Arrestato: distruggeva croci sulle vette friborghesi

Un’inchiesta contro ignoti era stata avviata lo scorso autunno dalle autorità locali dopo che la croce sulla vetta del Vanil-Noir a Grandvillar era stata danneggiata in maniera irreparabile. L’autore, un 48enne del posto, è stato identificato questi giorni a seguito del secondo atto, la demolizione della croce sul Merlas in febbraio.

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La guida alpina, che non ha precedenti penali, è stata subito rilasciata dopo l’interrogatorio. L’uomo, cattolico non praticante deciso ad abbandonare la chiesa, ha dichiarato di aver agito per motivi ideologici e nell’intento di lanciare un dibattito pubblico. Sostiene infatti che la natura, essendo di tutti, vada tenuta libera da insegne religiose. Ora dovrà rispondere del duplice reato di vandalismo e offesa alla libertà di religione, accusa, quest’ultima, contestata dall’ASLP:

Le croci sulle vette sono un retaggio della tradizione delle genti montanare e come tali vanno rispettate, non per il loro simbolismo religioso. Diverso il discorso per i crocifissi che costeggiano le strade in molti cantoni. Essi rappresentano dei segni visibili della predominanza della fede cattolica, eretti perlopiù prima dell’introduzione della legge federale sulla pianificazione del territorio nel 1979 – e quindi a tuttoggi in attesa di formale regolarizzazione.

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