Uscita dalla chiesa

Molte persone appartengono ancora alla chiesa, anche se da tempo se ne sentono estraniate. Talora è un’esperienza personale oppure un’occasione favorevole a spingere la persona ad „ufficializzare“ la propria posizione.
La libertà di religione sancita dalla Costituzione svizzera dà ad ogni persona il diritto di uscire dalla chiesa qualora lo desideri.
La procedura varia da un cantone all’altro.

Uscita in seguito a trasloco: quando notificate il cambiamento di domicilio al comune lasciate anche la vecchia parrocchia. Se vi registrate come „senza confessione“ all’ufficio abitanti del nuovo luogo di residenza non figurerete più fra membri della chiesa e non pagherete più l’imposta di culto.

Attenzione: Dall’1.1.2008 la  Legge federale sull’armonizzazione dei registri ha di fatto reso impossibile questo „abbandono tacito“ per chi muta di domicilio all’interno della Svizzera. La normativa dispone tassativamente che “l’appartenenza a una comunità religiosa riconosciuta dal diritto pubblico o riconosciuta in altro modo dal Cantone” sia registrata e trasmessa.

Uscita immediata mediante raccomandata alla parrocchia competente. Consigliamo di  inviare una copia della lettera all’ufficio imposte comunale. Qui di seguito troverete un modulo tipo. Ogni persona può richiedere per se stessa e per i propri figli minorenni l’uscita dalla chiesa con effetto immediato. Da notare che  alcuni cantoni impongono dei tempi di riflessione, in altri è richiesta l’autentica notarile della firma. Per quanto irritanti, queste disposizioni sono esplicitamente ammesse dalla Legge.

Importante: l’uscita è in ogni caso valida con effetto retroattivo dalla data che figura sulla dichiarazione.

Scarica:

DICHIARAZIONE DI USCITA.pdf

DICHIARAZIONE DI USCITA.doc

In caso di problemi non esitate a rivolgervi alla sede ASLP di Berna.

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5 Commenti a “Uscita dalla chiesa”

  1. GrazianoP scrive:

    Uscita dalla chiesa?
    come sia possibile che una persona debba di fatto provare con determinati documenti di NON far parte di un gruppo religioso?
    Il fatto che quasi tutti siano stati “inseriti” in modo coatto (battesimo, comunione ecc..)ad una ipotetica lista di osservanti, la dice lunga sui metodi utilizzati e consentiti dallo Stato.
    Il discorso è sempre lo stesso!
    La religione di stato (cattolica)…ha da sempre indottrinato (lavaggio del cervello) le menti.
    Per il loro intento ha finalizzato dei metodi, inglobandosi per ovvi interessi, con il “potere” dello Stato.
    In breve si è agito in modo fraudolento; utilizzando :
    - lo stato (leggi)
    - le scuole (bacino di menti)
    - le chiese e i vari riti (per “attestare” ) l’appartenenza.

    Da parte mia trovo molto scorretto queste procedure che in definitiva sono coercizioni camuffate in usi e costumi.
    Forse è da qui che si dovrebbe partire per rendere le religioni innoffensive.
    Condannando in modo fermo i metodi e i fini.
    Comunque io non sono credente e per il semplice fatto che non ho firmato nessun contratto, mi sento libero di Essere o non Essere a prascindere da come queste istituzioni mi inseriscono in liste create a loro piacimento.

  2. AteoF scrive:

    Sono d’accordo con quanto espresso da GrazianoP nel commento precedente. Trovo comunque comprensibile l’esigenza di coloro che vogliono rendere più esplicita la propria uscita attraverso un documento formale: trovo sia un buon modo per rendere manifesto il proprio dissenso nei confronti della chiesa e dei suoi metodi. Per quanto mi riguarda, basterebbe l’arrogante pretesa di codesta istituzione, che attribuisce ai sacramenti un effetto di natura ontologica, quindi “indelebile”, per rendere decisamente esplicita la mia uscita. Il fatto poi che il prelato di turno, se vuole rimanere coerente, se ne infischi della mia dichiarazione, mi lascia a mia volta indifferente.

  3. Fabrizio Leoni scrive:

    Se credente dovrei essere una persona che manda messaggi telepatici a un fantasma ebreo, figlio di Abramo. Con questi messaggi gli comunicherei la mia obbedienza e il fatto che lo accetto quale guida morale. Gli chiederei inoltre di rimuovere una vecchia maledizione che si rinnova di generazione in generazione e che mi è stata affibbiata al momento della nascita in quanto quattromila anni fa una donna che sarebbe una mia lontana antenata, creata da una costola del suo partner, aveva convinto il partner stesso a mangiare il frutto di un albero magico, in quanto ingannata dall’insistenza di un serpente parlante.
    Ma davvero secondo le leggi dello Stato io faccio parte di questa comunità anche se io non l’ho scelta?
    Ma davvero dovrei scrivere una lettera raccomandata a gente che sostiene queste cose per dire loro che non voglio far parte del loro circolo?

  4. Tizi scrive:

    Ma bisogna chiedere lo stralcio dal registro parrocchiale ogni volta che si cambia domicilio?
    20 anni fa ho fatto questa procedura ed il comune non mi ha più conteggiato l’ imposta di culto.

    Dopo 5 anni ho cambiato domicilio ed è bastato menzionare quanto sopra e l’imposta di culto non me l’hanno “fatturata”. Ora a distanza di 15 anni, cambio di nuovo domicilio e patatam! arriva la tassazione con la bellezza di 200 Fr. di tassa di culto. (200 Fr. ma vi rendete conto??)

    Naturalmente non voglio pagarla, mi vien l’orticaria a leggermi associata a questa squallida organizzazione!

    Come devo procedere?

  5. Anna scrive:

    Sono stata battezzata in svizzera nel 1967, e voglio sbattezzarmi, ma non so ne il luogo ne quando purtroppo è successo, come posso fare?

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