Per una Svizzera laica e tollerante

Al momento non sono ancora disponibili analisi dettagliate dei risultati della votazione sui minareti. Da notare che un’indagine svolta da Isopublic nell’aprile 2009 aveva rilevato una maggiore tendenza a respingere l’iniziativa fra le persone non appartenenti ad una confessione (60%) rispetto a protestanti (51%) e cattolici (43%). reformiert.

Secondo il politologo Michael Hermann la propensione a vietare i minareti tenderebbe a diminuire fra le persone aconfessionali e nelle aree in cui la religione assume un’importanza secondaria. NZZ 2.12.2009

Il dialogo interreligioso è fallito

All’indomani della votazione si stanno levando numerose voci che reclamano un’intensificazione del “dialogo fra le religioni”. Sforzi di questo genere non valgono granché.

La “settimana delle religioni” organizzata nel novembre 2009 dalla comunità interreligiosa di lavoro (IRAS – COTIS) ha dimostrato che la gente non è molto interessata al tema. Inoltre, gli organizzatori hanno rifiutato di segnalare nel loro calendario ufficiale il ciclo di conferenze tenute in diverse città dai Liberi Pensatori Svizzeri durante lo stesso periodo.

Il “Consiglio delle Religioni”, istituito come veicolo di comprensione, si sta sempre più trasformando in lobby decisa a influire sull’agenda politica del Governo.

I rappresentanti del cosiddetto “dialogo” fra i vari credo vivono in universo immaginario. Prova ne è la richiesta avanzata dalla comunità islamica di Lucerna giusto poche settimane prima della votazione di essere ufficialmente riconosciuta come quarta “chiesa” cantonale a tutti gli effetti. I media ne hanno dato notizia senza mettere minimamente in discussione una richiesta a dir’ poco anacronistica NZZ

Soltanto uno Stato laico è garante di tolleranza e uguaglianza. Ecco perché è importante, oggi più che mai, privatizzare le religioni.

Reta Caspar, sede centrale ASLP, Berna

Tag: ,

Lascia un Commento