Elio Pennisi: Il Libero Pensiero Umanista

E’ convinzione degli Umanisti che l’uomo possa vivere una vita sana e serena senza fede in alcuna religione. Il senso della vita per gli Umanisti è l’uso della ragione, l’esperienza ed i valori umani condivisi. Cerchiamo di ottenere il meglio della vita creando un significato e uno scopo per noi stessi. Assumiamo responsabilità per le nostre azioni e operiamo con gli altri per il bene comune.

Gli Umanisti credono che:

  • Questo mondo e questa vita sono tutto ciò che abbiamo
  • Noi stessi dobbiamo provare a vivere una vita piena e felice e, per raggiungere l’obiettivo, dobbiamo fare in modo che gli altri individui possano riuscirci.
  • Tutte le situazioni e gli individui meritano di essere giudicati per i rispettivi meriti secondo l’uso della ragione e della comprenzione.
  • L’individualità e la cooperazione sociale sono importanti allo stesso modo.

Dizionario Oxford: “L’Umanesimo contemporaneo è una forma di Ateismo intellettuale moralmente impegnato e apertamente dichiarato da una minoranza di individui ma tacitamente accettato da un ampio spettro di intellettuali del mondo occidentale”

Dizionario Collins: “Il rifiuto della fede religiosa a vantaggio dell’avanzamento dell’umanità mediante l’uso della ragione e della morale condivisa”

Per essere un buon Umanista non ci sono testi obbligatori da leggere o rituali da seguire e neppure corsi di istruzione obbligatori; non si debbono vestire abiti particolari o evitare specifici cibi.
L’Umanesimo è una forma di ragionamento più che un modo di vivere, sebbene il modo di pensare influisca ovviamente sul modo di vivere. La maggior parte degli Umanisti pensa che le idee facciano parte del senso comune (quantunque, sfortunatamente queste non siano così ovvie); chi legge potrebbe facilmente rendersi conto di condividere queste idee.

Sono sempre esistite popolazioni vissute senza fede religiosa, anche quando queste erano considerate poco normali o la loro incolumità era a volte in pericolo. L’UNICEF ha recentemente stimato che il 3% della popolazione mondiale non vive oggi seguendo una fede religiosa e la maggior parte è concentrata nei Paesi sviluppati. I non credenti in alcuna fede sono anche raggruppati sotto i nomi di Liberi Pensatori, Secolari, Razionalisti, Atei, Agnostici e Scettici.
Sebbene possano esserci lievi differenze tra queste denominazioni, tutti rifiutano di credere in concetti o fatti di cui non vi sia alcuna prova, come gli dei caratteristici delle varie religioni, l’immortalità dell’anima e una vita oltre la morte.

I pensatori non credenti si pongono le stesse domande dei credenti:
Perché sono qui? Qual è lo scopo della vita? Come è iniziata la vita? Esiste una vita oltre la morte? Perché dobbiamo essere buoni? La maggior parte dei credenti risponde basandosi sulla fede in un Dio; i non credenti guardano a risposte basate sulla ragione e l’esperienza. Poiché non esiste un’autorità umanistica o testo sacro che li guidi, gli Umanisti devono applicare la ragione individuale e possono a volte non essere d’accordo su ogni cosa. Ma grazie all’uso della ragione e del buon senso le varie forme di Umanesimo Secolare arrivano sempre alle stesse conclusioni di base.

Molti Umanisti diventano tali spontaneamente, riflettendo e razionalizzando le proprie idee, vengono poi rassicurati e confortati dalle letture di testi classici i cui illustri autori sono fautori delle stesse logiche.

“Umanista” è un termine spesso usato per definire una convinzione che coniuga l’assenza di credo  nel soprannaturale con la filosofia etica positiva “si può essere saggi senza Dio.”

Non mi sento obbligato a credere che lo stesso Dio che ci ha dotato di sensi, ragione e intelletto abbia poi rinunciato a farcelo usare.
Galileo Galilei, 1564-1642; Astronomo e Matematico

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