Nel 2038 il mondo sarà senza dio

I Paesi con tenore di vita migliore stanno diventando atei. Questa tendenza, consolidata da anni, è nota come teoria della secolarizzazione. Ecco alcuni stralci di un articolo di Nigel Barber, parso sul Huffington Post.

(…) In base all’ipotesi della sicurezza esistenziale, una migliore qualità della vita si accompagnerebbe ad un declino della religiosità, portando gli individui a preoccuparsi meno dei generi di prima necessità o dell’eventualità di morire o di ammalarsi – essi  non avvertirebbero cioè la necessità di affidarsi a un’entità superiore per placare ansie e paure. Le prove al riguardo non mancherebbero. (Cfr. il suo libro Why Atheism will Replace Religion – the triumph of earthly pleasures over pie in the sky). Lo sviluppo economico come motore della secolarizzazione – quale pietra di paragone, i nove paesi più atei del pianeta, fra cui Belgio, Danimarca, Giappone, nei quali nel 2004  esattamente metà della popolazione dichiarava di ‘non credere in Dio’ (fonte: Zuckerman, P. (2008). Society without God: What the least religious nations can tell us about contentment. New York: New York University Press).

 

 

 

 

Un Commento a “Nel 2038 il mondo sarà senza dio”

  1. Antonella scrive:

    Ma veramente non capisco! Viviamo in una società quasi completamente atea, almeno se consideriamo il mondo occidentale, che bisogno c’è di ribadire continuamente che Dio non esiste? Mi sembra quasi una crociata atea contro i religiosi.. ma quali? dove sono? E poi cosa s’intende per Dio? un essere che giudica secondo delle leggi che qualcuno gli attribuisce? oppure di un principio impersonale che governa l’Universo simile al Tao del taoismo?
    Credo che oggi la società sia atea nella sostanza anche se alcuni aspetti esteriori sono religosi.
    Inoltre credo che esistano due forme di ateismo, l’ateismo mistico (rarissimo nella nostra società) e l’ateismo materialista di gran lunga più diffuso.

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