La questione dell’obbligatorietà dell’insegnamento

COMUNICATO STAMPA del 21 febbraio 2013

La questione dell’obbligatorietà dell’insegnamento dell’inno svizzero nelle scuole del Cantone non è certo nuova. Con la riesumazione operata dal Gran Consiglio con il dibattito di mercoledì 20 febbraio è tornata d’attualità.
La domanda è sempre la stessa, ma non bisognerebbe dibatterla come hanno fatto gli onorevoli riuniti a Bellinzona: in realtà sarebbe più corretto chiedersi se sia lecito l’insegnamento obbligatorio d’un salmo religioso, d’una preghiera cantata.
Infatti come si può obbligare chi religioso non è oppure chi non crede che l’alto dei cieli sia abitato da re, regine e corti adoranti, ad esprimersi come credente, facendo proprio  un atto di fede, un’invocazione al divino, per l’occasione venduto come inno patriottico?
Farlo, significherebbe portare un grave vulnus alle Costituzioni federale e cantonale che garantiscono l’assoluta laicità dello Stato e delle sue Istituzioni.
L’inno nazionale è semplicemente da cambiare, per far sì che tutte/i cittadine/i svizzere/i vi si possano pienamente riconoscere e liberamente cantarlo senza costrizioni di sorta, perché anche il patriottismo è un sentimento personale, che ognuno vive a sua misura e sua discrezione.

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