La laicità minacciata in Svizzera e nel Ticino

I Liberi pensatori lanciano un appello per la difesa della neutralità delle istituzioni in materia religiosa:

Le forze politiche e culturali del Paese che si richiamano alla laicità devono mobilitarsi di fronte ai sempre più insistenti attacchi delle cerchie confessionali che mettono in discussione il principio della separazione tra lo Stato e la chiesa . È questo il messaggio uscito dall’assemblea della Associazione svizzera dei liberi pensatori – Sezione Ticino che si è tenuta presso le Cantine Valsangiacomo a Mendrisio ed i cui lavori sono stati diretti dall’ex-consigliere di Stato Benito Bernasconi alla presenza, tra gli altri, del direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport Gabriele Gendotti, intervenuto come socio dell’associazione e non come ministro, ha tenuto a precisare.

A fornire lo spunto per una intensa discussione è stata la relazione del presidente della Aslp-Sezione Ticino Roberto Spielhofer il quale ha elencato i punti salienti del lavoro svolto nell’ultimo anno, lavoro che si è concentrato su tre fronti: la presenza di simboli religiosi nei luoghi pubblici e, in particolare, nelle scuole richiamando il caso di Cadro, dove il crocefisso era riapparso nonostante la sentenza del Tribunale federale nel 1990 che ne aveva ordinato la rimozione (in merito è stata espressa piena solidarietà al docente vallesano recentemente licenziato per aver rifiutato di riappendere il simbolo religioso che aveva rimosso dalle pareti dell’aula dove insegnava), la discussione sull’insegnamento del fatto religioso nella scuola pubblica  che i Liberi pensatori contestano e i rapporti finanziari tra lo Stato e le chiese. A questo tema è dedicato un atto parlamentare recentemente inoltrato da alcuni granconsiglieri al Consiglio di Stato con il quale si chiedono informazioni circa gli effetti di una recente disposizione di legge che consente la deducibilità fiscale delle devoluzioni a favore di parrocchie e altre istituzioni religiose.

I Liberi pensatori – ha ricordato ancora Spielhofer – attendono pure le risposte che il Consiglio di Stato fornirà sulle modalità che sono state adottate per condurre il censimento federale 2010, modalità che sollevano perplessità circa la possibilità di disporre di un quadro attuale degli orientamenti religiosi della popolazione e sulla già citata questione dell’insegnamento religioso riguardo, in particolare, alla sua costituzionalità.

Dalle riflessioni che sono seguite partendo da questi temi è emersa la preoccupazione di fronte al crescente cedimento di una larga fascia del mondo politico che si dovrebbe ispirare ai principi laici verso le pretese delle cerchie religiose. Un cedimento che si manifesta pure sul piano culturale e che caratterizza il mondo dell’informazione. Le ragioni della cultura laica e, in particolare, delle forme di pensiero che si richiamano alle visioni del mondo atee e  agnostiche che pure sono una componente essenziale della società moderna e contemporanea sono trascurate quando non ignorate, mentre largo spazio è concesso agli ambienti religiosi e ciò è particolarmente evidente nei programmi dei media pubblici.

Tale stato di cose non è casuale. Lo ha rilevato, nel suo intervento, proprio il già citato Gabriele Gendotti per il quale viviamo un momento molto difficile nel quale ‘il mondo sta tornando indietro’. Si preparano, secondo il consigliere di Stato, ‘periodi molto bui che rimandano al clima che aveva caratterizzato l’inizio del secolo scorso’. Per questo Gendotti ha invitato i Liberi pensatori ad attivarsi e a guardare avanti al di là delle questioni di dettaglio per fare sentire la loro voce nel dibattito in corso e che è caratterizzato da segnali preoccupanti. Devono far meditare, secondo Gendotti, dichiarazioni come quella della cancelliera tedesca Angela Merkel secondo la quale la politica di integrazione delle altre culture nelle società occidentali sarebbe fallita, società occidentali la cui identità sarebbe da identificare in quella cristiana. Anche in Ticino vi sono oggi sempre più politici per i quali il relativismo che rappresenta l’essenza del pensiero liberale e democratico non avrebbe alcun fondamento.

Per ridare vigore e centralità alla cultura laica sono state avanzate, all’interno dei numerosi interventi che hanno animato l’assemblea, diverse proposte che saranno esaminate dal comitato. Tra queste quella, non nuova, di disporre di adeguati spazi nei programmi della RSI come era stato rivendicato a suo tempo dall’allora sindaco di Biasca Alfredo Giovannini. accanto alla promozione di appuntamenti pubblici nel Paese invitando esponenti di spicco del pensiero scientifico e  e filosofico laico.

Un Commento a “La laicità minacciata in Svizzera e nel Ticino”

  1. Kevin Zanti scrive:

    La prima prova é la croce Cristiana all’interno di Scuole e tribunali dove per libertà religiosa uno studente potrebbe essere agnostico, ateo, mussulmano, protestante, ortodosso, indu, sciamanista o di altri credi e quindi verrebbe discriminato già in partenza. Dobbiamo tenere conto che il presidente dell’ordine degli avvocati é anche un prete presidente del consiglio parrocchiale di Chiasso e che un procuratore é stato eletto giudice dopo che ha protetto persone che hanno taciuto alla pedofilia in modo certo dopo le dichiarazioni del ex giudice di gara Caccialanza, del ex campione svizzero francese di nuoto, di alcune vittime(che hanno subito il reato che secondo lui é prescritto), oltre ad aver denunciato per diffamazione una vittima che ha detto che un altro personaggio vicino all’imputato sapeva. Quindi la cosa più chiara, anche per il fatto che i verdi in Germania si sono alleati ai promotori della pedofilia e che la Germania da le direttive in Svizzera e in altri paesi, é che la chiesa voglia entrare tramite tecniche mafiose studiate da documentari e fatti concreti(infatti una delle tante tecniche della mafia spiegate da Provenzano nel libro “Voi non sapete” é quella di utilizzare messaggi della bibbia per inviare messaggi, e recentemente Papà francesco continua a lasciarne parecchi sui giornali facendo si che qualcuno li segua) nelle decisioni istituzionali dello stato. Sarebbe da denunciare non ad un ente, dato che la chiesa li controlla tutti finanziando il paese dove l’ente risiede se questi é caduto in difficoltà economiche e che quindi in poche parole compra i Governi a suon di Bigliettoni, SE NON é CORRUZIONE QUESTA IO SONO JHONNY ROTTEN CHE SI é OPERATO PER NON FARSI RICONOSCERE!

    K Thug life for life anti Clericalmafia

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