I diritti umani – una conquista di tutti per tutti

10 dicembre – giornata mondiale dei diritti umani

La Dichiarazione universale dei diritti umani è stata proclamata oltre 60 anni fa dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite l’indomani delle atrocità della Seconda Guerra Mondiale. Si tratta di un codice etico di importanza storica fondamentale: è stato infatti il primo documento a sancire universalmente (cioè in ogni epoca storica e in ogni parte del mondo) i diritti – individuali, civili, politici, economici, sociali, culturali – che spettano all’essere umano per la semplice ragione di essere nato. Il preambolo statuisce infatti che: “…il riconoscimento della dignità specifica e dei diritti inalienabili di tutti i membri della società umana è la base di libertà, giustizia e pace nel mondo.

Non va peraltro nascosto l’atteggiamento ambiguo delle chiese cattolica e riformata nei confronti dei diritti umani. Se da un lato i teologi ne reclamano la paternità, dall’altro tentano di subordinarli al proprio costrutto di dio ed ai propri valori canonici.

Eleanor Roosevelt ha svolto un ruolo importante nella redazione del documento. In un discorso tenuto nel 1932, nel pieno della crisi, spiegò:  “Per me la religione non ha nulla a che vedere con delle credenze specifiche o dei dogmi. (…) E’ l’aspirazione al bene che ci induce a  non badare soltanto al nostro interesse ma a quello di tutti gli esseri umani con cui condividiamo la terra”. E dieci anni più tardi scrisse nella sua rubrica di giornale: “L’essenziale è come tradurre i più alti ideali nella propria vita quotidiana, al di là della nazionalità o religione cui si appartiene.”  (“My Day,” 16 settembre 1943).

Benché praticante, Eleonor Roosevelt non si rifaceva all’idea cristiana dell’uomo “creato a immagine e somiglianza di Dio”. Piuttosto confidava nella forza e nella coscienza delle persone di prendere atto del proprio valore: “Nessuno può farci sentire inferiori se non glielo permettiamo.”

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