Funerali senza dio

Il funerale è un momento sociale quando parenti, amici e colleghi possono esprimere il cordoglio per la morte di una persona cara.
Parliamo chiaro: il funerale non serve al defunto, ma a chi resta; e l’esperienza insegna che celebrare un funerale appropriato può essere di grande aiuto nell’elaborazione del proprio lutto. Spesso si trova sostegno e persino serenità nell’espressione sociale del cordoglio davanti al fatto assoluto della morte.

Un manuale pratico per la celebrazione di funerali non-religiosi

Richard Brown & Jane Wynne Willson
Edizioni Omnilog (2010), 200 pagg.

Manuale pratico ed esauriente per tutti coloro che si trovano di fronte al bisogno di organizzare per la prima volta un funerale laico per un loro familiare o un estraneo. Può anche servire a coloro che, pur sconoscendo il cerimoniale ed i funerali laici in particolare, desiderano saperne di più. Costoro saranno così in grado di scegliere e, se vorranno, di pianificare per il futuro una cerimonia funebre non religiosa per sé stessi o per altra persona.

http://www.ritolaico.com/it/funerals.html

Ceremonia d’addio dell’ASLP

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4 Commenti a “Funerali senza dio”

  1. Jack scrive:

    Che senso ha fare un funerale senza Dio?
    Intendo, se siete atei cosa vi importa del corpo di una persona senza vita, non credendo nell’anima perdereste solo tempo nel fare la cerimonia.
    Piuttosto raggruppatevi insieme e parlate di questa persona, ma questa cosa “funerali senza Dio”, è una delle affermazioni più stupide contraddittorie che io abbia mai sentito.

    Ci mancano solo “messa senza Dio” ed “eucarestia senza Dio”, e siamo a posto.

  2. Grazia scrive:

    Il funerale, per forza di cose, si fa primariamente per quelli che rimangono, è un modo di elaborare un lutto, è se familiari ed amici sentono il bisogno di condividere questo momento, di ricordare insieme il defunto e mostrarsi il rispettivo affetto non vedo perché tanto sarcasmo. In fondo anche i credenti lo fanno in gran parte per queste stesse ragioni, sono cesure nella vita di tutti ed ognuno le affronta a modo suo. In fondo i credenti non fanno che aggiungere un viatico simbolico per il morto affinché giunga “sano e salvo” nell’Aldilà.

    Cerimonie laiche sono una prestazione come un’altra, di cui valersi o no a seconda delle proprie inclinazioni. V’è un enorme mercato per questo genere di cose, teologi “autonomi”, liberi professionisti, event manager, “planner” di ogni genere. Se battesimi, matrimoni, funerali ed altri riti di passaggio erano un monopolio di chiese e sciamani oggi viviamo una diversificazione anche in questo settore.

  3. Richard scrive:

    Il funerale, come scrive giustamente Grazia, viene celebrato per che è ancora in vita. E’ il momento sociale e formale del commiato da una persona cara che non c’é più. E la celebrazione del funerale, come confermano antropologi, paleontologi ed archeologi di tutto il mondo, è ben più antico e ben più esteso nell’umanità di qualunque attuale religione. Ne consegue che la domanda di Jack, oltre ad essere posta in termini inutilmente sarcastici, non regge di fronte all’esperienza di milioni di vite. Persone vere sentono il bisogno di funerali veri quando una vera persona cara muore.

    Io invece non capisco il punto di vista di Jack. In fondo, se noi atei vogliamo celebrare funerali laici per i nostri cari, perché non lo dovremmo poter fare?

  4. Mark scrive:

    Probabilmente Jack confonde il rito liturgico della Chiesa cattolica (la messa per i morti) con il funerale. Caro Jack, la Messa da Requiem è un rito della chiesa Cattolica in memoria del defunto, il funerale invece (lat; funus) è una cerimonia di ultimo saluto al cospetto della salma con la partecipazione di famigliari e/o amici del defunto!
    Il funerale può essere di tipo religioso; (con tanto di messa), civile; (senza cerimonia religiosa) e/o funerale di Stato; svolto in forma solenne (con o senza messa – religioso o ateo, secondo il volere della persona defunta) a spese dello Stato.
    Come hanno scritto sopra: <>

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