Ticino: Insegnamento obbligatorio d’un salmo religioso

Il Gran Consiglio ticinese si è spaccato sulla proposta di rendere obbligatorio l’insegnamento del salmo svizzero alle scuole elementari. La proposta, il cui voto è stato rinviato per questioni formali, è stata avanzata dal granconsigliere UDC Marco Chiesa.
Altro che insegnamento obbligatorio alle scuole elementari, per i liberi pensatori il salmo svizzero è semplicemente da cambiare: “In realtà sarebbe più corretto chiedersi se sia lecito l’insegnamento obbligatorio d’un salmo religioso, d’una preghiera cantata”, ha tuonato in un comunicato l’Associazione liberi pensatori. Il testo del salmo svizzero è infatti una preghiera, e pone dunque qualche problema a chi si professa ateo.
http://www.ticinolibero.ch/?p=122338

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3 Commenti a “Ticino: Insegnamento obbligatorio d’un salmo religioso”

  1. gs scrive:

    Matteo Quadranti – L’obbligo del Salmo Svizzero è costituzionale?
    http://www.ticinonews.ch/articolo.aspx?id=299205&rubrica=21

  2. Gabriele scrive:

    Tanto tuonò che non piovve. Eh si… l’insegnamento dell’inno è passato e se qualcuno è disturbato non capisco perché deve imporre a tutti gli altri qualche cose che rimane un suo problema!!

  3. AteoF scrive:

    Mozione respinta. Ammesso che abbia ancora un senso l’esistenza di un Salmo Svizzero, non basterebbe comunque l’eliminazione dal testo dei riferimenti al dio cristiano: bisognerebbe anche togliere quelli alla “Patria” e all’”Elvezia”, entità inesistenti e altrettanto anacronistiche con cui non vorrei si lavasse il cervello dei miei figli. Su questi temi, invece, troppi dei nostri politici si cimentano in acrobatiche arrampicate sugli specchi, pur di confermare agli elettori, attuali e potenziali, la propria abilità nel perseguimento dell’ipocrisia e del luogo comune. Chi sostiene che «uno dei compiti della scuola [è] quello di far apprendere agli allievi le nozioni civiche di base, fra le quali l’inno nazionale risulta sicuramente una parte importante» confonde colpevolmente le nozioni civiche con insegnamenti di natura irrazionale, caratteristici delle religioni ma anche del patriottismo e dello sciovinismo. La commissione di minoranza, da cui proviene l’affermazione, insiste ritenendo che «una paura o una contrarierà ad insegnare l’inno nazionale, neghi un’ampia e oggettiva educazione alla cittadinanza, diritto degli allievi». Questo supposto “diritto degli allievi” a essere “educato alla cittadinanza” implica che nella mente di un bambino delle elementari verrebbe inculcata un’immagine irrealistica della cosa pubblica, fatta di invocazioni da chiedere in ginocchio a un dio per la protezione della patria. Ridicolo e dannoso. Perché non discutere piuttosto sull’introduzione, in tutti gli ordini di scuola, di un’ora la settimana di “Cultura scientifica e pensiero critico”, coinvolgendo matematici, scienziati, filosofi e ricercatori locali (ovviamente laici)? Sarebbe un insegnamento di ben altro spessore rispetto alla politicamente corretta (per le motivazioni che l’hanno sostenuta) “Storia delle religioni”.
    (http://www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/6699.htm)

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