Il baciamano dello scandalo

Chiara Simoneschi-Cortesi, membro del PPD del Cantone Ticino, appena eletta prima cittadina svizzera per l’anno 2009, ha baciato la mano del vescovo Pier Giacomo Grampa.

Un comportamento inaccettabile per la più alta rappresentante di uno Stato laico!

Roberto Spielhofer, presidente della sezione ASLP Ticino ci aveva segnalato la foto apparsa sulla stampa d’Oltregottardo. Dopo un primo momento di sbalordimento mi sono permessa di criticare apertamente Chiara Simoneschi-Cortesi utilizzando la funzione „contatto“ sul suo sito Internet. Ecco la ricostruzione del messaggio:

Gentile Signora

All’inizio dell’anno (2008),   Micheline Calmy-Rey  aveva suscitato una forte polemica per la sua missione in terra iraniana. Vedendo l’immagine che la ritraeva radiante al fianco di Mahmud Ahmedinejad, sfoggiando quel candido velo della vergogna, la mia mente è corsa veloce al gesto di Oriana Fallaci che, indomita difenditrice della libertà ed uguaglianza di tutti, decenni fa, si era strappato lo chador che le era stato imposto per poter intervistare l’allora nuovo padrone di Teheran, l’Ayatolla Khomeini. Un gesto di enorme impatto simbolico, come a ribadire il diritto di pensare con la propria testa, di portarla alta, almeno all\’altezza di ogni altro essere umano.

Purtroppo, donne del calibro della compianta scrittrice fiorentina, sembrano sempre più rare. Recentemente infatti Lei, che vanta una lunga esperienza in seno alla commissione per le questioni femminili ha ritenuto opportuno baciare la mano al vescovo di Lugano, fatto che ho appreso con ritardo e per caso vedendone la foto su sito dell’Associazione Svizzera dei Liberi Pensatori. Le confesso che ne sono rimasta profondamente colpita, offesa nel mio orgoglio di donna, lavoratrice, madre, cittadina europea.

Per citare Voltaire, non condivido le Sue scelte religiose e politiche, però mi batterei fino in fondo per il Suo dirtitto di esprimerle. La pregherei tuttavia di osservare con maggiore rigore la  linea di demarcazione fra privato e pubblico, anche in onore della carica che Le è stata affidata dal Parlamento. Se non erro, lo scorso 3 dicembre Lei è stata accolta a Lugano da Monsignor Piergiacomo Grampa precisamente quale neoeletta Presidente del Consiglio Nazionale. Ne ignoro i retroscena e non so neanche fino a che punto la Costituzione Svizzera scenda a patti con la Chiesa. Sono però del parere che un funzionario dello Stato debba orientarsi al laicismo in tutte le sue apparizioni ufficiali, perché è il Popolo che gli conferisce la facoltà di rappresentarlo. Di cui oltre la metà donne, di ogni  estrazione e credo.

Siamo fortunate a vivere in Occidente, in uno dei paesi più democratici che io conosca. Un paese basato sul principio di parità  di fronte alla legge ed alla società. Forse non si rende conto di ciò che inchini come il Suo suscitano nell’animo di chi ha lottato, e continua a farlo, talora a costo della propria incolumità, per essere rispettato e rispettata, per poter gestire la propria vita,  per poter vivere “stando in piedi”.

Se la concessione alla teocrazia islamica della sua collega può essere “giustificata” dalle necessità energetiche e diplomatiche della Confederazione, non sono riuscita a trovare alcuna ragione perché lei, in veste di Prima Cittadina, si sia voluta sottomettere al rappresentante di un’organizzazione che da secoli divide il mondo in giusti e impuri, buoni e cattivi, cristiani e non. Che si pone al livello dei regimi più arretrati del pianeta, rifiutando a tutt’oggi di firmare e rispettare le Convenzioni ONU sui diritti umani e che anzi, da sempre si arroga il diritto di dettare le proprie leggi a millioni di fedeli, spesso contro ogni buon senso.

Con sinceri auguri di Buon Anno
Grazia Giuli Annen

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