RTS: Niente velo per le giornaliste

Lo ha deciso la Radio Televisione Svizzera in seguito alla candidatura di una donna velata.
La presa di posizione dell’azienda – che riunisce la televisione e la radio romande – non riguarda solo l’ostentazione di simboli religiosi ma qualsiasi segno che indichi delle convinzioni personali.

Quindi il divieto, che tocca i giornalisti attivi sul terreno in occasione di conferenze stampa, interviste o di apparizioni allo schermo, riguarda anche simboli politici o di appartenenza ad un’associazione, precisa Manon Romerio, direttrice della comunicazione della RTS, confermando articoli pubblicati oggi da 24 Heures e La Tribune de Genève. Un distintivo del movimento antirazzista “Giù le mani dal mio amico” sarebbe considerato inappropriato perché appartenente alla sfera delle “convinzioni personali”. Il nastro rosso simbolo di solidarietà con le vittime dell’Aids sarebbe invece tollerato, in quanto si tratta di una “causa sanitaria di pubblico interesse”, spiega la portavoce.

La RTS aspettava in un primo tempo una decisione nazionale: il nuovo direttore generale della SSR Roger de Weck ha invece spiegato domenica scorsa alla NZZ am Sonntag di aver rinunciato a regolamentare una questione che si presenta “soltanto una volta per anno bisestile”.

http://info.rsi.ch/home/channels/informazione/info_on_line/2011/02/04-Niente-velo-per-le-giornalistear

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