Sentenza crocefisso: offesa la libertà religiosa, ma per la Svizzera non cambia nulla.

COMUNICATO STAMPA ASLP TICINO

Sentenza crocefisso: offesa la libertà religiosa, ma per la Svizzera non cambia nulla.

La Sezione Ticino dell’ASLP prende atto del sorprendente esito del ricorso promosso dal governo italiano: la Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo non ha confermato a maggioranza (quindici a due) la sentenza presa all’unanimità dalla Piccola Camera nel 2009.

Un simile cambiamento di opinione tra il primo e il secondo grado è senz’altro da imputare alle enormi pressioni messe in campo dalla Chiesa cattolica e dalle forze a lei vicine. Incredibilmente la Corte europea antepone le legislazioni nazionali alle violazioni dei diritti dell’uomo. Sostenere che mancano elementi che dimostrino la discriminazione subita è puerile: se un crocifisso non evangelizza certamente in modo diretto, è pur vero che trasmette inconfutabilmente il messaggio che i fedeli di una religione sono privilegiati rispetto a chi non ne fa parte e con la quale non si possono identificare.

L’ASLP-TI condivide il voto dissenziente dei due giudici Giorgio Malinverni (Svizzera) e Zdravka Kalaydjieva (Bulgaria), che ritengono invece violati i principi sia dell’Art. 2 del protocollo 1, cioè del diritto all’istruzione conformemente alle convinzioni religiose e filosofiche, sia dell’Art. 9 della Convenzione che richiede dallo Stato la una stretta neutralità confessionale, di pensiero e di coscienza, non limitata al solo piano di studio ma comprendente anche l’ambiente scolastico pubblico.

Per la Svizzera non cambia nulla perché la sentenza si basa sul primo protocollo supplementare che è al di fuori della Convenzione dei diritti dell’uomo e che la Svizzera non ha ne sottoscritto ne ratificato.

Resta così in vigore la decisione del Tribunale federale che, nella sentenza del 26 settembre 1990 della I Corte di diritto pubblico nella causa Comune di Cadro contro Guido Bernasconi e Tribunale amministrativo del Cantone Ticino, stabilisce che il crocifisso nelle aule scolasti non adempie l’esigenza di neutralità prevista all’art. 27 cpv. 3 della Costituzione e non può pertanto essere esposto.

Il professore di diritto costituzionale e di diritto internazionale presso l’università di Zurigo Tobias Jaag confida che il Tribunale federale anche in futuro non cambierà la sua giurisprudenza.

Paradiso, 22 marzo 2011

Il presidente ASLP-TI: Roberto Spielhofer

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