolo sulle loro pagine con dei regolari articoli d’opinione. Minacce crescenti lo inducono a sospendere temporaneamente la pubblicazione del blog, e a trasferirsi in Malaysia. Ritornato in patria, rilancia il suo portale di discussione e da quel momento Ensaf Haidar prende a svolgervi un ruolo attivo.

Nel 2012, Badawi viene arrestato. Haidar lascia l’Arabia Saudita assieme ai tre figli comuni. Dopo diverse stazioni, chiede ed ottiene asilo politico in Canada, da dove si impegna, instancabile, per il rilascio del marito. La sua fervida voce  continua a mantenere l’attenzione pubblica puntata sul caso Raif Badawi ed impedisce che le pressioni sul regime svaniscano.

Il riconoscimento, istituito a partire da quest’anno, fornisce un sostengo non solo morale, ma anche finanziario agli assegnatari e ai loro congiunti – nel caso di Waleed Abulkhair, alla moglie. Entrambi, Abulkhair e Badawi, oltre ad essere imprigionati, si sono infatti visti bloccare i loro conti bancari.

In futuro, il Premio Libero Pensiero verrà assegnato a ritmo biennale. È alimentato da un generoso lascito disposto in favore dell’Associazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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